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Lavoro

Valle del Sacco, risposta a Unindustria sulle autorizzazioni ambientali.


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Risposta a Unindustria Frosinone: autorizzazioni ambientali efficaci e in tempi ragionevoli, non di favore

 

Concordiamo con Unindustria Frosinone sul fatto che i procedimenti autorizzativi in materia ambientale, per agevolare gli operatori economici, non devono essere afflitti da inutili lungaggini amministrative. Concordiamo anche sul fatto che le strade industriali consortili sono «pietose», e qui ci chiediamo però quale sia stata la funzione del Consorzio ASI, oltre a quella di pianificare per anni inutili aeroporti.

Ci sembra soprattutto che le dichiarazioni ufficiali di Unindustria Frosinone, nel corso della conferenza stampa tenutasi, non a caso, subito dopo la convalida del sequestro dell’impianto di acque reflue della Marangoni spa ad Anagni, non si preoccupino del rispetto dell’ambiente e della salute della popolazione della Valle del Sacco, non stigmatizzando, al contrario sotto traccia giustificando, le gravi e accertate irregolarità, quantomeno in sede di indagini preliminari, commesse dalla Marangoni spa ad Anagni, per non parlare di tante altre inchieste in corso o di tanti altri inquinamenti industriali accertati ma al momento ancora senza colpevoli, come lo stesso inquinamento del fiume Sacco.

Ben venga il potenziamento dell’Ufficio provinciale preposto alle autorizzazioni ambientali. Ma sia ben chiaro che evitare lungaggini amministrative non può e non deve significare eliminare i debiti riscontri in termini di impatto ambientale.
È questa anche l’opinione di Unindustria? La sensazione è che l’associazione di categoria intenda esercitare una pesante pressione politica sugli enti preposti alle autorizzazioni ambientali, in particolare sul Settore Ambiente della Provincia. Ed è quindi il momento di esprimere chiaramente quanto pensiamo a riguardo.

La nostra sensazione è che negli ultimi anni alcuni dirigenti del Settore Ambiente della Provincia siano stati allontanati in quanto sgraditi alla lobby politica trasversale che rappresenta gli interessi degli industriali. Questo processo ha avuto anche ripercussioni dirette in ambito politico, caso emblematico ci sembra il siluramento del vicepresidente e assessore all’Ambiente della giunta Iannarilli, Fabio De Angelis, forse perché a suo tempo reo di aver “pestato i piedi” ad alcuni potenti aziende.

Un’altra fonte di preoccupazione è costituita dalla situazione di ARPA Frosinone. Mentre il processo Addimandi volge al termine (udienza il 13 novembre c.m.), soggetti legati all’ex direttore della sezione provinciale di ARPA Lazio sembrano ancora influenti. Inoltre, sul fronte della direzione regionale dell’ente, terminata l’“era Carruba”, la nuova dirigenza e vice-dirigenza - come suggeriscono alcuni recenti articoli-inchiesta de “Il Fatto Quotidiano” - è costituita da esponenti che sembrano marcatamente graditi a simpatie politiche trasversali e in alcuni casi forse legati a storici inquinatori. Quale sarà la loro linea per Arpa Frosinone?  

 
Per chi non li ha già letti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/10/arpa-lazio-alla-guida-arriva-marco-lupo-uomo-di-fiducia-della-prestigiacomo/1151004/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/31/regione-lazio-pd-affida-lambiente-destra-parentopoli-amica-cerroni/1182462/
 
Valle del Sacco, 08.11.2014
 

Anagni, Marangoni con le autorizzazioni ambientali fa da se


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco

Autorizzazioni ambientali: ad Anagni, Marangoni spa fa da sé.


 
Il sequestro, ora convalidato dal GIP, dell’impianto di scarico delle acque reflue di prima pioggia ed industriali dell’inceneritore di pneumatici fuori uso Marangoni spa di Anagni, utilizzato in assenza di autorizzazione, a seguito di indagini operate dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato congiuntamente al Nucleo di Polizia Ambientale della Polizia Provinciale, rappresenta l’ennesima conferma della delicatezza della situazione ambientale, passata e presente, dell’area che circonda lo stabilimento della Marangoni spa ad Anagni, situazione che permane a nostro avviso di estrema gravità, nonostante il notevole e meritorio impegno pregresso delle forze dell’ordine preposte alla tutela dell’ambiente e la serietà di alcuni amministratori comunali e provinciali.
 
Condividiamo alcune delle considerazioni avanzate qualche giorno fa dal Presidente della Provincia: autorizzazioni come quella in oggetto «servono non solo a garantire l’idoneità e la conformità dell’impianto di trattamento degli scarichi industriali, ma anche a tutelare l’ecosistema circostante, dunque la salute dei cittadini». E ancora: «Quanto all’intervento degli agenti della Polizia provinciale, la cui meritoria attività di difesa e controllo dell’ambiente e del territorio va evidenziata, sottolineata ed elogiata, senza entrare nel merito dell’indagine in corso, hanno agito nel pieno rispetto delle competenze e delle procedure da adottare stabilite e tassativamente indicate dalla legge». Tale riconoscimento va esteso al Corpo Forestale dello Stato impegnato nell’indagine. Va sottolineato che il passo citato è stato espunto, da un quotidiano nazionale e provinciale, nel riportare la notizia.
 
L’autodifesa del dirigente della Marangoni spa responsabile dell’impianto di Anagni, pubblicata con ampio spazio sulla stampa alcuni giorni fa, in alcuni casi con l’aura della verità oggettiva, ha a nostro avviso dell’incredibile, e in questo invece il Presidente della Provincia ci è sembrato troppo indulgente. In pratica, il dirigente dell’azienda afferma: visto che la Provincia tardava ad autorizzarci, ci siamo autorizzati da soli. Sembra non sfiorare il dirigente il sospetto che, posto che lo scarico delle acque reflue era ancora privo di autorizzazione definitiva da parte del competente Settore della Provincia, nonché da parte dell’ASTRAL, nulla autorizzava la Marangoni spa a utilizzarlo per le proprie necessità aziendali.
 
Non è inoltre del tutto chiaro perché l’allaccio dell’impianto di scarico al collettore di via Riserva Primo Tronco sia stato inizialmente concesso dal Comune di Anagni, che forse è stato piuttosto superficiale nel rilascio dell’autorizzazione. Quello che è certo, è che dopo un nostro esposto relativo ad allagamenti prodotti con ogni probabilità dallo scarico del collettore in questione sulla SS Casilina e alla richiesta se tale scarico fosse provvisto delle dovute autorizzazioni provinciali e comunali, il nulla osta propedeutico ai lavori, ormai già eseguiti, è stato opportunamente e celermente revocato dall’ente, qualche giorno fa.
 
È intollerabile che la Marangoni spa nei propri comunicati stampa di fatto adotti la linea comunicativa del vittimismo, proclamandosi oggetto di particolari attenzioni rispetto ad altre fabbriche del territorio (e quali, vorremmo sapere, di grazia? Siamo pronti ad occuparcene, se non sono tra quelle che teniamo d’occhio), nonché una sorta di benefattrice dell’umanità per i posti di lavoro offerti al territorio. Rispettiamo ed esprimiamo solidarietà ai 16 lavoratori che ancora operano nell’inceneritore, augurando loro, tra l’altro, che le norme di sicurezza aziendale e soprattutto di tutela della salute che li riguardano siano pienamente rispettate. 16 lavoratori grazie ai quali la Marangoni spa ha ancora facoltà di agitare lo spettro del ricatto occupazionale. Peccato però che per altre centinaia di lavoratori prima occupate presso l’impianto produttivo di pneumatici, come intuibile, il destino della presenza della Marangoni nel territorio comunale si stia ormai consumando. Resta solo l’inceneritore di pneumatici. Grazie agli incentivi statali destinati a fonti energetiche, incredibilmente incluse nel novero delle rinnovabili come la termovalorizzazione, attuale fonte di lucro per un’azienda che non sembra aver mai dimostrato veramente rispetto per la salute delle migliaia di abitanti che gravitano intorno al suo sito produttivo. Ricordiamo solo che dal 2009, dopo la fuga di enormi quantità di particolato carbonioso (carbon black) dall’impianto produttivo di pneumatici, è in vigore un’ordinanza comunale che vieta produzione e consumo di prodotti agricoli e razzolamento di animali da cortile nel raggio di 500 metri dall’impianto Marangoni, in seguito al rinvenimento di quantità molto elevate di PCB e diossine in campioni biologici e alimentari. Chi abita in località Quattro Strade e Osteria della Fontana ben ricorda nubi levatesi in più occasioni dai camini dell’azienda, ora solo quello dell’inceneritore, senza entrare nei dettagli di gravi irregolarità riscontrate anche nell’ultimo biennio per cui l’iter istruttorio non è del tutto concluso, e di tante altre cose che si potrebbero aggiungere.    
 
Peraltro non è superfluo ricordare che l’inceneritore di pneumatici opera ancora con autorizzazione all’esercizio rilasciata dal Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel Territorio della Regione Lazio nel 2006, per un periodo decennale, a titolo di rinnovo dell’autorizzazione iniziale (2001). Sarebbe opportuno che la Regione Lazio includesse l’inceneritore tra gli impianti da sottoporre ad Autorizzazione Integrata Ambientale, riducendo nel caso specifico i limiti per le emissioni in atmosfera, considerata la già marcata compromissione della qualità dell’aria in area vasta.
 
Crediamo che la Marangoni, nel 2014, dovrebbe aver chiaro qual è il bilancio per il territorio tra l’apporto occupazionale di qualche posto di lavoro e la presenza di una potenziale fonte inquinante di prima grandezza come un inceneritore di pneumatici, che non può non produrre peraltro un notevole danno economico in termini di immagine del territorio e di mercato immobiliare locale. Bilancio che è diventato ulteriormente insostenibile considerando il reiterato mancato rispetto della legge, che la Marangoni deve imputare a se stessa, non certo agli enti amministrativi e alle forze dell’ordine.
 
 
Anagni (FR), 05.11.2014
 

"INCONTRIAMOCI", Castello di Patrica - 27 giugno 2014

 

COMUNICATO “ INCONTRIAMOCI”
Venerdi 17 giugno 2014
Castello di Patrica (Fr) - ore 17,30

 

Il gruppo di lavoro “Incontriamoci”, una rete trasversale formata da soggetti del mondo associativo, civile e politico del nostro territorio, ha organizzato il giorno venerdi 27 giugno alle ore 17:30 presso il Castello Colonna di Patrica un evento – dibattito sul tema “ La Valle del Sacco: ieri , oggi, domani” .
Il problema dell’inquinamento della Valle nasce da lontano: come è noto la presenza di pesanti industrie insistenti sul nostro territorio, discariche di rifiuti e inceneritori, nel corso di decenni ha determinato , e continua a farlo, gravi conseguenze su ambiente e sulla salute dei cittadini della Valle, che sono stati in parte sottoposti a sorveglianza sanitaria per la contaminazione biologica da Betaesaclorocicloesano, e che pagano, tutti, un prezzo altissimo in termini di qualità della vita .
 
Studi epidemiologici sulle aree interessate hanno evidenziato il nesso tra la presenza di impianti di incenerimento, rifiuti e malattie respiratorie e broncopolmonari ostruttive e non; sul versante economico finanziario i danni sono anch’essi ingenti per l’impossibilità di utilizzare produttivamente le aree interdette prossime alle rive del fiume .
 
La condizione della Valle è divenuta ancor di più per la sua gravità al centro dell’attenzione negli ultimi mesi e negli ultimi i giorni , a causa del ripetersi , da sud a nord della Valle, di pesantissimi episodi , che stanno facendo vivere la popolazione nel timore dell’inquinamento costante, nonostante l’impegno costante di fatto delle forze dell’ordine. Gli sversamenti clandestini nel fiume ricoperto di schiuma a Ceccano, l’ aria irrespirabile per i miasmi emanati per l’incendio della discarica a Colleferro, la questione del TMB , quella dell'impianto di compostaggio a Ferentino, quella degli inceneritori, del trasporto illegale di rifiuti tossici, ed altre , numerose, stanno delineando una situazione che rischia di diventare ingestibile, come evidenziato anche dalle numerose iniziative di sensibilizzazione in atto e dalla grandissima partecipazione alla manifestazione a Ferentino dello scorso 7 giugno , organizzata dai cittadini esasperati dalla mancanza di risoluzione concreta al problema dell’inquinamento della Valle e richiedenti maggiori controlli,più severi,sistematici,costanti e capillari del territorio contro i reati ambientali .
 
E’ ormai inderogabile la piena realizzazione di un'azione di concerto tra istituzioni, politica, sindaci, enti, associazioni e cittadinanza attiva volta ad intraprendere un percorso progettato , coordinato e condiviso, con il contributo di tutte le parti in causa, per individuare a 360 gradi gli ambiti di intervento e lavorare, invertire la rotta sul tema dell’inquinamento e avviare una prospettiva concreta di risanamento ambientale e sviluppo sostenibile del territorio della Valle .
 
Due sono le tematiche aperte al centro del dibattito sul territorio e dell’evento organizzato da “Incontriamoci” : una è quella della battaglia contro il declassamento del Sito di Interesse Nazionale sancito nel gennaio 2013 dal decreto Clini , dei relativi ricorsi presentati da Regione Lazio, Legambiente e ad adiuvandum da Retuvasa, sostenuti dalla petizione popolare consegnata al ministro Galletti e dall’interrogazione parlamentare dell’On. Ermete Realacci, e dell’esito dei quali siamo in attesa circa il pronunciamento del TAR del Lazio; l’altra è quella dell’inserimento dei provvedimenti di bonifica dell’area della Valle come uno degli obiettivi delle linee guida della programmazione europea 2014-2020 da parte della Regione Lazio.
 
A questo proposito è fondamentale sensibilizzare i Comuni della Valle, affinché si prendano carico del loro decisivo ruolo di proposta, di azioni e interventi nella direzione del risanamento e dello sviluppo sostenibile del territorio. Ai Sindaci dei comuni della Valle , a ciascuno di loro, sarà riservata una sedia nel convegno/dibattito del 27 giugno, perché apportino il loro contributo, in un confronto costruttivo e produttivo tra il mondo delle Istituzioni, quello delle associazioni e quello dei cittadini .
 
Le popolazioni dei nostri territori attendono risposte. “INCONTRIAMOCI”, organizzatore dell’evento/dibattito “La Valle del Sacco: ieri, oggi, domani” , è un gruppo di lavoro costituito da: Antonella D’Emilia e Luca Ascani , promotori della petizione popolare contro il declassamento del SIN “Valle del Sacco” ; Francesco Raffa, Legambiente Frosinone; Antonio Di Salvo, Società Operaia di Frosinone;Alberto Valleriani, Retuvasa ; Margherita Antonucci Presidente CAI Frosinone; Olga Kozarova , Legambiente Circolo Sgurgola; Silvano Veronesi Circolo Legambiente Lamasena.
 
 
Per info : antonellademilia@libero.it ; ascani.luca@libero.it ; retuvasa@gmail.com

Valle del Sacco, la Regione Lazio esclude i rappresentanti dal tavolo di partenariato per i fondi UE


COMUNICATO STAMPA
Comitato  LIP Valle del Sacco
(Comitato Promotore per la Legge Regionale di Iniziativa Popolare sulla Valle del Sacco)
 
La Regione Lazio esclude dal Tavolo di Partenariato per i fondi UE i rappresentanti della Valle del Sacco.
 

Si è svolta il 5 Maggio scorso, presso la Regione Lazio, la prima riunione del Tavolo di Partenariato regionale per la programmazione dei fondi POR-FERS 2014-2020, che ammontano a circa 3,5 miliardi di Euro. 

http://www.regione.lazio.it/rl_attivitaproduttive_rifiuti/?vw=newsDettaglio&id=179

 
Il Tavolo di Partenariato è una tappa fondamentale per le decisioni su come verrà programmata la spesa dei fondi UE, perchè i partecipanti al tavolo (partner) alla conclusione dei lavori stipuleranno l’Accordo di Partenariato, un patto vincolante per la destinazione dei fondi e la definizione dei progetti e programmi che saranno finanziati.
E un capitolo del programma di spesa sottoposto al vaglio ed all’approvazione dei partecipanti al Tavolo di Partenariato, riguarda la bonifica della Valle del Sacco.
 
La Regione Lazio, però, non ha inserito nell’elenco dei partner e dei componenti nel Tavolo che deve decidere sui fondi UE, nemmeno un rappresentante delle istituzioni e della società civile della Valle del Sacco: non sono stati convocati i sindaci di Comuni nei quali ricade il SIR, ovvero le aree sottoposte alla bonifica per l’emergenza ambientale e sanitaria dichiarata fin dal 2005 (Colleferro, Segni, Gavignano, Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo, Supino, Patrica, Ceccano, Pofi, Castro dei Volsci, Ceprano e Falvaterra ).
Inoltre, non sono state convocate le associazioni dei cittadini presenti sulla Valle del Sacco fra le quali, oltre al Comitato LIP, Retuvasa, il Forum per l’Acqua Pubblica, la Consulta Ambiente di Ferentino e molti altri, mentre risultano nell’elenco dei partecipanti scelti dalla Regione organizzazioni e soggetti per i quali il rapporto con il nostro comprensorio è quanto meno dubbio.
Gli interessi della Valle del Sacco e dei suoi cittadini, perciò, in relazione alla bonifica dall’inquinamento ed al rilancio del territorio, non sono stati adeguatamente rappresentati.
 
Il comportamento dell’amministrazione Regionale è grave e censurabile in ragione del fatto che la trasparenza e la partecipazione sono due principi cardine dei regolamenti europei e dello stesso Statuto Regionale. Solamente nella serata di ieri, quando la prima riunione del tavolo era già conclusa, è stato aperto sul sito web della Regione Lazio un link con le notizie sul partenariato.
E dopo che i partecipanti al tavolo erano stati già indicati, decisi ed invitati con la DGR del 23 Aprile 2014, non pubblicata sul sito della Regione Lazio.
 
Il Comitato LIP Valle del Sacco, inoltrerà una segnalazione alla Commissione UE per la violazione del Regolamento UE di Condotta del Partenariato (Reg. UE 240/2014); presenterà una nuova richiesta di partecipazione al Tavolo di Partenariato e fa appello a tutte le altre associazioni ed ai sindaci della Valle del Sacco affinchè inoltrino anche loro domande di ammissione al Tavolo, e più soggetti rappresentino il nostro territorio in una sede nella quale si decide il suo futuro economico, sociale ed ambientale.
 
Il Comitato LIP Valle del Sacco

lip.vallesacco@gmail.com
 - 3336943308
 

Colleferro, presentazione libro "Cattive Acque " di Carlo Ruggiero



Colleferro, 29 marzo 2014
Sala Ludus, retro chiesa S. Barbara, Via L. Da Vinci 
ore 18,00

Presentazione libro
"Cattive Acque" di Carlo Ruggiero

 

UN TERRITORIO AVVELENATO DA TEMPO. DISTESE DI CAPANNONI E DISCARICHE DI RIFIUTI INTERRATIUN FIUME CHE BAGNA LE FERITE DELLA GENTE CHE SI AMMALA E MUORE OGNI GIORNOUNA CRISI INDUSTRIALE CHE HA MESSO IN GINOCCHIO UN’INTERA COMUNITÀ. UNA VICENDA CHE RICORDA MOLTO DA VICINO QUELLA DELL'ILVA DI TARANTOUN BIVIO SENZA SBOCCO: DA UNA PARTE IL LAVORO, DALL'ALTRA LA SALUTE.


SINOSSI

Siamo sul fiume Sacco, uno dei corsi d'acqua più inquinati d'Italia. Al centro di una valle che da Colleferro si spinge verso sud per circa ottanta chilometri, ben dentro la provincia di Frosinone. Un tempo nel fiume si faceva il bagno, e dalle decine di ruscelli che graffiano la valle si poteva bere acqua fresca con le mani. Ora no. Ora ci sono le fabbriche, e quei grossi tubi neri che riversano liquami acidi e schiumosi. Il paesaggio adesso è segnato da lunghe colate di cemento, distese di capannoni e discariche di rifiuti interrati. E la gente, da queste parti, si ammala troppo spesso. E muore. Il libro racconta la storia di una terra violentata e abbandonata, dopo esser stata adescata con un sogno effimero di ricchezza. È la storia di chi ci è nato, ci è cresciuto e ora ci sta morendo. Ma anche di chi, nonostante tutto, combatte ogni giorno per trovare una via di uscita.


AUTORE

Carlo Ruggiero, giornalista e filmaker, è nato nel 1977 a Frosinone. Autore di numerosi servizi e docufilm sul mondo del lavoro. Scrive e filma per Rassegna.it dove si occupa anche di diritti, ambiente e immigrazione. Nel 2012 ha pubblicato il reportage narrativo Una pietra sul passato, edizioni Ediesse.

LIBRO
Data di uscita » 28 febbraio 2014
Collana » scialuppe
Titolo » Cattive acque (Storie dalla Valle del Sacco)
autore » Carlo Ruggiero
pagine » 140
formato » 125 x 190 mm
prezzo di vendita » 12,00 €
ISBN » 978.88.98715.03.9
genere » Inchiesta giornalistica
 
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Telefono 0541 682186 • Fax 0541 683556
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