L’aeroporto
di Ferentino-Frosinone continua inesorabilmente a compiere importanti
passi amministrativi.
Tra le ambiguità e i silenzi dei politici, che hanno sempre
presentato il progetto come occasione irripetibile di sviluppo per
l’economia ciociara, occultando le negative ripercussioni del
progetto per il territorio della Valle del Sacco e la salute della
popolazione.
Cominciano ora a definirsi i contorni reali dell’impatto sul
territorio , infatti, sono stati pubblicati dall’ASI Frosinone
i nomi di migliaia di persone proprietarie dei terreni, oggetto di
esproprio. Ben 300 ettari di territorio, che cambiano destinazione
passando a servizi aeroportuali. L’accelerazione del progetto
da parte dell’ASI assume dei contorni poco chiari. Si comincia
a espropriare una fetta consistente di territorio senza sapere esattamente
cosa se ne farà. Infatti la procedura di Variante ASI è
iniziata in Regione, ma manca ancora l’approvazione, che evidentemente
l’ASI Frosinone confida
positiva. Ma soprattutto, non è ancora stato approvato in conferenza
di servizi il progetto di fattibilità dell’aeroporto.
Quindi si espropria senza progetto! Queste cose accadono solo in Ciociaria.
E ricordiamo che solo il privato vincitore della futura gara d’appalto
in project financing, se mai ci sarà, a conclusione dell’intera
procedura regionale, indennizzerà materialmente i proprietari.
Si avvia inoltre la procedura di esproprio, che prevede soli 30 giorni
per le osservazioni, durante il periodo estivo, mettendo in grande
difficoltà i proprietari che vogliano difendere i loro legittimi
diritti. L’aeroporto di Frosinone sembra così raggiungere
in tutta fretta il suo obiettivo primario: una colossale speculazione
edilizia orchestrata da potenti lobby politico-economiche.
Per quanto riguarda l’opera della Regione Lazio, che ha avviato
ma non ancora approvato la procedura di Variante ASI, essa il 29/07/2009
ha sborsato altri 3 milioni di euro con la manovra di assestamento
di bilancio a titolo di partecipazione alla società Aeroporti
Di Frosinone, che si aggiungono ai 5 milioni di euro già erogati
dalla gestione Marrazzo. Ciò per una provincia che si vede
tagliare dal piano regionale a colpi d’ascia i servizi sanitari.
La Valutazione Ambientale Strategica sbandierata dalla Regione come
garanzia dell’opera si dimostra un inganno, visto che si iniziano
gli espropri prima del suo compimento! Evidentemente è già
stato garantito il parere positivo al principale sponsor dell’aeroporto,
l’attuale Assessore regionale Scalia. La volontà politica
della Regione Lazio, del Comune di Frosinone e del Comune di Ferentino,
tutti guidati dal centrosinistra, è chiarissima, così
come lo è stata quella dell’Amministrazione provinciale
uscente, sempre di centrosinistra: non dare alcuna risposta concreta
all’emergenza della Valle del Sacco, affossare la possibilità
di uno sviluppo sostenibile (agricoltura, allevamento, turismo, servizi
e industrie a basso impatto ambientale), parlare fumosamente di ecodistretti
industriali, e destinare in realtà il territorio a progetti
logistici e industriali ad alto impatto ambientale e all’incenerimento
rifiuti ordinari e speciali, sottraendoli ad altre province. Confidando
anche in una trasversalità politica che nei grandi affari (come
la speculazione aeroportuale) non tarderà a produrre i suoi
frutti. Nell’assoluto disprezzo della tutela dell’ambiente
e della salute della popolazione, più avvezza di altre a subire
l’operato di consolidate clientele politiche.
La Rete per la Tutela della Valle del Sacco non lascerà i cittadini
e l’ambiente senza difese, e promuoverà azioni collettive,
anche a livello legale, per bloccare le procedure aeroportuali in
corso. Invitiamo i cittadini a unirsi a una battaglia che deve avere
la massima partecipazione popolare.