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Rassegna stampa 22.01.12

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Continuano le polemiche contro il Piano rifiuti regionale. Sul TMB Castellaccio, ferma posizione di Noto, che critica anche il PDL romano.
Il Messaggero FR 22.01.12 p.37 - di Paolo Carnevale
Un fuoco di fila di tutte le parti politiche contro l’approvazione del piano rifiuti regionale. Che prevede un forte coinvolgimento della provincia di Frosinone, attraverso il progetto di realizzazione di un impianto di trattamento biologico a Castellaccio, tra i comuni di Anagni e di Paliano.
Da giorni sta montando la polemica contro questa prospettiva. Che per molti significherebbe rendere ancora più allarmante la situazione di degrado ambientale della zona. A far sentire la sua voce ieri è stato in primis il consigliere regionale del Pd Francesco Scalia. Che ha attaccato Iannarilli, oggi «contrario al piano dei rifiuti», ma che come presidente provinciale «ha dato il proprio parere favorevole alla proposta di piano elaborata dalla Giunta prima che questa venisse in Consiglio». Secondo Scalia «chi riveste un ruolo istituzionale di Presidente della provincia non può limitarsi a sterili dichiarazioni sui giornali sui danni che la Regione sta facendo al nostro territorio ma deve esercitare le proprie competenze istituzionali con precisi atti amministrativi perché questi danni non si verifichino».
«Tutto ciò- ha concluso Scalia- Iannarilli non lo ha fatto, destandosi dal suo letargo solo quando ormai il danno non è più rimediabile».
Ma a dire no al piano sono anche uomini del centro destra. Come il sindaco di Anagni Carlo Noto. Che ha voluto ribadire la «contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti in località Castellaccio». Il primo cittadino ricorda che l’eventuale impianto sorgerebbe «in una zona a ridosso di uno dei quartieri più popolosi della città. La frazione di San Bartolomeo infatti, oltre ad avere una concentrazione demografica molto alta, vede le sue prime case sorgere a soli cinquanta metri di distanza dal sito individuato per la dislocazione dell’impianto in questione».
Per cui, si chiede Noto, «come è possibile tutelare la salute e l’incolumità sia pubblica che privata?». Il sindaco di Anagni ha anche ricordato la presenza nelle immediata vicinanze di un gioiello di archeologia romana, Villa Adriana «che andrebbe inevitabilmente intaccato». Noto non ha esitato neppure a criticare il Pdl romano, chiedendosi se «abbia deciso di chiudere definitivamente gli occhi o se invece sia pronto ad intervenire e a far pervenire la propria voce». Decisa anche la posizione della Tedeschi, consigliere regionale Idv. Che in una interrogazione ha detto che “prima di pensare a progettare e realizzare nuovi impianti di TMB e’ necessario verificare la capacità produttiva e il reale utilizzo» di quelli già esistenti

Discariche abusive sequestrate dai Carabinieri lungo la via per il borgo di Porciano, vicino al lago di Canterno
Il Messaggero FR 22.01.12 p.37 - di Paolo Carnevale
I carabinieri della Compagnia di Anagni, guidati dal capitano Costantino Airoldi, ieri mattina hanno sequestrato ben quattro discariche a Ferentino lungo la via per il borgo di Porciano, a due passi dal lago di Canterno. Una di esse addirittura proprio ai margini della carreggiata. In totale oltre 500 metri quadrati di superficie adibita a discarica abusiva in una delle oasi verdi più belle del nord della Ciociaria. Nelle discariche abusive i militari hanno trovato di tutto, lastre di amianto, pneumatici usati, vecchi elettrodomestici, suppellettili, scarti di lavorazione edilizia, carte vecchie, ferro e addirittura oltre 100 bottiglie di acqua minerale con scadenza giugno 2010 ancora da aprire. E’ proprio questo ritrovamento a preoccupare i militari che stanno conducendo le indagini. Si sta cercando di risalire alla provenienza delle bottiglie di acqua, probabilmente sono state abbandonate da qualche corriere di passaggio. A fare scattare il blitz dei carabinieri, sono stati i residenti che hanno denunciato lo stato di abbandono della zona.
Em. Pap.



Il sabato settimanale – Anno II – n.46 del 21 gennaio 2012
 
ALLARME INQUINAMENTO/ Stefania Sanzotta replica a Cacciotti sottolineando le problematiche della Valle del Sacco
“Qui si muore il 15% in più della media regionale”
 
 Faccio seguito all’articolo/intervista fatta da questo settimanale al Sindaco di Colleferro Mario Cacciotti  nel numero 45 del 14 gennaio 2012 a pagina 13 a cui mi sento di fare replica e che questo giornalemi concede sottolineando e facendo da contrappunto a quanto il Sindaco stesso dice a proposito  della situazione igienico-ambientale della città che egli amministra   e conseguentemente della situazione di tutta  la Valle del Sacco, a sud come a nord del comune di Colleferro.
Mi riferisco in particolare a quella parte dell’intervi- sta in cui si domanda al Sindaco quali “previsioni di lavoro sono previsti sull’ambiente” (n.d.r.); il Sindaco cita la sollecitudine con la quale si impegnerà a favorire le fonti di energia alternativa per abbassare le emissioni inquinanti e le polveri sottili PM10, allora mi chiedo come mai la stessa amministrazione abbia autorizzato l’ennesimo impianto industriale sul proprio territorio, ed esattamente una centrale TURBOGAS nel quartiere conosciuto come IV KM, lo stesso al quale, nella medesima intervista, garantisce insistentemente il prosieguo delle dovute e numerose opere pubbliche, centrale che è vero che è di ultima generazione e meno inquinante dell’attuale tuttora in funzione, che però ha emissioni di gran lunga più invasive in quanto è in grado di produrre PM 2,5 e il famigerato Nox, gas velenosissimo in grado di essere trasportato per km , centrale, quindi, in grado di pro- durre un danno sanitario di €216.000,00, ossia costi sostenuti da tutti noi per malattie e sofferenze, in particolare tumori, che queste emissioni provocheranno; malattie e sofferenze di cui già i colleferrini e i cittadini dei comuni limitrofi sono vittime,  grazie alla già grave situazione ambientale di questo territorio classificato come uno dei 44 siti di interesse nazionale dal 35° congresso nazionale di epidemiologia nonché da altri studi epidemiologici condotti dall’asl RME nel 2008 all’indomani della rivelazione che il fiume Sacco, tristemente noto, era inavvicinabile. A quanto mi risulta “l’evoluzione della bonifica in atto di Arpa 1 e Arpa 2 per il risanamento del fiume Sacco” (n.d.r.) è tutt’altro che iniziata poiché da quando è stata predisposta “sulla carta” ci sono stati solo movimenti di terra … fumo negli occhi!  E in tutto questo tempo il ciclo alimentare della zona, col contributo di tutti questi inquinanti, siamo sicuri che sia sano? I produttori locali si dovrebbero preoccupare di più di ciò che propongono sulle nostre tavole e chiedere ai propri amministratori di tutelare il proprio prodotto dalle nocività della zona che inevitabilmente li danneggiano professionalmente   e danneggiano contemporaneamente noi che quei prodotti consumiamo! Lo sa Cacciotti e tutti gli altri sindaci di questo territorio che i propri cittadini muoiono per  il 15% in più rispetto tutto il Lazio? Come mai? E facile attribuire tutto al traffico quando solo a Colleferro vi è una concentrazione di emissioni mortali: cementificio, inceneritori , discarica … a quale di questi “impianti” vuole far fronte con le centraline di monitoraggio dell’aria di cui parla? Di cosa vuole tenere al corrente il sindaco , i cittadini della valle del sacco? Che la situazione è già drammatica e che egli  la tiene sotto osservazione e basta … senza dar seguito all’osservazione stessa? Il traffico certo è un problema per molte città ma sono curiosa di sa- pere l’esito della deterrenza alla circolazione sulla qualità dell’aria soprattutto quando non si impedisce ai mezzi provenienti dalla cava di circolare tranquil- lamente in città e senza alcuna cautela riguardo la dispersione del materiale trasportato … ancora polvere sottile!
Sindaco difenda la salute dei suoi cittadini se è consapevole di ciò che essi soffrono, se non sa si informi, inorridisca e poi agisca in loro difesa.
Stefania Sanzotta rappresentante pro tempore del Comitato No Turbogas IV km

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