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Ambiente

Rassegna stampa 15.02.12

Amianto in Ciociaria, la situazione a Frosinone e Anagni, la questione della ex Cemamit a Ferentino
Il Messaggero FR 15.02.12, p. 31

Stefano De Angelis

Rassegna stampa 14.02.12

De Vizia Transfer, Anagni, bocciato al TAR il ricorso contro l'esclusione dalla gara d'appalto per il servizio di raccolta rifiuti. Il servizio dovrebbe passare alla Tradeco di Altamura [azienda barese attiva, a differenza della De Vizia, su scala regionale e non nazionale]
Il Messaggero FR 14.02.12, p. 38 - di Paolo Carnevale

L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.

21/02/2012 09:30
Europe/Roma
Comunicato Stampa
 
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
 
Invito al Convegno presso il Senato della Repubblica
21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5
 
Il conflitto in Libia ha contribuito a rilanciare l’allarme su componenti per la fabbricazione di armi chimiche vendute dal nostro paese senza troppi riguardi per i potenziali pericoli per l’umanità. Pare sempre più chiaro che il regime di Gheddafi accumulasse armi chimiche nei suoi arsenali anche grazie al contributo dell’industria bellica italiana.
La produzione e il deposito di arsenali chimici hanno prodotto un pesantissimo impatto ambientale in numerosi Comuni italiani, dalla Tuscia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania, dal Lazio alla Puglia. Terreni, stabilimenti e discariche sottomarine ospitano l’eredità del colossale arsenale creato principalmente dal fascismo e poi sottaciuto dai governi della Repubblica.
Da circa un anno, un gruppo di associazioni e comitati ha istituito il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, di cui è membro Retuvasa, finalizzato al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Il C.N.B.A.C., composto da associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica), invita i cittadini a partecipare al Convegno Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa. Mappatura, monitoraggio e bonifica dei siti inquinati dagli ordigni della seconda guerra mondiale, che si terrà il presso il Senato della Repubblica il 21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5.

L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.

Comunicato Stampa
 
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
 
Invito al Convegno presso il Senato della Repubblica
21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5
 
Il conflitto in Libia ha contribuito a rilanciare l’allarme su componenti per la fabbricazione di armi chimiche vendute dal nostro paese senza troppi riguardi per i potenziali pericoli per l’umanità. Pare sempre più chiaro che il regime di Gheddafi accumulasse armi chimiche nei suoi arsenali anche grazie al contributo dell’industria bellica italiana.
La produzione e il deposito di arsenali chimici hanno prodotto un pesantissimo impatto ambientale in numerosi Comuni italiani, dalla Tuscia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania, dal Lazio alla Puglia. Terreni, stabilimenti e discariche sottomarine ospitano l’eredità del colossale arsenale creato principalmente dal fascismo e poi sottaciuto dai governi della Repubblica.
Da circa un anno, un gruppo di associazioni e comitati ha istituito il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, di cui è membro Retuvasa, finalizzato al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Il C.N.B.A.C., composto da associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica), invita i cittadini a partecipare al Convegno Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa. Mappatura, monitoraggio e bonifica dei siti inquinati dagli ordigni della seconda guerra mondiale, che si terrà il presso il Senato della Repubblica il 21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5.

Castello Vecchio di Colleferro: colate di cemento in vista.


Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Unione Giovani Indipendenti

Colleferro: un castello di cemento
 
 
C’era una volta… un re, direte voi, miei piccoli lettori. E invece c’era un castello, quello di Colleferro. Un castello importante e significativo per la comunità, tanto che le sue arcate sono rappresentate sullo stemma della città e anche nel “monumento
” che campeggia al centro della rotatoria all’uscita dell’autostrada, e anche nella facciata della chiesa di Santa Barbara disegnata dall’architetto Morandi, e anche sullo stemma del Colleferro Calcio e anche su… chi più ne ha più ne metta!
Questo castello sorgeva sulla collina davanti al cimitero ed era un bellissimo spettacolo per tutti quelli che passavano in automobile o a piedi per fare una passeggiata nelle aree verdi circostanti.
Ma non c’è più adesso? È stato distrutto? No, piccoli lettori, esiste ancora, ma tante persone vorrebbero distruggerne l’essenza, sapete? Nella sua storia ha subito tanti traumi: la distruzione nel 1431 a opera delle milizie di Giacomo da Caldora, dopo la quale ci sono stati duecento anni di abbandono finché non è diventato un casale di campagna e progressivamente abbandonato di nuovo.
Ma è bello, direte voi, ed è un vero peccato lasciarlo andare in rovina: perché non lo sistemiamo e non lo restituiamo alla comunità? Non ci sono mai stati progetti di recupero? Ebbene, miei piccoli lettori, sì. Ci sono stati.

RS 13.02.12

Anagni, raccolta differenziata in tilt per crollo capannone De Vizia
Il Messaggero FR 13.02.12 p. 39 (prima)

RS 11.02.12-12.02.12

Ceccano. Denuncia per diossina provocata da incendio
Ecco la notizia quotidiana 12.02.12

Luigi Mattei, la vittoria legale e il riconoscimento dell'esposizione all'amianto
Comunicato Luigi Mattei 12.02.12 - Retuvasa

Delibera Comune di Colleferro 6/2012, 18 gennaio 2012. Trasparenza atti riguardanti il Sito di Bonifica di Interesse Nazionale

Viene accolta finalmente l'istanza da tempo avanzata da Retuvasa, presentata dalla minoranza consiliare e fatta propria all'unanimità dal Consiglio comunale

Sito di Interesse Nazionale del fiume Sacco. Relazione attività svolte dal maggio 2005 al febbraio 2007

by Ufficio commissariale per l’emergenza nel territorio del bacino del fiume Sacco tra le province di Roma e Frosinone, marzo 2007

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