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Rassegna stampa 13.01.12-14.01.12

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Frosinone, costituente per RADECA, una lista civica fuori dagli schieramenti e antiaeroportuale - Comunicato stampa 14.01.12

Schiuma blu nel Fosso Cenica, pare da condotta ASI, indagini di Forestale e Arpa

Il Messaggero FR 13.01.12 p.33

Una strana schiuma azzurrognola galleggiava ieri mattina sulle acque del canale Fosso Cenicia, in via Selvotta, nell’area dell’aeroporto militare di Frosinone. Inodore ma dalla colorazione preoccupante, lo strano fenomeno, mai registrato finora a queste latitudini, ha subito attirato le attenzioni dei passanti i quali hanno quindi subito inoltrato una segnalazione ai Vigili del Fuoco immediatamente recatisi sul posto, poi seguiti dalla Guardia Forestale e dalla Polizia Provinciale. Gli agenti sul posto hanno quindi avviato le indagini, come prima cosa risalendo lungo il canale, che va a confluire nel Rio Cenicia, il quale a sua volta si immette nel Sacco a distanza di qualche metro, per cercare di capire quale fosse la fonte di inquinamento.
I controlli del Nucleo di polizia ambientale della Forestale e dei tecnici dell’Arpa Lazio si sono concentrati su di un’azienda del luogo che tratta rifiuti dove sono stati eseguiti dei prelievi dai reflui che sono risultati della stessa colorazione della schiuma rinvenuta nel fosso Cenicia. I prelievi sono stati eseguiti alla presenza di un rappresentante dell’azienda che è autorizzata allo scarico nella condotta Asi- «Il campionamento dovrà verificare se il refluo rientra nei parametri della tabella autorizzata», spiegano dalla Forestale. Da una prima ricostruzione, quindi, i reflui bluastri sarebbero fuoriusciti dalla condotta Asi per una immissione superiore alla portata consentita.
Adesso i campioni prelevati saranno analizzati in laboratorio per individuarne le componenti chimiche e trovare la conferma ai sospetti, ma serviranno anche a capire di che portata è l’impatto inquinante.
Nel frattempo, già ieri gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno presentato un esposto contro ignoti alla Procura. Non è certo il primo caso avvenuto in provincia di Frosinone: quelli più eclatanti riguardano naturalmente il fiume Sacco oggetto di continue apparizioni di schiuma bianca sulla sua superficie. Senza dimenticare mai il caso simbolo dell’avvelenamento delle acque del fosso Cupo, affluente del Sacco nel nord della provincia, l’inquinamento causò la morte di una decina di mucche ma non è mai stata accertata la responsabilità di chi lo provocò.
De.Co.


Coordinamento associazioni Anagni su TMB Castellaccio
Comunicato stampa 14.01.12


Solo pochi giorni fa il Coordinamento delle Associazioni civiche ed ambientaliste di Anagni aveva lanciato un accorato richiamo all'Amministrazione comunale affinché si inizi subito ed apertamente a discutere della destinazione dell'ex deposito militare acquistato ormai da due anni dal Comune, paventando il concretizzarsi delle voci che vorrebbero il territorio di Anagni destinato ad accogliere i rifiuti della Capitale, magari proprio nei 187 ettari dell'area militare dismessa. Evidentemente quei timori non erano infondati visto quanto si sta delineando nella vicina zona di Castellaccio, al confine tra i Comuni di Paliano ed Anagni.
A Castellaccio, lo ricordiamo, si sta progettando la costruzione di un mega impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) dei rifiuti di Roma.
È allora necessario aggiungere anche la protesta del Coordinamento alle numerose voci di dissenso già espresse dalla politica e dal mondo delle Associazioni rispetto ad una simile prospettiva: è questo il momento di utilizzare a gran voce il motto ricorrente nelle questioni ambientali “non nel mio giardino”, un approccio che in linea generale non riteniamo del tutto condivisibile, ma che, se si pensa di scaricare sulle popolazioni ciociare il problema dei rifiuti prodotti da Roma, diventa quanto mai appropriato. Spiace notare come l'Amministrazione regionale pensi di offendere in questo modo il nostro territorio, oltretutto con un'operazione dai contorni oltremodo opachi. È necessario che la Regione torni rapidamente sui propri passi e dedichi piuttosto le proprie energie a risanare un territorio che ha già pagato troppo per lo scellerato utilizzo che ne è stato consentito negli anni. Si sappia quindi sin da ora che le popolazioni non hanno intenzione di sopportare progetti del genere e si opporranno con la massima determinazione, quella stessa determinazione dimostrata in occasione di altri progetti paventati negli scorsi mesi e che l'impegno delle Associazioni ha bloccato dimostrandone la scelleratezza e l'illegittimità.

Associazione  “Anagni Viva”,  Associazione  Diritto alla Salute DAS,  Associazione  Terra  Dolce,  Comitato Per Anagni e il suo territorio,  Comitati di quartiere Ponte del Papa, Osteria della Fontana, Vox Populi.
Per info: www.dirittoallasalute.com
Tel. 3930723990

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