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Contaminazione pozzi Colleferro: HCH, una storia infinita

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Unione Giovani Indipendenti

Contaminazione pozzi Colleferro: HCH, una storia infinita.

 

Siamo alle solite, ma questa volta riteniamo la situazione ancor più inaccettabile. Si è verificata, infatti, l’ennesima contaminazione di alcuni pozzi, ora chiusi, a servizio dei due acquedotti di Colleferro gestiti da GDF Suez Retegas e Consorzio Servizi Acqua Potabile (CSAP) .

 

Dalle analisi effettuate dalla Arpa Lazio nel mese di dicembre e pervenute alla Asl RMG  il 24 Gennaio si è riscontrata la presenza di isomeri dell’esaclorociclesano nell’acqua proveniente dal pozzo n. 6 a servizio idrico di Colleferro e dal pozzo “Stendaggi” a servizio del distretto industriale. Ulteriore contaminazione è stata rilevata con prelievo in una fontanella pubblica alimentata dal pozzo denominato “Sacco2” gestito da CSAP: si è riscontrata  la presenza di ferro e manganese quasi il doppio dei limiti di legge.  Per quanto riguarda l’esaclorocicloesano e l’ormai famoso isomero Beta, come la maggioranza delle popolazione di Colleferro  e della Valle del Sacco ricorderà, si tratta della sostanza oggetto di scandalo che dal 2005 si è scoperto essere presente nell’organismo di persone e animali. Ricordiamo che tale molecola è un derivato del lindano, conosciuto per le sue proprietà insetticide e altamente tossico per gli esseri viventi. Il nostro organismo accumula questa sostanza nelle parti grasse e nel sangue e non è in grado di degradarlo, se non con l’allattamento. Nel tempo questa sostanza si immagazzina nei tessuti adiposi e può provocare patologie.

Headline News

[RS Retuvasa sospende gli aggiornamenti dal 28.01.12 al 05.02.12]

PIANO RIFIUTI REGIONALE
Il dibattito sul Piano rifiuti in consiglio regionale
Il Messaggero FR 26.01.12, pp. 29 (prima) e 33

Leggi le altre notizie sul PRR nella rassegna stampa dedicata

Fronte comune tra Sturvi e Noto per il no al TMB
Il Messaggero FR 27.01.12

Leggi le altre notizie su TMB Castellaccio nella rassegna stampa dedicata
 

CS Retuvasa 17.01.12 - Discarica di Colle Fagiolara


Discarica di Colle Fagiolara: non è dato sapere quando sarà chiusa, come sarà gestita, chi pagherà gli oneri della sua chiusura 

La “nebulosa GAIA” implode ulteriormente, sommersa da pesantissime insolvenze economico-ambientali.  La notizia di per sé non costituisce una novità, ma a metterne in luce risvolti inquietanti e di grave attualità per la cittadinanza e per la Valle del Sacco è lo stesso Comune di Colleferro, attraverso la delibera di giunta n. 376 del 23 dicembre 2011 (Tutela dei diritti ed interessi del Comune nei rapporti con la AGENSEL in a.s., il Consorzio GAIA in a.s. ed il Commissario straordinario inerenti l’impianto di discarica di Colleferro. Incarico all’Avv. Alberto Colabianchi), pubblicata dall’ente in data 13 gennaio 2012.
La delibera di giunta comunale in questione considera le implicazioni dell’inadempiente gestione della discarica di Colle Fagiolara da parte di Agensel  (AGEN. S.E.L.) srl, società al 100% di proprietà di GAIA spa, riconoscendo peraltro evidenze da tempo denunciate da Retuvasa.
 

Comunicato stampa Retuvasa 12.01.12


Impianto TMB Castellaccio e nuova definizione ATO rifiuti: una vera e propria aggressione al territorio del Frusinate e della Valle del Sacco


“Una vera e propria aggressione – così Alberto Valleriani, presidente della Rete per la Tutela della Valle del Sacco. Nonostante il mantenimento degli ATO provinciali nella revisione del Piano Rifiuti Regionale in corso di approvazione, 
 alla luce dei progetti presentati dai principali attori pubblico-privati del ciclo dei rifiuti, la ridefinizione territoriale degli stessi ATO, già concettualmente, ora concretamente, è volta a riversare sulla Valle del Sacco e sulla Provincia di Frosinone centinaia di migliaia di tonnellate di Rifiuti Solidi Urbani da separare, trasformare in cdr e quindi incenerire. Se, ovviamente, l’impatto effettivo nell’ottica della correttezza - forse meglio dire della scorrettezza - del ciclo dei rifiuti potrà essere valutato solo con la debita e puntuale analisi tecnica dei progetti, già è chiaro dove si pensano di dislocare gli impianti di trattamento rifiuti. Vediamo infatti che il nord del Frusinate, nella Bassa Valle Latina, ingloba nell’ATO di Frosinone cinque Comuni pontini che potrebbero contribuire al funzionamento delle linee di incenerimento di San Vittore (impianto peraltro adeguato tecnicamente al contenimento delle emissioni ed usufruente dei lucrosi ‘certificati verdi’, pagati dalla collettività), ora acquisito da A.R.I.A. (ACEA Risorse e Impianti per l’Ambiente) spa, come da Determinazione B9170 del 01.12.11 della Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti. Con la Determinazione consecutiva, B9171, stessa data, A.R.I.A. acquisisce l’ex impianto di cdr di Castellaccio, pressoché non operativo da alcuni anni.
 

S.E.N.T.I.E.R.I. Project - La Valle del Sacco

Logo by Linda Fabiani

e&p anno 35 (5-6) settembre - dicembre 2011 • Suppl. 4
 
Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento: RISULTATI - Mortality study of residents in Italian polluted sites: RESULTS

A cura di: Roberta Pirastu, Ivano Iavarone, Roberto Pasetto, Amerigo Zona, Pietro Comba
Gruppo di lavoro SENTIERI

Il Progetto SENTIERI è stato condotto e finanziato nell’Ambito del Programma Strategico Ambiente e Salute (Ministero della Salute – Ricerca Finalizzata 2006 ex art 12 DLgs 502/1992). Le attività propedeutiche alla collaborazione ISS-AIRTUM sono state finanziate nell'ambito del Progetto CCM 2009 ”Sorveglianza epidemiologica di popolazioni residenti in siti contaminati” del Ministero della Salute
 

p. 51
[...] Considerazioni conclusive

Nel complesso nel SIN del Bacino Idrografico del Fiume Sacco si è osservato un eccesso di mortalità per tutte le cause. E’ stato inoltre osservato tra gli uomini un eccesso di mortalità per i tumori, per il tumore dello stomaco e le malattie dell’apparato digerente, e tra le donne per malattie dell’apparato circolatorio, mentre si è osservato un complessivo difetto della mortalità per tumore tra le donne. Gli eccessi osservati tra gli uomini per tumore dello stomaco e per malattie dell’apparato digerente possono essere riconducibili a esposizioni di tipo occupazionale.

Colleferro e l’ABC dell’acqua

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Colleferro e l’ABC dell’acqua
  
L’ABC dell’acqua.
·        Qual è la composizione dell’acqua che beviamo e da dove arriva?
·        Quanta se ne perde a causa di infrastrutture “colabrodo”?
·        Con quali logiche è gestita?
·        Quanto costa a noi e alla collettività la gestione del servizio idrico e quali sono i guadagni del gestore?
 

Ceccano, indagini su presunti scarichi fognari illegali in via Pantano, confluenti nel Fiume Cosa e nel Sacco - la denuncia dei residenti


Accogliamo la richiesta di alcuni residenti di Ceccano circa la pubblicazione della presente denuncia, in allegato e a seguire nel testo con la relativa rassegna stampa.

Coordinamento
Retuvasa
Provincia
Frosinone

Acqua a Colleferro: si trovano soluzioni ma restano problemi irrisolti

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco

Acqua a Colleferro: si trovano soluzioni ma restano problemi irrisolti
 
Mentre molte famiglie colleferrine trascorrevano il Natale sterilizzando l'acqua anche per lavarsi le mani,  un consigliere di maggioranza candidamente confessava ad una emittente televisiva locale che per il problema causato dal famigerato pozzo n. 7 erano stati spesi tanti soldi inutilmente.
Infatti il guasto che ha prodotto la contaminazione di gran parte dell'acquedotto comunale gestito da Italcogim  è causato da una rottura proprio allo stesso pozzo che aveva dato i medesimi problemi per tutto il mese di ottobre 2009. 

ADF e Retuvasa su aeroporto Frosinone - Voci Morolane

Leggi in allegato l'intervista doppia di Daniele Trenca all'avv. Gabriele Picano, presidente ADF, e al prof. Francesco Bearzi, coordinatore provinciale Retuvasa 

PM10 a Colleferro: real time

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