Armi chimiche: riflessioni di Alberto Valleriani

Le mie riflessioni sul Convegno “Armi Chimiche:” un’eredità ancora pericolosa”, in qualità di rappresentante di Retuvasa e membro del Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche (CNBAC), sono quelle di chi ha vissuto quest’ ultimo decennio con pochi amici prima e l’esperienza associativa dopo, la necessità di riuscire a raccontare e soprattutto a farsi ascoltare quanto Colleferro ha prodotto con la sua industria madre. Un’azienda che dal bellico, passando per il chimico, ha causato, come osammo dire anni fa, la morte dentro e fuori. Sul dentro sappiamo delle contaminazioni diffuse e delle possibili ripercussioni ad orologeria; sul fuori la realtà delle guerre lontane sia nel tempo che nello spazio, che pensiamo non ci riguardino, non sono affar nostro in quanto già compressi dalla quotidianità per occuparci anche di questo.
Colleferro 1912-2012: CENT’ANNI BASTANO?
Le iniziative che verranno proposte non vogliono avere un profilo demagogico, ma essere piuttosto uno spunto di riflessione, una condivisione di conoscenza sullo stato pregresso e attuale da proiettare e investire per un futuro che tale possa essere chiamato.
L’invito per appassionati di storia, economia, ambiente e società a partecipare nasce dalla certezza che quanto proposto possa divenire una sorta di segnalibro temporale che lasci a disposizione di tutti non un fardello, ma un bagaglio di conoscenza.
La conferenza stampa avrà luogo il 18 febbraio 2012 presso L’Aula Consiliare del Palazzo Comunale, Piazza Italia 1, 00034 Colleferro (Rm), alle ore 17.00. L’invito è aperto non solo alla stampa ma anche a tutti coloro che sono interessati a partecipare.
Vi aspettiamo!
Colleferro 1912-2012: CENT’ANNI BASTANO?
Le iniziative che verranno proposte non vogliono avere un profilo demagogico, ma essere piuttosto uno spunto di riflessione, una condivisione di conoscenza sullo stato pregresso e attuale da proiettare e investire per un futuro che tale possa essere chiamato.
L’invito per appassionati di storia, economia, ambiente e società a partecipare nasce dalla certezza che quanto proposto possa divenire una sorta di segnalibro temporale che lasci a disposizione di tutti non un fardello, ma un bagaglio di conoscenza.
La conferenza stampa avrà luogo il 18 febbraio 2012 presso L’Aula Consiliare del Palazzo Comunale, Piazza Italia 1, 00034 Colleferro (Rm), alle ore 17.00. L’invito è aperto non solo alla stampa ma anche a tutti coloro che sono interessati a partecipare.
Vi aspettiamo!
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
Invito al Convegno presso il Senato della Repubblica
21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5
Il conflitto in Libia ha contribuito a rilanciare l’allarme su componenti per la fabbricazione di armi chimiche vendute dal nostro paese senza troppi riguardi per i potenziali pericoli per l’umanità. Pare sempre più chiaro che il regime di Gheddafi accumulasse armi chimiche nei suoi arsenali anche grazie al contributo dell’industria bellica italiana.
La produzione e il deposito di arsenali chimici hanno prodotto un pesantissimo impatto ambientale in numerosi Comuni italiani, dalla Tuscia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania, dal Lazio alla Puglia. Terreni, stabilimenti e discariche sottomarine ospitano l’eredità del colossale arsenale creato principalmente dal fascismo e poi sottaciuto dai governi della Repubblica.
Da circa un anno, un gruppo di associazioni e comitati ha istituito il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, di cui è membro Retuvasa, finalizzato al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Il C.N.B.A.C., composto da associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica), invita i cittadini a partecipare al Convegno Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa. Mappatura, monitoraggio e bonifica dei siti inquinati dagli ordigni della seconda guerra mondiale, che si terrà il presso il Senato della Repubblica il 21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5.
Castello Vecchio di Colleferro: colate di cemento in vista.
Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Unione Giovani Indipendenti
Colleferro: un castello di cemento
Luigi Mattei vince la battaglia legale per il riconoscimento dell'esposizione da amianto, a beneficio dell'intera cittadinanza

LA SUPREMA CORTE di CASSAZIONE e la CORTE di APPELLO di ROMA, con SENTENZA definitiva N. 6888/11, riconoscono a Luigi Mattei l'esposizione all'amianto utilizzato nella costruzione delle carrozze ferroviare a Colleferro sino al 1989.
leggi sotto il testo ricevuto via mail dal Sig. Luigi Mattei
Comunicato Stampa Retuvasa, Ugi, A.Ma

Colleferro: richiesta istituzionale per una centralina di rilevamento per polveri ultrafine (PM2,5)
Delibera Comune di Colleferro 6/2012, 18 gennaio 2012. Trasparenza atti riguardanti il Sito di Bonifica di Interesse Nazionale
Contaminazione pozzi Colleferro: HCH, una storia infinita
Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Unione Giovani Indipendenti
Contaminazione pozzi Colleferro: HCH, una storia infinita.
Siamo alle solite, ma questa volta riteniamo la situazione ancor più inaccettabile. Si è verificata, infatti, l’ennesima contaminazione di alcuni pozzi, ora chiusi, a servizio dei due acquedotti di Colleferro gestiti da GDF Suez Retegas e Consorzio Servizi Acqua Potabile (CSAP) .
Dalle analisi effettuate dalla Arpa Lazio nel mese di dicembre e pervenute alla Asl RMG il 24 Gennaio si è riscontrata la presenza di isomeri dell’esaclorociclesano nell’acqua proveniente dal pozzo n. 6 a servizio idrico di Colleferro e dal pozzo “Stendaggi” a servizio del distretto industriale. Ulteriore contaminazione è stata rilevata con prelievo in una fontanella pubblica alimentata dal pozzo denominato “Sacco2” gestito da CSAP: si è riscontrata la presenza di ferro e manganese quasi il doppio dei limiti di legge. Per quanto riguarda l’esaclorocicloesano e l’ormai famoso isomero Beta, come la maggioranza delle popolazione di Colleferro e della Valle del Sacco ricorderà, si tratta della sostanza oggetto di scandalo che dal 2005 si è scoperto essere presente nell’organismo di persone e animali. Ricordiamo che tale molecola è un derivato del lindano, conosciuto per le sue proprietà insetticide e altamente tossico per gli esseri viventi. Il nostro organismo accumula questa sostanza nelle parti grasse e nel sangue e non è in grado di degradarlo, se non con l’allattamento. Nel tempo questa sostanza si immagazzina nei tessuti adiposi e può provocare patologie.
CS Retuvasa 17.01.12 - Discarica di Colle Fagiolara
Discarica di Colle Fagiolara: non è dato sapere quando sarà chiusa, come sarà gestita, chi pagherà gli oneri della sua chiusura

La “nebulosa GAIA” implode ulteriormente, sommersa da pesantissime insolvenze economico-ambientali. La notizia di per sé non costituisce una novità, ma a metterne in luce risvolti inquietanti e di grave attualità per la cittadinanza e per la Valle del Sacco è lo stesso Comune di Colleferro, attraverso la delibera di giunta n. 376 del 23 dicembre 2011 (Tutela dei diritti ed interessi del Comune nei rapporti con la AGENSEL in a.s., il Consorzio GAIA in a.s. ed il Commissario straordinario inerenti l’impianto di discarica di Colleferro. Incarico all’Avv. Alberto Colabianchi), pubblicata dall’ente in data 13 gennaio 2012.

























































