“Il Messaggero”, 13 agosto 2009

 

di VITTORIO BUONGIORNO

Lacoste blu, l’aria rilassata, un fascio di giornali, il telefonino che squilla piuttosto spesso, un libro («La notte del gladiatore, bello. Un romanzo storico, ma lo sapevate che a Ferentino era di stanza la II legione romana?»). Sono le vacanze di Antonio Tajani, il commissario dell’Unione europea ai Trasporti. Rigorosamente a Fiuggi. «Quando per lavoro prendi cinque o sei aerei a settimana stare qui è il massimo. E’ un bel posto, ho gli amici, ho le radici, si mangia bene».

Com’è la Ciociaria vista da Bruxelles?

«Potrebbe fare di più, deve ampliare gli orizzonti, deve avere una dimensione europea. Mi fa ben sperare il fatto che Antonello Iannarilli sià già venuto a Bruxelles a luglio e che da assessore regionale all’Agricoltura abbia fatto fare al settore un salto di qualità per i finanziamenti europei. La Ciociaria deve capire che la Ue non è la Casmez: ci sono le risorse, ma servono progetti. Buoni progetti».

Visto che lei è commissario ai Trasporti ci sono fondi anche per l’aeroporto?

«La Ue vede con favore la nascita di aeroporti regionali e c’è la possibilità di utilizzare fondi europei per la progettazione e per le infrastrutture di accesso agli scali. Non dimenticate che Frosinone è attraversata dal corridoio Berlino-Palermo, uno degli assi prioritari inseriti nel Trans European Network varati dall’Unione. Questa è una grande opportunità».

Però, dopo i passi avanti fatti da Frosinone verso la nascita dell’aeroporto regionale, Viterbo ha riaperto la polemica. Lei è per Frosinone o per Viterbo?

«Sono per Frosinone e Viterbo, anzi per Viterbo e Frosinone. Perché non dimentichiamolo: Viterbo diventerà il secondo aeroporto di Roma al posto di Ciampino e non sarà alternativo a Frosinone che potrà invece ospitare uno scalo regionale da un milione, un milione e mezzo di passeggeri».

Ma la polemica ha toni accesi.

«Ne ho già parlato con il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, con il presidente della Provincia Antonello Iannarilli e con il presidente di Adf Giacomo D’Amico. Chiariamo: non è che se fai un aeroporto non fai l’altro. Si possono fare tutti e due: Viterbo con i fondi Cipe diventerà uno scalo internazionale per i low-cost e servirà l’Italia centrale, Frosinone con un project financing, cosa a cui l’Unione guarda con grande interesse, potrà puntare sul turismo religioso e sfruttarlo per potenziare il suo sistema industriale».

E se la guerra di campanili continua?

«Sarebbe un errore farsi la guerra nel Lazio. Poteva aver senso prima, ma oggi non più. Chiarito che fare un aeroporto a Latina è impossibile per problemi tecnici in quanto le rotte confliggono con quelle di Fiumicino. Lo ripeto, ho già parlato con tutti gli attori di questa vicenda ed è già chiarito che non c’è alcun contrasto tra i progetti, perché Frosinone non porterà via fondi Cipe a Viterbo e perché la Regione manterrà gli impegni per finanziare la ferrovia. Il Lazio deve solo pensare a migliorare le proprie infrastrutture, a nord e a sud».

Dopo 15 anni da parlamentare europeo e un anno da commissario, quale progetto di altri paesi ripeterebbe in Ciociaria?

«Cercherei di valorizzare meglio il territorio, un po’ come ha fatto la Germania per l’area della Foresta nera, sfruttando al massimo le risorse per creare percorsi turistici. Qui abbiamo un patrimonio ambientale e artistico che non né valutato né sfruttato dal punto di vista turistico. Fiuggi, Alatri, Ferentino, cassino non hanno nulla da invidiare ad altre parti d’Europa più conosciute».

E Fiuggi? da anni attraversa una crisi che pare irreversibile.

«Fiuggi deve cambiare il suo modello, non può pensare di continuare a vivere solo su chi fa la cura delle acque. Si stanno pagando errori di gestione complessiva fatti in passato. Adesso bisogna pensare ad attirare giovani, non più solamente una clientela turistica ad esaurimento. Penso al Family Festival, ma penso anche ai ritiri delle squadre di calcio, penso ai centri benessere, ai nuovi modelli termali. E soprattutto serve una grande unità di intenti».

A proposito di Regione Lazio...

«Non sarò il candidato».

Non sarà lei l’uomo scelto dal Pdl per puntare alla carica di Governatore?

«Ho fatto per tanti anni il parlamentare sul territorio, sono stato coordinatore regionale. Adesso credo di essere più utile lavorando per l’Italia in un contesto europeo. Berlusconi ha già annunciato l’intenzione di confermarmi la fiducia come commissario, e di questo lo ringrazio. Quando fui nominato mi disse solo: fai onore all’Italia. Quella è l’unica bussola che ho».

 

Una mattinata di chiarimenti, poi una nuova polemica. Mentre da Latina, il presidente della Provincia Armando Cusani intervistato da Extra tv apre a Frosinone sulla possibilità di individuare insieme la localizzazione dello scalo regionale (malgrado la Regione abbia già scelto la Ciociaria), primo contatto - dopo le frecciate di questi giorni - tra il sindaco di Viterbo Giulio Marini e il presidente di Adf, Giacomo D’Amico. Lo rende noto il Comune di Viterbo in una nota: «Dopo ferragosto, il sindaco di Viterbo Giulio Marini riceverà il presidente di AdF, Giacomo D’Amico».

«Sono stato raggiunto telefonicamente dallo stesso presidente D’Amico - spiega Giulio Marini - che mi ha spiegato che l’aeroporto commerciale che vuole realizzare Frosinone non intende in nessun modo confliggere con lo scalo viterbese. Si tratta di due opere distinte e completamente indipendenti. L’incontro che abbiamo concordato subito dopo Ferragosto servirà proprio per stabilire, definire e concordare le linee da seguire nei prossimi mesi».

Ma in serata è stato l’assessore viterbese all’aeroporto Giovanni Bartoletti a rinfocolare la polemica: «Personalmente ritengo che non ci sia nulla da chiarire: spetterà al Ministro dei Trasporti, all’Enac e l’Enav stabilire se la regione (Lazio) può, senza confronto con lo Stato, decidere dove ubicare un aeroporto». Non gli è piaciuta evidentemente la possibile intesa tra Viterbo e Frosinone: «Forse a destra e a sinistra se tra i nostri politici con i galloni da generale ci fosse qualcuno con gli attributi da generale non saremo a questo punto - dice stizzito - Noi, anche a rischio di perdere i galloni da caporale, confidando sulla lealtà e le parole date da Berlusconi, Matteoli, Tajani e Marrazzo. Lotteremo per la Tuscia finché avremo fiato e se D’Amico, vorrà venire a vedere S. Rosa, almeno abbia il buon senso di ritirare ricorso contro l’assegnazione del terzo scalo del Lazio a Viterbo».

 

 

di EMILIANO PAPILLO

A Ferentino si organizza il fronte del no all’Aeroporto. Circa 250 cittadini si sono incontrati martedì sera in zona Granillo per capire come fermare il progetto. Sono allarmati per l’avvio delle procedure di esproprio. Tra coloro che manifestano maggiori dubbi la Lega Lazio, un comitato di cittadini del quartiere Scalo ed alcune associazioni locali. «Vogliamo capire bene la procedura d’esproprio che a nostro avviso non è limpida in quanto emessa solo ad agosto con molti cittadini in ferie. I residenti hanno solo 30 giorni per fare osservazioni. Da una prima visione dell’elenco delle particelle catastali ci risulta che vi siano anche porzioni di terreno dove vi sono abitazioni per uso civile. Questo danneggerebbe la comunità. Per questo martedì 18 alle ore 21 in zona Granillo terremo un incontro per capire meglio la procedura. Per ora chiediamo alla Regione di bloccare la variante Asi e di presentare prima lo studio sull’impatto ambientale che aveva dato come elemento fondamentale», dice Marco Maddalena della Rete Tutela Valle Del Sacco. «Vogliamo che il Comune di Ferentino e la Provincia partecipino ad un incontro pubblico, magari un consiglio aperto e già martedì possono venire a delucidarci sulla situazione».

Secca la replica dell’assessore all’urbanistica di Ferentino, Amedeo Mariani che spiega: «L’Asi ha provveduto solamente alla perimetrazione dell’area in base alla Legge 214. I cittadini possono recarsi negli uffici dell’Ente per averne visione. L’Aeroporto parallelamente alla nuova stazione unica Ferentino- Frosinone è un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio, fermo restando le valutazioni ambientali e tutte le azioni di tutela e salvaguardia dei cittadini. Non c’è ancora nulla di definitivo, invito tutti a non cavalcare la tigre in questa fase. Passato il periodo estivo sono pronto a qualsiasi tipo di confronto con i cittadini. Una cosa è certa, l’aeroporto porta sviluppo, e credo che la rigidità delle leggi in materia ambientale in Italia, in caso di parere positivo di impatto ambientale, sia una garanzia per la cittadinanza».

 

Per approfondimenti http://sfoglia.ilmessaggero.it/sfoglia.php?data=20090813&pag=29&dorso=FROSINONE&ediz=04_FROSINONE&vis=&tt=

 

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