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Iniziative Valle del Sacco

Colleferro, 12 dicembre 2015: incontro per condividere idee e progetti sul nostro territorio.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
 Colleferro, 12 dicembre 2015 – ore 16,30 – Sala Ludus
“Incontro per condividere idee e progetti sul nostro territorio”

 
 
I volontari dell’associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (RETUVASA) vi invitano a partecipare ad un incontro per la condivisione di idee e progetti sul nostro territorio.
 
A Colleferro il giorno 12 dicembre 2015 alle ore 16,30 presso la sala Ludus, retro chiesa Santa Barbara in Via Leonardo da Vinci.
 
Durante questi anni abbiamo costruito una fitta rete di contatti e collaborato con molte delle strutture associative del territorio, contrastando con manifestazioni (‘SEI UNO ZERO’ 2012 e ‘RIFIUTIAMOCI’ 2014) banchetti, esposti, denunce, ricorsi amministrativi, le possibili minacce che avrebbero potuto danneggiare nuovamente i propositi costruttivi di rilancio.
 
Lotte e resistenza contro il saccheggio e la devastazione del nostro territorio, ma della costruzione di un diverso futuro ne vogliamo parlare con i cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco.
 
Per questo interverranno Enzo Lucarini del ‘Laboratorio Comune Alta valle del Sacco’ che ci racconterà le esperienze di agricoltura biologica nella produzione del Cesanese e dell’olio, promossa da una nuova generazione di imprenditori agricoli.
Avremo una testimonianza che ci parlerà della situazione alla Selva d Paliano.
Marco Maddalena consigliere comunale di Ferentino ed attivista delle lotte ambientali ci dirà della sua esperienza nel frusinate.
L’ing. Roberto Passetti ci riferirà sul percorso avviato per giungere ad un Contratto di Fiume.
 
Oggi ci troviamo in un momento critico di passaggio, per quanto riguarda le gestione di acqua e rifiuti, la bonifica dei siti inquinanti di Colleferro e del resto del bacino del fiume Sacco, il rilancio della Selva di Paliano, luogo simbolo, già della nostra piattaforma di lavoro del 2010.
 
Dentro la grave crisi ambientale e sociale che il nostro territorio attraversa pensiamo ci siano straordinarie risorse culturali ed ambientali, competenze e capacità di cooperazione che possono esprimersi solo attraverso una condivisione delle conoscenze, il riconoscimento e la valorizzazione di ciò che noi sentiamo come bene comune.
 
Dobbiamo prendere avvio dall’esperienza delle capacità di investigare la realtà, di produrre e condividere conoscenza dell’associazionismo -e di Retuvasa in particolare- per allargare e motivare la partecipazione dei cittadini; non è semplice nella difficoltà che la vita quotidiana pone ad ognuno di noi.
 
Ne vogliamo parlare?
Quali sono le vostre priorità?
Siete disponibili a mettervi in gioco?
 
Non sarà una conferenza, ma uno scambio di esperienze -a partire da quelle di noi volontari di Retuvasa- un confronto libero ed un momento di convivialità. 
Non mancheranno generi di conforto, bevande e cibarie che condivideremo volentieri con voi e su quest’ultimo aspetto, se volete, potete contribuire con la vostra creatività.

 
Colleferro, 09.12.2015
 

Mettiamo Radici, passeggiata sui Monti Lepini il 24 maggio 2015

 



Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco

 
 
METTIAMO RADICI
“Fate come gli alberi, cambiate le foglie e conservate le radici.”
(Victor Hugo)
 
 
Progetto ambizioso, sicuramente. Ma il nostro territorio ha una storia affascinante, originale e forse poco nota alla maggior parte dei suoi abitanti, che lo conoscono solo per il suo presente così martoriato. Abbiamo pensato allora che è necessario scoprirlo, anzi riscoprirlo, nelle sue mille sfaccettature: sarà ancora più facile poi amarlo e difenderlo.

La nostra Valle, appesa alle montagne che la circondano e dimora di forme di vita generate secondo una trama rivelata dai flussi delle acque sotterranee e di superficie, porta le tracce di cambiamenti disegnati seguendo tempi biologici, tempi geologici e tempi storici. Il futuro delle nostre comunità si può disegnare solo comprendendo i ritmi e i cicli di questi cambiamenti, ritrovando il senso della presenza delle diverse culture che si sono via via succedute sino a quel ciclo di industrializzazione che non potrà mai più ripresentarsi per come è stato nei decenni passati, per come ha prodotto ricchezza devastando salute e ambiente. Forme e spazi urbani e industriali devono essere riconosciuti per poter essere rivissuti e diventare parte di un nuovo tessuto sociale e ambientale.
 
Noi vogliamo contribuire a ricostruire e condividere la conoscenza di questa rete complessa che lega tempi, luoghi, culture e forme di vita: abbiamo pensato di farlo con una serie di iniziative culturali a cui vorremmo dare la continuità di un percorso. Vogliamo mettere radici, ovvero costruire le radici del nostro futuro prendendo l'iniziativa, collaborando con chi ne coglie il senso e magari si sta già muovendo nella stessa direzione.
 
Inizieremo domenica 24 maggio con una splendida passeggiata naturalistica sui monti Lepini dal Campo di Segni a quello di Montelanico, appuntamento presso la sede di RETUVASA in Via Latina, 90 a Colleferro alle ore 9,00; proporremo poi itinerari archeologici, urbani e industriali che attraverseranno la città e il suo territorio.
Tutti i percorsi avranno un carattere conviviale, lontano dalle sale accademiche e il più possibile vicino ai luoghi della vita vissuta.

 
Vi aspettiamo! 

Colleferro – Valle del Sacco, 15 maggio 2015

 
Info: retuvasa@gmail.com , www.retuvasa.org , tel. 3358032442
 
CLICCA QUI per la locandina
 

Colleferro, conclusioni seminario bonifica Valle del Sacco - 18 aprile 2015.

 
Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Il seminario del 18 aprile sulla bonifica della Valle del Sacco: certezze, nuovi elementi e necessità di costruire la conoscenza.
 

 
Sabato 18 aprile si è svolto il seminario organizzato dalla Rete per la Tutela della valle del Sacco (retuvasa) sullo stato dell'arte della gestione del Sito di Interesse Nazionale (SIN) e della bonifica delle aree inquinate.
 
I lavori, coordinati da Roberto Rosso di Retuvasa, sono stati introdotti da Alberto Valleriani -presidente di Retuvasa- che ha illustrato le varie tappe attraversate, dalla nascita del SIN, alla gestione commissariale, il declassamento da parte del ministero dell'ambiente del ministro Clini con gli errori di definizione delle aree, il rigetto del provvedimento da parte del TAR sino all'attuale processo amministrativo che deve ridefinire la perimetrazione del SIN.
 
L'ing. Fabio Ermolli di ARPA Lazio sezione provinciale di Roma ha illustrato in modo approfondito metodologia e pratica della caratterizzazione dei siti inquinati ossia quel processo che ha come obiettivo la individuazione e l'analisi completa dello stato di inquinamento, concentrandosi sull’area industriale di Colleferro e sui risultati allo stato dell’arte.
C’è da sottolineare che le fasi di caratterizzazione dell’ex area BPD hanno evidenziato, per il suolo, forti contaminazioni per le aree denominate Arpa1, Arpa2, Benzoino,OCR, Ex Cava di Pozzolana, Caffaro Chetoni e modeste contaminazioni nelle aree denominate Se.Co.Sv.Im. ex Edison, Italcementi, CSC, Se.Co.Sv.Im, ARC. Sono stati riscontrati superamenti principalmente per metalli (Arsenico, Mercurio, Cadmio, Zinco, Rame, Nichel, Vanadio, Ferro, Manganese) fitofarmaci (DDD, DDE, DDT, Dieldrin, Clordano, HCH, Idrocarburi C>12), diossine e PCB.
Per le acque sotterranee l’area risulta molto più vasta e interessa indicativamente il 60% dell’ex area industriale andando ad interessare anche il consorzio Vallesettedue con modeste contaminazioni con superamenti principalmente per metalli (Cromo VI, Alluminio, Arsenico, Ferro, Manganese, Mercurio, Piombo), fitofarmaci (DDD, DDE, DDT, diedri, clordano, HCH, idrocarburi C>12), BTEX, solventi.
 
Il dott. Francesco Blasetti del dipartimento di epidemiologia dell'ASL Roma G-E ha illustrato in modo sintetico, l’attività di sorveglianza sanitaria ed i suoi risultati, ha poi risposto ai molti interrogativi proposti dai partecipanti al seminario.
Lo studio, finora, ha interessato 502 persone, 183 famiglie evidenziando che i soggetti sottoposti a biomonitoraggio presentano maggiore contaminazione per le donne e gli anziani, persone che hanno bevuto acqua da pozzi privati e consumato cibo locale con possibili accostamenti a effetti genetici o di familiarità.  
I primi risultati del rapporto di sorveglianza hanno segnalato che l’esposizione ambientale al Beta-HCH può influire sul metabolismo dei lipidi, la funzionalità renale, la regolazione degli ormoni sessuali nelle donne, i livelli di cortisolo ematico e lo stato cognitivo.
Il Dott. Blasetti ha evidenziato gli svantaggi della metodologia applicata a questo tipo di studio ricondotti a: disegno trasversale, no migliori stimatori di grasso corporeo (es. circonferenze), no misurazione pressione sanguigna, no info su ipertensione e farmaci, 22% di soggetti esclusi per campioni non idonei.
Tra i vantaggi: l’esito è stato rilevato direttamente attraverso un prelievo di sangue analizzato da un laboratorio di analisi, è da considerare un primo programma di popolazione per fornire risposte tecniche capaci di informare le istituzioni.
In conclusione occorrerà un’osservazione longitudinale
Da marzo 2013 è iniziato il primo follow-up della coorte che prevede la ripetizione degli esami di laboratorio e strumentali con l’aggiunta di: elettroliti, visita cardiologica, elettrocardiogramma, misurazione pressione arteriosa, eco-doppler delle vene carotidee, misura circonferenza vita, info farmaci da questionario
 
Da ultimo la dott.ssa Sara Taviani ha fornito una descrizione della struttura delle falde acquifere restringendo il quadro dal livello regionale sino al territori in cui si colloca Colleferro comprensivo di aree inquinate e discarica. Sicuramente da approfondire il fatto che per quanto riguarda i barrieramenti idraulici sarebbe opportuno lavorare su un’indagine degli acquiferi su area vasta e non sostanzialmente su quelli sottesi alle aree contaminate.
 
Non è potuto intervenire per ragioni di salute il prof. Paolo Viotti, ma si è dichiarato disponibile a collaborare alle prossime iniziative.
 
Alle relazioni del seminario vanno segnalati alcuni eventi degli ultimi tempi.
 
Un dato positivo è una nuova modalità di intervento partecipato per la proposta di perimetrazione del SIN Valle del Sacco che nelle prossime settimane verrà discussa dai Comuni, dalle istituzioni sanitarie e di controllo, dalle reti associative del territorio.
 
Una pessima notizia viene invece dal Ministero della Salute che ha interrotto i finanziamenti dello Studio SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), tuttora finanziato esclusivamente dall’ISPRA con notevoli difficoltà economiche dovute anche alla riorganizzazione dell’ente, che negli anni ha prodotto un rapporto sulla realtà sanitaria dei singoli SIN inserita nel contesto nazionale.  
 
In conclusione questo seminario costituisce un primo momento, a cui altri seguiranno, di un percorso finalizzato a ricostruire il quadro organico dei problemi ambientali del territorio di Colleferro e della Valle del Sacco. In questo percorso ai momenti seminariali si affiancherà la costituzione di un gruppo di lavoro di esperti delle diverse discipline necessarie a comprendere i fenomeni di inquinamento che investono il nostro territorio, e le necessarie opere di bonifica, indispensabili per la realizzazione di un futuro diverso. Assieme al gruppo di lavoro si lavorerà alla costruzione di strumenti per la condivisione delle informazioni acquisite e delle conoscenze prodotte.  
Integrare le conoscenze è necessario per prendere le decisioni corrette, ma tutti i cittadini devono poter partecipare comprendendo il contesto di quelle decisioni.
 
 
CLICCA QUI per scaricare le presentazioni del seminario.
 
 
 
Colleferro-Valle del Sacco, 09-05-2015
 

Appello Ministro Galletti su SIN Valle del Sacco


AVVISO A TUTTI GLI INTERESSATI ‪DELLA VALLEDELSACCO

 


Pubblichiamo il testo dell'APPELLO/LETTERA APERTA
che sarà inviato al Ministro dell'ambiente Gianluca Galletti.

Per sottoscriverlo è necessario inviare una mail al seguente indirizzo:

lavalledelsacco2014@libero.it
 
Inserendo nome,cognome e la dicitura ADERISCO.

Promotori: Antonella D’Emilia, Luca Ascani

 
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APPELLO AL MINISTRO dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, On Gianluca Galletti
 
Oggetto: sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio depositata il 16/07/2014,  su ricorso numero di registro generale 5277 del 2013 contro Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
 
I sottoscrittori del presente appello
 
RICHIEDONO
 
al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
 On. Gianluca Galletti
 
di non ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Lazio di cui all'oggetto,  che ha annullato  il D.M. 11.1.2013 in  riferimento a quanto in esso disposto per il sito del Bacino del  Fiume Sacco (declassamento del SIN). 

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio  ha rimesso a fuoco la pericolosità dell’inquinamento del sito del Bacino del Fiume Sacco, e  al riguardo gli scriventi pongono pertanto  all'attenzione del Ministro l'urgenza di far ripartire in seno al  SIN  le procedure dei lavori   di  bonifica,  riferite alle  criticità più importanti ed incisive sulla salute dei cittadini del territorio della Valle.

Fanno presente a tal proposito che, a seguito del declassamento operato dal decreto del gennaio 2013, ogni azione di disinquinamento è stata sospesa, se non per l’ordinarietà, da oltre un anno e mezzo, che  le popolazioni del territorio coinvolto non sono più  monitorate dallo  Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento,  SENTIERI,  e che  le popolazioni  della Valle del Sacco  permangono  in una condizione critica di   emergenza ambientale e sanitaria non più accettabile ne procrastinabile.

La piena assunzione di responsabilità dello stato centrale nei confronti dell'azione di bonifica della Valle del Sacco, inoltre,  può e deve essere occasione per la costruzione di una maggiore partecipazione delle istituzioni locali e della popolazione attraverso le proprie reti associative, allo scopo di affrontare con piena consapevolezza l'emergenza ambientale e sociale del territorio.
 
Valle del Sacco, 23 luglio 2014
 

TerraMadre - Montelanico/17-18-19-20 luglio 2014 - Forme di lotta comuni


La proposta dal basso dell'Associazione TerraMadre

Montelanico 17-18-19-20 luglio 2014



Siete tutt* invitati alla seconda festa dell'agricoltura contadina, naturale e a km 0, organizzata dall'associazione TerraMadre.
 
Chiunque voglia partecipare con autoproduzioni naturali proprie è libero di farlo, basta contattarci un pò prima ai numeri Federico 3205578389 o Fabio 3488230162, o potete scrivere all'indirizzo terramadre@autistici.org o potete visitare il nostro blog al sito www.ciclocolle.noblogs.org.
 
Sono ben accetti anche artisti di vario genere (da suonatori a giocolieri) e chiunque abbia qualcosa da aggiungere.
 
Vi aspettiamo numeros*. Tanti saluti!
 
TerraMadre

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“Il nostro gruppo si è formato circa tre anni fa, in seguito alla proposta del governo Monti di svendere le terre agricole pubbliche, con l’intento di dimostrare che queste terre possono essere utilizzate dai cittadini e dalle cittadine di ogni dove come una risorsa. Tutelare l’ambiente tramite l’utilizzo di concimi naturali, la conservazione di sementi antiche e lo sviluppo e la riproduzione di specie vegetali autoctone da un lato, mentre dall’altro si può cercare di ricavare un reddito e di acquisire\trasmettere conoscenze che altrimenti verrebbero dimenticate, cosa non di poco conto in un contesto di disoccupazione diffusa, con la conseguente scomparsa dei mestieri più antichi e meno proficui in un’economia spietata come quella capitalista.
Il lavoro collettivo viene organizzato tramite assemblee orizzontali con la divisione in gruppi differenti a seconda del tipo di lavoro che si va a svolgere, ogni bracciante ha la stessa voce in capitolo e le decisioni, per quanto possibile, vengono prese in maniera condivisa, dopo discussioni e confronti. Nonostante ripudiamo ogni gerarchia siamo stati costretti a darci una forma associativa per poter gestire l’uliveto legalmente.
E’ sempre viva inoltre la ricerca di realtà e individualità affini con cui poter allargare la rete di scambio e solidarietà già attiva con altri contadini di Olevano Romano, Affile, Subiaco, Paliano e che abbiamo chiamato Zolle Nomadi. Scambiare sementi, prodotti e conoscenze, aiutarsi nei lavori più duri e collaborare nella costruzione delle iniziative sono solo alcune delle funzioni della rete.
Nei terreni che riusciamo a liberare ed autogestire cercheremo di produrre sempre più prodotti sia per l’autosufficienza e sia per poter distribuirli anche alla cittadinanza, attraverso gruppi di acquisto, mercatini ed iniziative, ridiscutendo il rapporto tra produttori e consumatori e tra essere umano e terra.”

“Vogliamo esser sabbia negli ingranaggi di questo sistema
che sfrutta devasta e saccheggia ogni giorno il pianeta e i suoi abitanti,
produrre cibi sani e che non inquinano la terra,
gettare le basi per una società diversa.”
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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