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Eventi

Frosinone 13 aprile 2019, Manifestazione Unitaria Valle del Sacco.

 
MANIFESTAZIONE UNITARIA PER LA VALLE DEL SACCO
Frosinone 13 Aprile 2019

 
Chiediamo il conto su inquinamento e salute della Valle del Sacco”
 
SCENDIAMO IN STRADA PER UN FUTURO PULITO
 
 
L'attualità e lo stato presente delle cose.
 
È stata messa a conoscenza di associazioni e amministrazioni la bozza del cosiddetto accordo di programma che definisce priorità e procedure per avviare le attività di caratterizzazione e di bonifica nell'area del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Valle del Sacco. Per tali attività risultano già stanziati, da regione Lazio e ministero per l'ambiente, fondi per complessivi 53,6 milioni di euro. Tralasciando di menzionare carenze di tipo procedurale, segnaliamo la mancanza di strumenti efficaci di partecipazione per amministrazioni ed associazioni come ad esempio il Tavolo di trasparenza sul nucleare della regione Lazio. Di questa ed altre osservazioni la versione definitiva dovrà tenere conto.
 
La mobilitazione seguita alla comparsa di grandi quantità di schiuma sul fiume Sacco ha ravvivato l'attenzione dei cittadini della Valle e degli organi di informazione locali, regionali e nazionali sullo stato di salute del fiume e del territorio circostante inquinato da decenni di attività industriali.
 
Anche l'inquinamento dell'aria, presente in tutta la Valle con punte nella città di Frosinone e di Ceccano, continua a sollevare le proteste dei cittadini, e produce, da parte delle Amministrazioni, iniziative come le domeniche senza traffico. Meri pannicelli caldi che non cambiano la sostanza delle cose.
 
Ad essere a rischio sono le matrici ambientali della Valle del Sacco a causa dell'inquinamento industriale storico a cui si sono aggiunti nel tempo la gestione del ciclo dei rifiuti, il riscaldamento domestico e la mobilità su strada. Le indagini epidemiologiche, assieme ai dati capillarmente raccolti dai medici di base, rivelano una situazione sanitaria che richiederebbe una attività di screening capillare su tutta la popolazione, in particolare sui giovani: purtroppo nonostante queste evidenze il sistema sanitario ha subito negli ultimi anni colpi gravissimi che ne hanno ridotto in quantità e qualità le prestazioni.
 
Un grande rilievo è stato dato alla notizia dello stanziamento di 10 milioni di euro per il finanziamento degli interventi all'interno dell'Area di Crisi Complessa di Frosinone che tanta eco ha già avuto sui media al momento della sua istituzione. Essa riguarda un'area a cavallo della provincia di Frosinone (37 comuni) e della città metropolitana di Roma (9 comuni). Dopo questo primo finanziamento l’area di crisi dovrebbe servire a coordinare e convogliare le forme di finanziamento previste per legge per le diverse filiere produttive, attività commerciali e terziarie.
 
Sono prossimi interventi che decideranno del nostro futuro 
 
Importanti decisioni verranno dunque prese entro un breve lasso di tempo, riguardanti caratterizzazione e bonifiche, piano dei rifiuti regionale e finanziamenti all'area di crisi. Esse definiranno le direttrici di sviluppo del nostro territorio, influenzeranno pesantemente le prospettive di vita di tutti i suoi abitanti, come già hanno fatto e continuano a fare gli interventi sulle strutture sanitarie.
 
A quali attività verranno finalizzate le decine di milioni di euro che l'istituto dell'Area di crisi complessa metterà a disposizione? I precedenti, vale a dire l'accordo di programma per l'area di crisi della Videocon, non hanno avuto ricadute positive per il territorio. Con finanziamenti pubblici furono attivati 100 milioni di investimenti da parte di due multinazionali farmaceutiche Sanofi Aventis Spa e Acs Dobfar Spa, per complessivi 120 posti di lavoro, quasi un milione di euro a posto di lavoro, inoltre le aziende avevano solo un vincolo del 20% alla riassunzione di ex dipendenti dell’azienda elettronica anagnina.
Quale relazione tra gli investimenti attivati dall'istituto dell'area di crisi e quelli predisposti per intervenire sulle caratterizzazioni e le bonifiche del SIN? È stata istituita tra i ministeri dell'ambiente e dell'economia, di Invitalia e la regione Lazio, una cabina di regia destinata a coordinare gli interventi su aree di bonifica ed aree di insediamento industriale: nulla ha a che vedere con la definizione di linee guida per il futuro sviluppo del territorio.
 
Ognuno si assuma le proprie responsabilità.
 
In questi anni non abbiamo visto un contributo fattivo da parte di Unindustria, da parte dell’ASI, delle diverse associazioni di categoria produttive e professionali, nel delineare nuove linee di sviluppo del nostro territorio. Troppo spesso la richiesta, anche giustificata, di semplificazione di procedure autorizzative si è tradotta nella richiesta pura e semplice di riduzione dei vincoli derivanti dal necessario rispetto dell’ambiente.
 
È mancata una assunzione di responsabilità collettiva e condivisa sulle linee di sviluppo.
 
Negli ultimi mesi invece si sono succedute iniziative di informazione, confronto e mobilitazione centrate sui temi dell'inquinamento, della difesa della salute e dell'ambiente, direttamente promosse da comitati, associazioni ed amministrazioni locali. La crescita di mobilitazioni e forme di partecipazione costituisce una reazione alle carenze profonde nell'azione istituzionale sui problemi del territorio: i cittadini di conseguenza sentono la necessità e decidono di agire in prima persona.
 
Ed ora, non è cosa semplice, si tratta di intervenire su assetti complessivi del territorio e per giungere a questo risultato è necessario realizzare dispositivi di partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle decisioni, che oggi sono del tutto assenti.
 
Il SIN Valle del Sacco, una realtà complessa, come il territorio a cui appartiene.
 
I confini del SIN della nuova perimetrazione del 2016 racchiudono una porzione di territorio di straordinaria complessità dal punto di vista delle forme di contaminazione. In quei confini è racchiusa l'eredità di decine di anni di industrializzazione della Valle, una successione di aree industriali, da Colleferro a Ceprano. Lo stesso si può dire della Valle del Sacco, un territorio articolato nella sua composizione fisica, nelle sue strutture economiche, sociali e culturali che oggi si deve confrontare con straordinari processi di innovazione, con la crisi del modello economico e sociale del nostro paese, in un mondo di diseguaglianze sociali crescenti.
 
Non ci sono bacchette magiche che possano risolvere i suoi, i nostri problemi da un giorno all'altro.
 
Non si tratta di una prospettiva di breve periodo. I siti inquinati della valle sono una ferita purulenta nel nostro territorio che negli anni ha infettato la salute della popolazione, la definitiva caratterizzazione (l’insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali) e l'azione di bonifica puntuale di tutte le aree - anche se di lungo periodo - sono la condizione per il rilancio economico e sociale, per una conversione ecologica delle infrastrutture, delle attività produttive e degli insediamenti urbani.
 
La Conversione ecologica, l’Economia circolare.
 
La conversione ecologica è un processo di transizione verso un nuovo assetto economico e sociale sganciato dalle fonti fossili di energia, si fonda sulla ‘economia circolare', che si fonda sull’uso delle risorse rinnovabili, recupera quelle non rinnovabili e riduce al minimo la diffusione nell'ambiente di sostanze che i sistemi naturali non possono metabolizzare. In essa non si parla più di ‘ciclo dei rifiuti’, ma di recupero, riuso dagli oggetti e riciclo delle materie utilizzate per costruirli.
 
Sappiamo che transizione e conversione si possono affermare definitivamente solo a livello globale. Ogni territorio realizzerà certo un proprio percorso, ma potrà giocare un ruolo fondamentale elaborando
 
proposte e soluzioni innovative sulla base di una propria sperimentazione, potrà prendere esempio dalle realizzazioni più avanzate, con cui può mettersi in rete, con vantaggio reciproco.
 
La transizione non riguarda solo la produzione. Coinvolge necessariamente anche i consumi, gli stili di vita, l’organizzazione, la gestione del territorio, i rapporti tra le istituzioni la partecipazione ai processi decisionali: cioè la democrazia. Tutti questi aspetti sono strettamente interconnessi.
 
Se questa è la svolta necessaria per chiudere con un passato ed un presente fatto di contaminazione dell’ambiente, diffusione di patologie ad esso collegate, crisi dei settori industriali del passato, riduzione dei servizi sanitari, diseguaglianze sociali crescenti, fuga dei giovani, come si prospetta il futuro prossimo della Valle del Sacco e dei territori ad essa contigui?
 
In ognuno degli interventi previsti - nella gestione della sanità nella pianificazione delle bonifiche, nella promozione dell'area di crisi complessa - purtroppo non c'è traccia di un progetto, della necessaria visione strategica e integrata del futuro di questo territorio. Si prospetta quindi un insieme disparato di interventi, senza relazione tra loro, sottomessi alle pressioni dei gruppi di interesse più aggressivi. I precedenti interventi non depongono a favore, quando un posto di lavoro è costato un milione di euro circa e soprattutto quando ‘economia circolare’ è diventato un termine buono per tutti gli usi.
 
Partecipazione dei cittadini e funzionamento delle istituzioni.
 
L’avvio di una vera rottura col passato non è certo cosa semplice, sappiamo di quanti vincoli dobbiamo liberarci, quanto cambiamenti sono necessari nelle leggi e nelle istituzioni che ci governano: proprio per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto.
 
In anni di confronto con amministrazioni locali, regionali e nazionali - di partecipazione a conferenze dei servizi a tutti i livelli - abbiamo misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali.
 
Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.
 
Cabina di regia, informazione, formazione, educazione e partecipazione.
 
Sino ad oggi comitati e associazioni si sono dovute dedicare alla caccia delle informazioni, d’ora in poi il sistema delle informazioni pubbliche deve essere aperto, deve rivolgersi ai cittadini educandoli alla consultazione, rendendoli partecipi di ogni importante cambiamento. Deve essere strumento di educazione e formazione di una opinione pubblica consapevole, al servizio delle istituzioni e delle reti educative e culturali da cui dipende la formazione di cittadini consapevoli.
 
Vogliamo lavorare alla costruzione di una sorta di ‘cabina di regia', dove arrivano e si confrontano, in modo trasparente le voci, le idee i progetti, le soluzioni prodotte dalle reti territoriali di associazioni e comitati, dalle mobilitazioni, dalle istituzioni coinvolte, dove l'attività volontaria diviene organizzazione stabile.
 
I precedenti.
 
Nella passata legislatura nel consiglio regionale del Lazio era stato istituito un ‘tavolo speciale di coordinamento' per la Valle del Sacco, incardinato sulla VIII commissione, tra i suoi obiettivi doveva esserci la creazione di una - udite, udite - cabina di regia sul tema della bonifica e sviluppo del territorio; non se ne fece nulla. Di tavoli e cabine di regia, si continua a parlare ancora oggi tra una commissione e l'altra, tra un ministero e l’altro.

Una vertenza per la Valle del Sacco.
 
Vogliamo aprire una vera e propria vertenza per la Valle del Sacco, per quanto riguarda la dimensione territoriale e l'intreccio di problemi e, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato.
 
La manifestazione del 13 aprile 2019 ne rappresenta l'apertura, il primo passo con cui inizia la costruzione dell'organizzazione necessaria, la messa a punto dei contenuti. È l'inizio di un percorso che si fonda su una logica di parità tra i soggetti coinvolti, sulla responsabilità degli uni verso gli altri, valorizzando conflitti e contraddizioni per una migliore definizione degli obiettivi.
 
Una vertenza unitaria, poiché riconosciamo una forte connessione nel sistema territoriale della Valle del Sacco, nel suo eco-sistema, nei suoi habitat naturali, nella sua configurazione sociale ed economica, nel suo patrimonio storico e culturale, nelle sue connessioni con i territori contigui, aperto al mondo, attraversato dai mille flussi delle persone, delle merci, delle informazioni e delle filiere commerciali e produttive.
 
Una vertenza per aggregare, coinvolgere e mobilitare, per creare stretti legami tra le mille particolari richieste e vertenze che sorgono di continuo, coordinarne l’azione e sintetizzarne i contenuti.
 
Da subito riteniamo necessario:
 
  •  l’avvio di uno screening sanitario della popolazione, soprattutto negli adolescenti, che valuti lo stato di contaminazione delle persone nei diversi contesti ambientali e gli eventuali effetti sulla loro salute, collegato ad un registro dei tumori effettivamente funzionante;
  • promuovere e sostenere un piano eco-sostenibile per la mobilità di merci e persone;
  • ripensare completamente le forme di riscaldamento domestico;
  • promuovere un piano per la qualità dell’aria, delle acque e dell’ecosistema;
  • creare tavoli di lavoro partecipati sulle bonifiche, sugli investimenti produttivi in tutti i settori, sul piano dei rifiuti, sui servizi pubblici e le strutture sanitarie.
 
Sarà la mobilitazione dei cittadini ad imporre un salto di qualità nel governo di questo territorio.
 
Uniamo le forze! Per costruire assieme la piattaforma per la vertenza Valle del Sacco.


 
CLICCA QUI per scaricare i materiali dell Manifestazione

Presentazione libro di Marina Forti "Mala Terra. Come hanno avvelenato l'Italia".


Comunicato Stampa Retuvasa

Presentazione Libro di Marina Forti “Mala Terra. Come hanno avvelenato l’Italia”
 

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) è lieta di invitarvi alla presentazione dell'ultimo libro di Marina Forti "Mala Terra. Come hanno avvelenato l'Italia".

Vi aspettiamo sabato 17 novembre 2018 alle ore 17 presso l'Aula Consiliare del comune di Colleferro in Piazza Italia, 1.

IL LIBRO:

Per decenni gli scarti delle attività industriali sono finiti nella terra che abitiamo. Il fumo delle ciminiere ha impestato l'aria; gli scarichi hanno avvelenato l'acqua. Conviviamo, e conviveremo a lungo, con la diossina nei giardini pubblici, il piombo nei terreni, il Pcb e gli idrocarburi nelle falde idriche. Marina Forti ci porta in alcuni dei luoghi più inquinati d’Italia e ce ne racconta la storia, le bonifiche mancate, la mobilitazione dei cittadini, l’emergere di una coscienza ambientalista, lo scontro tra le ragioni del lavoro e quelle della salute.

Non poteva mancare la Valle del Sacco, raccontata e analizzata nel capitolo 3, "La città-fabbrica sul fiume Sacco", attraverso paragrafi come: "Le mucche e il cianuro", "Ogni volta sulla valle del Sacco tornava il silenzio", "Il bioaccumulo nel sangue", "La mappa del rischio dal fiume Sacco al Liri", "Contaminazioni multiple", "Fabbriche chiuse e disastro ambientale".

Vi aspettiamo nell’aula consiliare che il comune di Colleferro mette a disposizione per questo evento per scoprire insieme come ci hanno avvelenato, e come possiamo creare un antidoto.

L'AUTRICE:

Marina Forti è una giornalista italiana, autrice del blog “Terraterra online. Cronache da un pianeta in bilico”. Si occupa principalmente di temi legati all’ambiente, ai conflitti per le risorse naturali e all’immigrazione ed è stata caporedattrice e caposervizio degli esteri per il quotidiano “il manifesto”, prima di avviare una collaborazione con “Internazionale”. Ha viaggiato a lungo in Iran, in Asia meridionale e nel sud est asiatico e la sua rubrica “terraterra” ha ricevuto nel 1999 il Premiolino, dedicato al giornalista del mese. Tra le sue pubblicazioni si ricordano "La signora di Narmada. Le lotte degli sfollati ambientali nel Sud del mondo" (Feltrinelli, 2004, vincitore del premio “Elsa Morante” per la comunicazione nel 2004), "Il cuore di tenebra dell’India. Inferno sotto il miracolo" (Bruno Mondadori 2012) e, appunto, "Mala terra. Come hanno avvelenato l’Italia" (Laterza, 2018).
 
Colleferro, 13.11.18
 

Partono i Referendum Sociali


Comunicato stampa del 14 marzo 2016
 
PARTONO I REFERENDUM SOCIALI: SCUOLA PUBBLICA,
BLOCCA INCENERITORI, TRIVELLE ZERO E BENI COMUNI.
 
IERI PARTECIPATISSIMA ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA,
GIOVEDÌ 17 IL DEPOSITO DEI PRIMI QUESITI IN CASSAZIONE,
PER UNA PRIMAVERA DI DIRITTI E DI DEMOCRAZIA.
 
 
Partono i Referendum sociali per la scuola pubblica, per bloccare il Piano nazionale inceneritori, per l'opzione "Trivelle zero" in Italia e per la difesa dei beni comuni.
 
Ieri a Roma al Cinema Palazzo si è svolta una partecipatissima assemblea nazionale con centinaia di persone provenienti da tutta Italia che ha dato avvio alla nuova stagione referendaria.
 
Da giovedì prossimo 17 marzo si avvierà il deposito dei primi quesiti alla Cassazione per far partire  la raccolta delle firme con un evento unitario e diffuso il 9 e 10 aprile che darà vita alla campagna nazionale di mobilitazione che si chiuderà entro il 9 luglio prossimo.
 
L’obiettivo è superare le 500.000 firme necessarie per tutti i sei quesiti referendari già in campo, oltre quelli contro la privatizzazione dei beni comuni in via di definizione, per andare al voto nella primavera del 2017.
 
L'approvazione dei principali provvedimenti governativi, dalla Buona Scuola allo Sblocca Italia, con cui si è attaccato il ruolo della scuola pubblica, privatizzati i beni comuni e i servizi pubblici, aggredito l'ambiente, a partire dalle trivellazioni e da un autoritario aumento di nuovi inceneritori ed abbattuti i diritti del lavoro, ha innescato un crescente percorso di lotta che sostiene un opposto modello di sviluppo fatto di tanti comitati, movimenti, sindacati, associazioni che hanno iniziato ad incontrarsi in numerose assemblee sul territorio, da Bologna a Pescara, da Ancona a Napoli ed a Roma.
 
Si è pertanto formalizzata ieri l’alleanza sociale tra i movimenti per la scuola pubblica, per l'acqua bene comune, contro la devastazione ambientale che si oppone alle trivellazioni e contro il piano nazionale per vecchi e nuovi inceneritori che insieme chiedono di puntare ad una società “democratica” che investa sul valore della scuola pubblica, sulla sostenibilità ambientale e la difesa della salute pubblica, sulla gestione pubblica dei servizi locali, sul lavoro stabile e sul diritto al reddito che veda la piena attuazione del dettato costituzionale, e non il suo smantellamento.
 
L'iniziativa incrocia infatti il tema della democrazia e della sua espansione, che altro non è se non il rovescio della medaglia dell'affermazione dei diritti fondamentali. La nostra stagione dei referendum sociali, pur nella sua dimensione autonoma, vuole contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, con la convinzione che parlare di democrazia non significa ragionare puramente di architettura istituzionale ma del potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo che riguardano gli assetti della società.
 
Proprio perché non pensiamo che la nostra iniziativa sia autosufficiente e esaustiva delle battaglie in corso ci sentiamo fortemente impegnati per l'affermazione del Sì al referendum contro la prosecuzione indefinita delle concessioni in mare entro le 12 miglia del prossimo 17 aprile, così come nella preparazione e nella buona riuscita della manifestazione nazionale contro il TTIP prevista per il 7 maggio.
 
Per quanto riguarda il Jobs Act, provvedimento che ha la stessa matrice di quelli oggetto del nostro intervento, non rinunciamo né all'idea che, progressivamente, si possa costruire un intreccio sempre più stretto tra le questioni che oggi sono al centro dell'iniziativa e il tema del lavoro, né alla nostra autonomia di giudizio e di iniziativa anche su questo tema, una volta conosciuti gli eventuali quesiti referendari promossi dalla CGIL.
 
Si apre quindi una stagione di grande impegno sociale, che mobiliterà sui grandi temi della Costituzione materiale tante persone nei territori affermando un'altra idea di modello sociale e di democrazia.
 
L'intervento introduttivo completo all'Assemblea di Roma può essere letto qui:  http://wp.me/p78jxh-zx
 
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Movimento per la scuola pubblica
Campagna "Stop devastazioni", per i diritti sociali ed ambientali
Comitato Sì Blocca Inceneritori
 
 
INFO: Forum Italiano Movimenti per l'Acqua, Paolo Carsetti 3336876990
 

Festa di Tesseramento Retuvasa 2015


 
13 dicembre 2014 - ore 17,30

sede Via Latina, 90 - Colleferro (Rm)








 
Nella sede di Retuvasa facciamo festa, ci facciamo gli auguri e ne approfittiamo per fare un bilancio delle attività del 2014 e lanciare qualche progetto per il 2015, anche i Corsi che abbiamo sperimentato quest'anno.

 

Colleferro, Manifestazione 29 novembre 2014


COMUNICATO STAMPA 
delle associazioni e comitati promotori della campagna RIFIUTIAMOCI
 
 
29 NOVEMBRE 2014
ore 14.00 - piazzale biblioteca comunale - Colleferro
 
MANIFESTAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELLA SALUTE
 
 

PARTE L’AUTUNNO CALDO NELLA VALLE DEL SACCO

 

Continuano le attività della “Campagna Rifiutiamoci” che in questi mesi ha visto associazioni, comitati, movimenti, forze politiche e singoli cittadini della Valle del Sacco impegnati per la salvaguardia del territorio, dell’ambiente e della salute: al centro della campagna c’è la forte opposizione all’attuale gestione del ciclo dei rifiuti, obsoleta e responsabile della grave emergenza ambientale e sanitaria.
In molti comuni della zona dove Lazio Ambiente gestisce i rifiuti, le percentuali di raccolta differenziata raggiungono livelli irrisori mentre quelle elevate si possono leggere soltanto negli studi epidemiologici e nei rapporti sanitari, come lo studio Eras e Sentieri.
A Colleferro, nell’ultimo periodo, la campagna ha promosso la proposta di Referendum avanzata dall’opposizione consiliare sul progetto TMB, iniziativa che fino ad ora ha raccolto circa 2.000 firme. Nell’ambito della stessa campagna, inizia ora un periodo di mobilitazione a Colleferro e nei paesi limitrofi mossi dalla volontà di essere inseriti nei processi decisionali riguardanti la salute della comunità.

Dichiarano gli attivisti -Non ci accontentiamo di annunci, dichiarazioni sui giornali o promesse di cambiamento ma  esigiamo una vera svolta sostenibile che finalmente possa rendere giustizia alla popolazione di un territorio vittima di crimini ambientali che hanno compromesso terra, aria e salute. Una svolta che non abbia più niente a che fare con le scelte scellerate dettate da chi per anni è stato complice, colpevole e responsabile di questa criminosa ed insalubre gestione dei rifiuti. Pretendiamo da parte delle istituzioni provvedimenti che portino ad un miglioramento della situazione ambientale e di quella sanitaria della nostra zona specialmente alla luce della precaria condizione delle Asl e degli ospedali dei nostri comuni. Faremo sentire la nostra voce e la nostra presenza nelle strade e manifesteremo le nostre ragioni in un corteo a Colleferro il 29 novembre. Il progetto di TMB, voluto dalla Regione Lazio, da Lazio Ambiente S.p.A. e dal Comune di Colleferro, rappresenta una scelta presa dall’alto che non ci rappresenta e che non consentirà di attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti.

Le forze ambientaliste e sociali non possono accettare l’impianto TMB a Colleferro perché la sua costruzione significa praticamente mantenere attivi  due vecchi inceneritori e la discarica di colle Fagiolara.
Per questo pretendiamo un cambiamento radicale di rotta, che vada verso un sistema economico “circolare”  a sostegno di una crescita sostenibile e di una gestione virtuosa dei rifiuti, come ribadito dall’Unione europea, nei programmi Rifiuti Zero nel 2020.

Chiediamo come priorità l’avvio immediato di una campagna di informazione ambientale sulle modalità, i benefici ed i vantaggi della raccolta differenziata, l’attivazione del porta a porta e l’adozione di strumenti efficaci da attuare sul territorio come il compostaggio di comunità e la tariffa puntuale.

Il 29 novembre si avvicina : vi aspettiamo in via Carpinetana sud sotto la sede di Lazio Ambiente S.p.A., parcheggio della Biblioteca Comunale di Colleferro.
Il corteo partirà alle ore 14.


PARTECIPIAMO NUMEROSI!

F.to

Associazioni e comitati promotori della campagna RIFIUTIAMOCI
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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