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Salute

INTERFERENTI ENDOCRINI (PCB, DIOSSINE): COME CI SI DIFENDE.





Comunicato Stampa A.MA., Retuvasa, Minerva Pelti


Interferenti Endocrini (PCB, Diossine): come ci si difende.
 
 
Le associazioni A.Ma. Associazione Mamme Colleferro, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e Minerva Pelti Onlus esprimono piena soddisfazione per la buona riuscita della Conferenza "INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI, COSA C'È DA DIRE, COSA C'È DA FARE", tenutasi lunedì 7 ottobre 2013, presso la sala Moffa del Comune di Colleferro. Folta la partecipazione di rappresentanti di varie associazioni, medici, genitori, insegnanti, rappresentanti della politica locale e nazionale.
L'idea della Conferenza nasce dall'incontro di realtà associative impegnate in zone di pertinenza diversa, ma unite da medesimi obiettivi, quelli improrogabili della difesa di ambiente e salute.
La diffusione delle informazioni sulla stato della salute dei cittadini, l'importanza della prevenzione primaria, la necessità  di approfondimenti del rischio sanitario attraverso studi epidemiologici, la sollecitazione per l’elaborazione di un percorso di una cittadinanza attiva che pretenda sistemi di osservazione permanente sulla Valle del Sacco, il ruolo della bonifica e la riduzione dell'esposizione ai fattori di rischio: tutti questi elementi sono stati al centro degli interventi dei relatori.

La Dott.ssa Laura Reali, Referente Associazione Culturale Pediatri, con una lunga dissertazione tecnica sugli INTERFERENTI ENDOCRINI ED I PESTICIDI e sulla modificazione del panorama delle malattie infantili (dalla obesità al diabete di tipo 1, all'autismo, l'asma, il DHD, fino ad arrivare alle patologie oncologiche) ha illustrato quanto possa essere pericoloso e dannoso per l’essere umano vivere in luoghi con criticità di carattere ambientale.

Ma cosa sono gli interferenti endocrini?

In estrema sintesi, sono un ampio gruppo di sostanze, tra le quali figurano contaminanti ambientali persistenti, composti utilizzati in prodotti industriali e di consumo di uso comune nonché composti naturali. PCB, diossine, alcuni tipi di pesticidi, tra cui l’esaclor
oesano, gli ftalati. Tutte sostanze che, a livello endocrino, possono interagire con il sistema ormonale anche nella crescita e sviluppo del feto provocando danni come patologie riproduttive, disturbi comportamentali dell’infanzia e forse anche diabete e alcuni tipi di cancro.
La Dott.ssa Reali ha, infine, illustrato come poter evitare, per quanto possibile nel vivere  quotidiano, il contatto con queste sostanze,
concludendo il suo intervento sottolineando la necessità del controllo sul latte materno come indicatore biologico del livello d'inquinamento.
Infine sono giunte opportune sollecitazioni alle istituzioni, in particolar modo sulla necessità che anche il nostro paese ratifichi la CONVENZIONE DI STOCCOLMA (l'Italia è uno dei pochi a non averlo ancora fatto), che permetterebbe di inserire tra gli inquinanti organici persistenti (POPs) anche i PCB e diossine oltre all’esaclorocicloesano, contaminante nella Valle del Sacco.

La Dott.ssa Palazzi ed il Dott. Satta, entrambi pediatri di base presso la ASL RMG, che ringraziamo per il prezioso supporto che hanno prestato all'iniziativa, sono intervenuti per sottolineare l'importanza dello stile di vita e la necessità di una crescita di consapevolezza nella popolazione, della necessità di pensare al RISCHIO IN VIA PREVENTIVA.

All'Associazione Minerva Pelti spettano i nostri ringraziamenti per aver richiesto e acquisito gli atti riguardanti lo STUDIO SUI TUMORI INFANTILI NELLA VALLE DEL SACCO, valutazione epidemiologica svolta dalla Regione Lazio - Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione e conclusa il 13 marzo 2012, mai resa pubblica e menzionata solamente nelle relazioni di bonifica della Valle del Sacco.
Andiamo ad analizzare i dati riportato nello studio.

Per quanto riguarda sia l’area 1 che include i Comuni di Colleferro, Segni, Gavignano che l’area 2 che include i Comuni di Paliano, Anagni, Sgurgola, Morolo, Supino, Ferentino, lo studio precisa che per la mortalità nella fascia d’età 0-19 anni, i dati sono simili a quelli della popolazione della Regione Lazio.
Nell’area 1 non ci sono aumenti di tumori maligni, ma risulta un evidente aumento di ricoveri per tutte le cause, che si attesta per la fascia di età 0-14 anni, sia per i maschi che per le femmine, intorno ad un 40% in più rispetto alla media regionale (SHR=1.41 per i maschi, SHR=1.40 per le femmine).
Per l’area 2, sempre 0-14 anni, la percentuale di ospedalizzazione in più rispetto alla media regionale è del 18%  per i maschi (SHR=1.18), del 26% per le femmine (SHR=1.26).
Il dato che lo studio indica come meritorio di approfondimento è la situazione nell’area 2, in particolar modo viene citato Anagni, per i maschi di 0-14 anni con un 281% in più per il tumore all’encefalo (SHR=3.81) e del 174% in più per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico (SHR=2.74).
Da precisare che per quanto riguarda i tumori infantili le percentuali si basano su un numero di casi limitati.
Lo studio conclude con:
Il cluster di casi di sesso maschile riscontrato ad Anagni, anche se di entità limitata e potenzialmente dovuto a variazioni casuali, merita ulteriori approfondimenti.

In realtà questi dati, già piuttosto preoccupanti potrebbero esserlo ancora di più se, per l’analisi specifica, fossero stati presi come riferimenti di confronto gli Studi AIRTUM sui Tumori Infantili e degli Adolescenti del 2008 e l’ultimo pubblicato nel 2012 e  riferito proprio al periodo 2003-2008, sovrapponibile a quello dello studio in esame. In questo caso sembrerebbe che, il condizionale è d’obbligo, i tumori infantili nelle aree in esame siano quasi il doppio di quelli riscontrati nel Centro Italia, differentemente quindi dalla comparazione regionale. Andando ad analizzare poi le singole tipologie delle diverse forme che hanno colpito i bambini del nostro territorio, si avrebbe addirittura oltre il doppio dei tumori del tessuto linfatico ed ematopoietico, quasi il quadruplo per i tumori dell’encefalo, arrivando sino a quasi cinque volte per i tumori renali della sola Area 2.
Dati, questi, che necessitano di una immediata verifica ed un ulteriore approfondimento da parte delle istituzioni specialistiche preposte.

La Conferenza si è brillantemente conclusa con un contributo importante dell'Associazione Mamme per la salute e l'ambiente Onlus di Venafro, altro luogo vessato da presenza massiccia di impiantistica industriale; Salvatore Altiero del CSOA La Strada a nome anche dei rappresentanti dell’Associazione ASUD, ha illustrato la campagna #STOPBIOCIDIO partita dalla Campania e in viaggio per il coinvolgimento di altre regioni italiane tra cui il Lazio; la Parlamentare Federica Daga (M5S) ha riportato quanto il suo gruppo sta portando avanti in sede istituzionale per la salvaguardia dei territori; Marco Campagna della segreteria della Consigliera Regionale Daniela Bianchi ha ricordato che sulla Valle del Sacco è stato aperto un Tavolo Tecnico di verifica e proposte al quale daranno il loro contributo anche le Associazioni e Comitati. 

Concludiamo dicendo che la Conferenza è riuscita nel suo intento di arricchire il bagaglio di conoscenza sul rischio sanitario sia dei bambini che degli adulti e che tali iniziative dovrebbero essere proposte dalle Amministrazioni, non solamente da gruppi autogestiti di cittadini.
 
Valle del Sacco, 13 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare gli atti della Conferenza.

 

CONTAMINAZIONE DA PCB AD ANAGNI

Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Inquinamento PCB Anagni.
 

In primo luogo, l’opportuna ordinanza del Comune di Anagni del 02.10.13 ci pone in difficoltà, in quanto al solito le istituzioni agiscono con un deficit di trasparenza. Quali sono esattamente le positività riscontrate, e quante? Domande cui potremo rispondere solo dopo l’indebito tributo in termini di tempo ed energia dedicato all’accesso agli atti.
 
Una cosa è certa: si tratta di un inquinamento da PCB. Probabilmente collegabile a una combustione di materie plastiche. Riteniamo quindi indispensabili e urgenti verifiche e controlli in area vasta.
 
Identificare precise cause è invece questione più complessa e delicata. Si possono però, o meglio si devono, avanzare ragionevoli ipotesi, da sottoporre al vaglio di successivi riscontri.
 
La prima scontata associazione punta all’incendio dell’impianto di CDR di ACEA ARIA di Castellaccio del 19.06.13 Paradossalmente, solo dopo 3 mesi e mezzo, si scoprirebbe che gli enti di controllo (ARPA in primis) ne avrebbero clamorosamente sottovalutato l’impatto, lasciando di fatto la popolazione in balia dei suoi effetti, dopo averle rassicurate circa l’assenza di pericoli per la catena alimentare e la salute. Peraltro, nella relazione del 24.06.13 ARPA aveva annunciato la necessità di ulteriori campionamenti sulle concentrazioni di PCB a San Bartolomeo, in mancanza di dati storici. Non ci sembra ad oggi che queste indagini di approfondimento siano state compiute.
 
L’imponente colonna di fumo, che raggiunse addirittura l’Alta Valle del Sacco, investì più direttamente il territorio del Comune di Paliano e proprio la zona ovest di Anagni dove oggi si riscontrano positività al PCB in tessuti biologici di animali di allevamento. Ma la ASL ha eseguito controlli sul territorio di Paliano?
 
Non è affatto inverosimile supporre un “effetto sommatoria”, ovvero una possibile e preesistente contaminazione da PCB legata alle emissioni degli inceneritori di rifiuti, su cui si sarebbe aggiunta quella derivante dall’incendio dell’impianto di CDR e magari da altre fonti inquinanti. La zona ovest di Anagni dista diversi km. dagli inceneritori di Colleferro, ed è invece relativamente vicina agli inceneritori di pneumatici della Maind SrL (controllata Marangoni Tyre), già sospettati in passato di essere la causa di concentrazioni di diossine e PCB particolarmente elevate in località “Quattro Strade”, di fronte all’impianto.
 
Cogliamo l’occasione per affrontare la questione della suddetta Marangoni Tyre. Dopo aver espresso sentita solidarietà ai dipendenti dell’azienda, improvvisamente privati del loro posto di lavoro, non possiamo non sottolineare che si sta verificando quanto avevamo sempre sospettato, ovvero che l’azienda avrebbe chiuso l’impianto produttivo lasciando in attività remunerative fonti inquinanti di prima grandezza, con scarso riscontro in termini di posti di lavoro. Non scartiamo affatto l’ipotesi che l’azienda intenda ora utilizzare la situazione di crisi occupazionale per una sorta di ricatto alle istituzioni, chiedendo “deleghe in bianco” all’incenerimento, già velatamente risuonate nel discorso di alcuni politici, o magari la riesumazione del progetto di incerimento del “car fluff”. Nel frattempo, continuano a giungerci dalla cittadinanza segnalazioni di miasmi e fuoriuscite di fumo notturne dall’inceneritore di pneumatici.
 
In conclusione, l’inquinamento da PCB nella zona ovest del territorio del Comune di Anagni richiede pronte e adeguate risposte da parte degli enti di controllo deputati alla tutela della salute e dell’ambiente e di tutte le istituzioni. Vigileremo sul fatto che la situazione sia affrontata in modo strutturale.   
 
 
Anagni, 3 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare l'ordinanza del Comune di Anagni
 

COMUNICATO STAMPA CONFERENZA INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI


COMUNICATO STAMPA CONFERENZA
“INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI “
 

L’A.MA, Associazione Mamme Colleferro, in collaborazione con Minerva Pelti, Associazione Genitori bambini malati di tumore e la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), invita  alla conferenza “Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c’è da fare e cosa c’è da sapere”, che si terrà lunedì 7 ottobre 2013 alle ore 17.00, presso la Sala Moffa del Comune di Colleferro, nei pressi di Piazza Italia.

Interverrà la Dott.ssa Laura Reali, referente dell’Associazione Culturale Pediatri, che illustrerà l’influenza dei pesticidi e degli interferenti endocrini sulla salute dei nostri bambini. A seguire, insieme ad alcuni pediatri del nostro distretto, la Dott.ssa Rosanna Palazzi e il Dott. Andrea Satta, si affronterà l’importante tema della prevenzione e del necessario biomonitoraggio del latte materno come marker biologico. Le Associazioni Minerva Pelti (Rm) e Mamme di Venafro (Is) ci racconteranno la loro esperienza e le pratiche messe in atto a difesa della salute dei bambini nei territori di provenienza.

Confidiamo in un’ampia partecipazione per avere la possibilità di scambiare informazioni sulla prevenzione primaria dell’infanzia in luoghi a significativo impatto ambientale, dove l’aria, l’acqua, la terra risultano essere stati compromessi da un dissennato sviluppo industriale.
 
Per informazioni e contatti: ama.colleferro@libero.it - 3284587538

Colleferro, 2 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare la locandina
 

COLLEFERRO, LA DISCARICA DI "TAL QUALE" DI COLLE FAGIOLARA E' ILLEGALE

 
COMUNICATO STAMPA RETUVASA E CRC
 
 
Il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, con Circolare del 6.8.2013, indirizzata a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano (Termine di efficacia della circolare del Ministro dell’Ambiente, U.prot.GAB-2009-0014963 del 30/06/2009), invita gli enti locali ad osservare con urgenza le nuove disposizioni e ad adottare ogni iniziativa in materia di gestione dei rifiuti urbani, al fine di rispettare gli obiettivi stabiliti dalle norme comunitarie.
Il Ministro, in attuazione delle indicazioni della Commissione europea, ha dichiarato scaduto il termine di efficacia della precedente circolare, emanata “pro tempore” dal Ministero dell’Ambiente il 30 giugno 2009, ed ha chiarito quali sono le attività di trattamento alle quali devono essere sottoposti i rifiuti urbani per poter essere ammessi e smaltiti in discarica.
La circolare del 2009 definiva “trattamento” ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica anche la tritovagliatura e stabiliva che a predeterminate condizioni la “raccolta differenziata spinta” poteva far venir meno l’obbligo di tale trattamento, precisando come queste indicazioni avrebbero avuto natura “transitoria”, senza stabilire però in modo espresso un chiaro termine finale.
Lo scorso 13 giugno la Commissione europea ha rilevato la necessità di un trattamento adeguato anche sui rifiuti residuali provenienti dalla raccolta differenziata, stabilendo come la tritovagliatura non soddisfi di per sé l’obbligo di trattamento dei rifiuti previsto dalle normative europee.
La Commissione europea ha inoltre evidenziato che, oltre alla prova di aver conseguito gli obiettivi progressivi di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica, deve essere data dimostrazione che il trattamento non contribuisce a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente e i rischi per la salute.
Per evitare di esporre l’Italia a nuove procedure europee di infrazione il Ministro Orlando ha quindi chiarito <<Mai più il "tal quale" in discarica>>, per quanto triturato o tritovagliato.
«Un trattamento che consista nella mera compressione e/o triturazione di rifiuti indifferenziati da destinare a discarica, e che non includa un’adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi - si legge nella Circolare - non è tale da evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente e i rischi sulla salute umana».
Entro il 2015 - si legge ancora nella Circolare del Ministro - deve essere inoltre garantita almeno la raccolta differenziata per la carta, metalli, plastica e vetro e, ove possibile, per il legno, al fine di conseguire gli obiettivi comunitari entro il 2020.

Come dimostra la Circolare ministeriale la discarica di Colle Fagiolara a Colleferro è da ritenersi illegale, come peraltro hanno sempre sostenuto le associazioni, ma di questo se ne occuperà la Magistratura.
In diverse occasioni, abbiamo segnalato agli organi preposti al controllo della salute e dell’ambiente la propagazione di odori nauseabondi provenienti dal sito di sversamento e fatto intervenire la Pubblica Sicurezza, la Polizia Municipale, la USL Igiene Pubblica. I cattivi odori, come è noto, sono il risultato della fermentazione di materiale organico proveniente dal conferimento di tal quale, quando l’umido non viene separato dal rifiuto attraverso la raccolta differenziata. E’ altresì noto - e allo stesso tempo inspiegabile - come il Comune di Colleferro sia ancora ai primordi nell’attivazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti; é oltremodo necessaria la verifica comportamentale degli altri Comuni che conferiscono a Colle Fagiolara.
Lazio Ambiente SpA, la società regionale subentrata al fallimentare Consorzio Gaia SpA nella gestione degli impianti di incenerimento e della discarica, dovrà assolutamente occuparsi nell’immediato di questa nuova situazione di illegalità determinata dalla Circolare ministeriale, posto che se la chiusura di Malagrotta è dovuta a ragioni di illegittimità, non si comprende il motivo per cui non debba chiudere anche la discarica di Colleferro.
Inoltre, se la Regione Lazio pensasse improvvisamente di autorizzare l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), in iter dal 20 agosto 2010, ricordiamo che il progetto depositato tre anni fa ha una impostazione ormai superata e non rispondente minimamente alla visione della gerarchia dei rifiuti contemplata dalle Direttive Europee. Risulterebbe, inoltre, alquanto strano che la Regione decida ora di sbloccare quel progetto, cioè immediatamente dopo l’acquisizione dell’ex Consorzio Gaia SpA da parte di Lazio Ambiente SpA, il che potrebbe far pensare ad un conflitto di interessi.
Le nostre posizioni si concentrano sulla chiusura definitiva degli impianti fuorilegge come quello di Colle Fagiolara, che, in caso contrario, esporrebbe il nostro Paese a pesanti sanzioni economiche e giudiziarie; sul riconoscimento dello stato di illegalità del sito, ai sensi della suddetta Circolare; sulla bocciatura dell’attuale progetto per l’impianto di TMB da parte della Regione Lazio; sulla praticabilità di una soluzione alternativa al conferimento, che punti sull’attivazione immediata di un sistema di raccolta differenziata “porta a porta spinta”; sulla previsione di un Piano di educazione ambientale uniforme per tutti i Comuni conferitori, al fine di ottimizzare i risultati della raccolta differenziata e una riduzione a monte della produzione di rifiuti.
Siamo giunti a questo punto nei territori ed in sede europea, come era prevedibile, perché la politica è stata sorda e non ha voluto minimamente ascoltare la voce della società civile, che ha sempre reclamato la necessità di soluzioni che permettessero di percorrere strade diverse e virtuose, rispettose della salute e dell’ambiente.
Nel ribadire le nostre finora inascoltate richieste, riteniamo che la Circolare ministeriale rappresenti un punto di passaggio qualificante in materia di discariche illegali e, anche se tardivo, sia un’opportunità da non perdere per un’inversione di rotta.
In caso contrario proseguiremo nella nostra lotta.
 
 
Colleferro, 14 agosto 2013

CLICCA QUI per scaricare la circolare del Ministero dell'Ambiente
 

INCENDIO INCENERITORI COLLEFERRO, 23 LUGLIO 2013




COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO VALLE DEL SACCO

"Il Diavolo brucia"

Siamo stanchi di correre dietro alle emergenze. Vorremmo partecipare alla ricostruzione, ma non ce lo permettono.

Solo negli ultimi due mesi abbiamo dovuto fare i conti con il rogo di Castellaccio ed attivarci in esposti e sollecitazioni per denunciare il fetore insopportabile che emana la discarica di Colle Fagiolara.

Oggi ci siamo svegliati con l'ennesimo atto di mala gestione delle linee di incenerimento di Colleferro che ha causato l'incendio ad un nastro trasportatore dei rifiuti.

In relazione all’ennesimo "incidente" occorso chiediamo immediatamente al governo della Regione Lazio la verifica di ottemperanza delle prescrizioni relative all’ Autorizzazione Intergrata Ambientale (AIA) ed un riesame della stessa, attivando le condizioni improcrastinabili di revisione dei valori limite di inquinamento e adozione di ulteriori tecniche per la sicurezza di esercizio.

Questi sono i risultati delle fatue rassicurazioni da parte di burocratici regionali e provinciali.

Manca il fiato a furia di respirare nubi tossiche, ma non mancherà la voce del CVS nel denunciare lo scempio ambientale-sanitario e l'isolamento politico-amministrativo in cui è stata lasciata la Valle del Sacco.

Le nostre richieste partono da un cambiamento di rotta definitivo da parte del neo Amministratore Unico, dott. Vincenzo Conte, di Lazio Ambiente Spa, società regionale subentrante alla fallimentare Gaia SpA, con l'azzeramento di tutti i vertici aziendali delle bad company che in questi anni hanno gestito gli impianti di incenerimento, discarica e raccolta rifiuti, autori solo di vessazioni, speculazioni, danni erariali e buchi di bilancio. Come ci si può fidare di personaggi rinviati a giudizio in un processo ai cui atti sono allegate intercettazioni la cui lettura fa rabbrividire?

Non siamo per nulla rassicurati dalle esternazioni del Sindaco di Colleferro Mario Cacciotti, onnipresente ove ci sono disastri, che, in un comunicato stampa dal titolo fiabesco "Piccolo incidente a Colle Sughero", dichiara l’assenza di rifiuti durante l’incendio. La tesi suffragata anche dall’Avv. Carruba di Arpa Lazio non spiega però cosa sia realmente andato in fumo, infatti alcune testate giornalistiche riportano la seguente tesi: "Tra le cause del rogo, l'ipotesi che alcuni rifiuti possano essere caduti dal nastro inceppando il meccanismo e provocando le fiamme".

Super Mario dovrebbe imparare a ponderare quanto afferma perché ci risulta che c’erano rifiuti sul nastro, anche se in minima parte per la dinamica dell’incidente; che l’incendio sembra essersi avviato almeno un’ora prima di quando affermato dal comunicato stampa istituzionale; che i 15 minuti di durata sono da ricondurre all’intervento dei Vigili del Fuoco, chiamati ad intervenire dalle numerose telefonate dei cittadini allarmati.

Ci dovrebbe inoltre spiegare perché si affanna tanto a giustificare l’operato delle nefandezze ambientali del territorio con caparbia e ingiustificata costanza, visto che i cittadini del comprensorio si destano quotidianamente alzando gli occhi al cielo sperando che il sole non sia oscurato da minacciose nubi nere. Parla solo Super Mario e il resto dell’amministrazione cosa fa se non deridere la cittadinanza occupando un posto che non gli compete per negligenza conclamata.

Dal Sindaco di Colleferro, a cui ricordiamo di essere massima autorità sanitaria cittadina, esigiamo la fissazione di un'assemblea pubblica, e non come annunciato di riunioni private, in cui si faccia luce sugli innumerevoli incidenti accaduti ai vari impianti, chiamando a relazionare i dirigenti, purtroppo ancora al loro posto, delle partecipate e delle società, quali Mobilservice Srl, E.P. Sistemi Spa e Gaiagest Srl, responsabili di aver sempre taciuto e di non aver mai attivato una comunicazione trasparente nei confronti della cittadinanza.

Non manchiamo di inviare richieste anche agli altri Sindaci che usufruiscono dei servizi della ex-Gaia SpA ai quali chiediamo che si facciano carico di far allontanare il ceppo marcio minacciando la rescissione dei contratti. Solo per nota la nube nera questa volta ha preso la strada verso Ovest in direzione di una delle attrattive economiche dell’area come il Rainbow Magic Land. Non vogliamo minimamente immaginare cosa sarebbe successo se l’incendio avesse avuto proporzioni differenti con un Parco Giochi affollato.

In ogni caso non aspetteremo risposte alle nostre richieste.

Questa mancanza di dialogo che si è volutamente instaurata a vari livelli istituzionali ci costringe come CVS ad attivare nuove Mobilitazioni Ambientali di Base.

I MAB che organizzeremo, oltre alla continua denuncia, non escluderanno anche azioni di ostruzionismo al normale funzionamento degli impianti di trattamento e raccolta rifiuti.

Il Diavolo esiste ed è incarnato nell'incapacità dei vertici politici ed aziendali, regionali e locali.

Il Diavolo brucia, costruisce le pentole, ma spesso si dimentica di fare i conti con i coperchi!
 

Valle del Sacco, 23 luglio 2013

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