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Rassegna stampa Retuvasa 30-31.01.11

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Il "caso Fadda-Colleferro" nella cronaca nazionale del 31.01.11

TRA MISTERI E STRANI VELENI SULLA COLLINA DI COLLEFERRO

Speciale su l'Unità 31.01.11, pp.24-25

Denunciata moria di pecore e agnelli, il Ministero della salute manda i nas
Il Messaggero Metropolitana, 30.01.11, p. 33

Allarme per una moria di vitelli e agnelli denunciata a qualche chilometro da Colleferro dai titolari di un allevamento. Sentita la segnalazione, la sottosegretario alla Salute, Francesca Martini ha incaricato i Nas di verificare se effettivamente un elemento inquinante abbia contaminato il terreno indicato dagli allevatori e avvelenato gli animali che, non viene escluso, potrebbero anche aver raggiunto zone vietate al pascolo.

 

IL SERVIZIO DI ROMA TODAY 31.01.11 
 

Terreno inquinato a Colleferro: Legambiente intende presentare esposto alla Procura della Repubblica

Roma oggi notizie 31.01.11

Siamo sconcertati, il dramma dell'inquinamento a Colleferro e nella valle del Sacco sembra non avere fine, Legambiente sta per inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri sui nuovi agghiaccianti fatti emersi, dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.

La testimonianza dell'allevatore Raimondo Fadda, rilasciata a diversi media, porta alla luce un nuovo allarmante episodio di inquinamento di terreni destinati alla pastorizia: la collina sita in località Casaripi a Colleferro sarebbe avvelenata da alcune sostanze di dubbia provenienza penetrate nel terreno, con conseguenze devastanti sullo stato di salute del bestiame, dalla moria a malformazioni gravi.

Le sostanze inquinanti presenti nel terreno, afferma l'allevatore, risalirebbero agli anni Ottanta, quando gli stabilimenti della zona producevano scarti industriali che poi venivano interrati in una cosidetta area campo spazzatura. Le conseguenze, però, sarebbero cominciate ad emergere solo in tempi recenti: dal 2005 ad oggi l'allevatore avrebbe seppellito oltre 800 pecore morte dopo aver mangiato erba. Inoltre, le sostanze inquinanti che si scioglierebbero confluendo verso le fonti presenti nella zona, contaminandone l'acqua.

La nuova situazione di inquinamento emersa a Colleferro è davvero grave, serve una risposta immediata dalla Regione, analizzando gli inquinanti che si stanno diffondendo, i terreni e le acque, procedendo alla immediata sicurezza di un'area che è fuori dai siti già perimetrati - dichiara la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali -. Bisogna intervenire tempestivamente per fare luce su quanto sta accadendo.

 

ANAGNI. CAR FLUFF MARANGONI TYRE, FISSATA AL 15 FEBBRAIO L'UDIENZA AL CONSIGLIO DI STATO

 

ANAGNI. IL CONVEGNO SUGLI INCENERITORI E I LORO DANNI ALLA SALUTE 


DIFFERENZIATA. LA MIGLIOR PERFORMANCE E’ QUELLA DEL COMUNE DI FUMONE CHE RICICLA BEN IL 49,6% DEI RIFIUTI

La Provincia FR, 31.01.11, p. 2 - di Cesidio Vano
La miglior performance è quella del Comune di Fumone che ricicla ben il 49,6% dei rifiuti. Poi ci sono anche i buoni piazzamenti di Strangolagalli (33,4%), Piglio (21,1%), Sant'Ambrogio sul Garigliano (19,2%), Arpino (18,8%) e Atina (17,4%). Sono queste, infatti, le percentuali di raccolta differenziata per l'anno 2009 (per tutti i comuni sono indicate nella finestra in alto, ndr). A livello provinciale però la percentuale di differenziata resta bassa: 8,70 in tutto, anche se ci sono buoni segnali per il futuro.
Il tema dei rifiuti è stato al centro di un incontro con i Comuni e le Unioni di Comuni, promosso dal vicepresidente della provincia ed assessore con delega specifica Fabio De Angelis che ha illustrato il nuovo piano provinciale dei rifiuti ed anche fissato gli obiettivi che bisogna al più presto raggiungere per rispettare gli standard previsti. In particolare lo sviluppo e l'incremento della raccolta differenziata deve passare attraverso una migliore e funzionale impiantistica del recupero dei rifiuti.
«L'incontro di mercoledì scorso - ha detto De Angelis - è stato molto utile per individuare le direttrici su cui orientare la programmazione provinciale a fronte dei dati della Raccolta Differenziata della Provincia di Frosinone che, come riportati nella scheda della Regione Lazio, sono sicuramente bassi ma se confrontati con il dato del 4 % nel 2008 dimostrano una forte inversione di tendenza.
Infatti, se confermate le anticipazioni delle ultime settimane il dato del 2010 potrebbe raggiungere la soglia del 15%, assunta dalla letteratura come primo risultato concreto di raccolta differenziata. Dall'incontro con i sindaci è emersa la necessità - spiega il vicepresidente della provincia - di dotare il nostro territorio di una realtà impiantistica finalizzata al recupero delle materie prime seconde al fine di rendere conveniente la Raccolta Differenziata dal punto di vista economico. Per questo si rende necessario nei prossimi giorni un incontro, richiesto dalla maggioranza dei sindaci, per fare chiarezza sulla reale situazione impiantistica della nostra provincia e la S.A.F. spa, società a cui i comuni hanno delegato il recupero e lo smaltimento dei rifiuti.
L'incontro - prosegue l'amministratore provinciale - dovrà servire a verificare se gli investimenti di decine di milioni di euro che sono stati fatti nell'impianto hanno raggiunto lo scopo, rendendo lo stesso impianto adeguato alle esigenze del territorio. Nell'incontro, inoltre, verranno presentate le osservazioni della Provincia di Frosinone al nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, che è stato presentato all'Unione Europea per bloccare la procedura d'infrazione comunitaria. Nel Piano Regionale la pianificazione degli impianti è stata ispirata al principio di autosufficienza - spiega ancora De Angelis - ossia alla chiusura del ciclo di smaltimento dei rifiuti all'interno del territorio stesso che li ha prodotti. In particolare a livello di sub-ATO provinciali per gli impianti di trattamento meccanico biologico e, a livello di ATO regionale per i termovalorizzatori, i gassificatori e le discariche.
Il problema della nostra provincia è che l'autosufficienza dovrebbe essere garantita dall'unico impianto TMB esistente che è quello di Colfelice della SAF sulla cui funzionalità ed efficienza i sindaci hanno molti dubbi. Nel primo incontro avuto con i sindaci il 26 gennaio - prosegue il vicepresidente - abbiamo presentato il Piano Provinciale per la Raccolta Differenziata, grazie al quale si è ottenuto il finanziamento regionale, ora nel prossimo incontro la Provincia proporrà alle amministrazioni comunali le soluzioni tecnologiche più avanzate per arrivare finalmente ad avere sul territorio provinciale un ciclo dei rifiuti efficiente con il coinvolgimento di CONAI (consorzio Nazionale imballaggi) e dei consorzi di filiera di carta (COMIECO), plastica (COREPLA) , vetro (COREVE), alluminio (CIAL), acciaio (CNA) e legno (RILEGNO). Senza una dotazione impiantistica adeguata lo stesso Piano Regionale sarà un esercizio di fantasia - conclude De Angelis -, come abbiamo evidenziato già nel primo incontro avuto in regione il 27 gennaio denunciando che, da un'attenta lettura del Piano Regionale Rifiuti, i dati relativi alla Provincia di Frosinone per il 2010 e lo scenario per il 2011 risultavano assolutamente lontani dalla realtà. E' giunto il momento che si faccia chiarezza sulla gestione dei rifiuti sul territorio provinciale per evitare che le ingenti risorse messe a disposizione dalla Provincia per la raccolta differenziata vengano vanificate».

PERCENTUALE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE NELL’ANNO 2009
La Provincia FR, 31.01.11, p. 2
Percentuali di raccolta differenziata nei comuni della provincia di Frosinone nell'anno 2009:
Acuto 0,4%; Alatri 3,7%; Alvito 5,4%; Amaseno 4,0%; Anagni 6,7%; Arnara 2,1%; Arpino 18,8%; Atina 17,4%; Ausonia 4,5%; Belmonte Castello 5,6%; Boville Ernica 4,9%; Broccostella 4,0%; Campoli Appennino 10,1%; Casalattico 0,8%; Cassino 5,9%; Castelliri 6,2; Castelnuovo Parano 20,2%; Castro dei Volsci 3,3%; Ceprano 4,4%; Cervaro 18,7%; Colfelice 3,4%; Collepardo 1,9%; Colle San Magno 7,0%; Coreno Ausonio 11,2%; Falavaterra 4,8%; Ferentino 7,6%; Filettino 11,7%; Filettino 11,7%; Fiuggi 3,1%; Fontechiari 1,8%; Frosinone 14,7%; Fumone 49,6%; Giuliano di Roma 2,3%; Guarcino 5,1%; Isola del Liri 7,8%; Monte S. G. Campano 5,7%; Morolo 12,7%; Paliano 5,3%; Pastena 15,3%; Patrica 5,0%; Pescosolido 1,2%; Picinisco 0,8%; Pico 1,3%; Piglio 21,1%; Pofi 5,7%; Pontecorvo 1,1%; Posta Fibereno 2,1%; Ripi 29,7%; Rocca d'Arce 1,2%; San Biagio Saracinisco 8,1%; San Giovanni Incarico 8,8%; Sant'Ambrogio sul Garigliano 19,2%; Sant'Andrea del Garigliano 18,1; Sant'Apollinare 5,1%; San Vittore del Lazio 2,0%; Serrone 4,1%; Settefrati 0,0%; Sgurgola 2,6%; Sora 14,8%; Strangolagalli 33,4%; Supino 2,1%; Torrice 0,6%; Vallemaio 14%; Vallerotonda 3,5%; Vico nel Lazio 16,1%; Villa S. Stefano 4,7%.

DOPO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA AL QUARTIERE SCALO DI FROSINONE CONTRO GLI ELEVATI TASSI DI INQUINAMENTO DELL’ARIA E PER LO SPOSTAMENTO DEI BUS DEL SERVIZIO EXTRAURBANO, ANCHE L’ASSOCIAZIONE “L’IMPEGNO” PRENDE POSIZIONE SULL’ARGOMENTO
La Provincia FR, 31.01.11, p. 6
Dopo la manifestazione di protesta al quartiere Scalo di Frosinone contro gli elevati tassi di inquinamento dell'aria e per lo spostamento dei bus del servizio extraurbano, anche l'associazione "L'Impegno" prende posizione sull'argomento. In una nota il presidente Aldo Mattia scrive: «Solo a causa della forte influenza non ho potuto essere presente alla manifestazione indetta al quartiere Scalo ma sono molto contento dell'esito positivo in termini di attenzione e partecipazione che si sono registrati nei confronti dell'associazione "Frosinone bella e brutta" che ha inteso organizzare l'iniziativa. La situazione del piazzale della stazione e della zona dello Scalo deve fare riflettere - ha argomentato Mattia - credo siano maturi tempi e condizioni per scongiurare che continui a permanere, proprio nei pressi della centralina dell'Arpa che rileva lo smog in città, la permanenza dei pullman del Cotral che spesso sembra restino a motori accessi per far caricare i propri compressori. Come associazione non possiamo che ringraziare gli organizzatori con i quali intendiamo anche avere una proficua collaborazione per la reciproca missione di migliorare la situazione nella città capoluogo in vari ambiti come quello appunto dell'inquinamento. Mi auguro - ha concluso Mattia - che la presenza e le parole del sindaco e dell'assessore alla mobilità del comune di Frosinone, rappresentino la premessa di una lavoro di squadra e di sinergia con la quale compiere tutti i passi necessari al fine di far invertire una rotta che da anni porta a degrado ed inquinamento in una delle zone più belle della città. Ancora una volta parte dai cittadini una segnalazione ma questa volta trova risposte e consenso. Il tempo della retorica è finito, ora servono i fatti».

“QUASI QUATTRO ANNI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA”  
La Provincia FR, 31.01.11, p. 20
«Quasi quattro anni di raccolta differenziata. Si doveva raggiungere la percentuale di almeno il 35% e si dovevano ridurre i costi per diminuire la tassa a carico dei cittadini. Il sindaco non ci fa conoscere la percentuale della differenziata (sicuramente al di sotto del 10%), la tassa a carico dei cittadini da tre anni si è appesantita del 38%». Lo affermano i consiglieri Adriano Cianfrocca e Maria Paola Pica di Energia Nuova per Vico, i quali proseguono: «Dalla scorsa estate ha la delega all'ambiente l'assessore Antonio Fanti: il quale, senza sentire nessuno, vuole cambiare. Ha fatto approvare dal Consiglio un nuovo regolamento di raccolta differenziata; ha preparato un nuovo capitolato di appalto; ha pubblicato il bando di gara. Il tutto con l'assoluta chiusura al dialogo, al dibattito, alla collaborazione, con la presunzione di sapere provvedere perfettamente al bisogno. In Consiglio avevamo offerto la nostra collaborazione, avevamo richiesto di sentire la gente per conoscere la situazione reale e poter intervenire nella maniera più adeguata possibile. Niente. L'assessore Fanti è andato avanti a testa bassa. Non gli è importato niente delle nostre critiche (un regolamento non rispondente alla realtà di Vico, con scelte che porteranno a un servizio più scadente e a un aumento della tassa). "Siamo noi la maggioranza, noi comandiamo e basta! Voi siete l'opposizione", ci siamo sentito dire in Consiglio. Ora il colpo di scena - proseguono di due consiglieri di opposizione -. Con determinazione ufficio tecnico n. 2 del 04/01/2011, si "dà atto che si rende necessario rivedere il capitolato di appalto nonché il bando di gara per adeguarlo alle sopravvenute esigenze tecniche e normative". Senza specificare quali siano "le sopravvenute esigenze tecniche e normative" (perché non ci sono), viene sospesa la gara. L'assessore dovrebbe dimettersi; perché alle parole non seguono i fatti. In tutto questo caos, alla ditta appaltatrice di quattro anni fa resta il servizio (con una proroga di sei mesi scaduta al 31 dicembre, e senza che noi si conosca ufficialmente altra proroga). La differenziata non decolla, il contributo di 18mila euro se n'è andato in fumo, i cittadini seguitano a pagare di più. E gli amministratori - concludono Cianfrocca e Pica - continuano a rifiutare ogni collaborazione».

 

EVENTO CODICI SULL'USURA ALLA PROVINCIA DI FROSINONE
Si tiene lunedì 31 Gennaio presso la Provincia di Frosinone la presentazione del cortometraggio 'Buona Notte San Tino', incentrato sul fenomeno dell’usura, alle ore 17.00 presso la sala delle Rappresentanze della Provincia di Frosinone – Piazza Gramsci, 13. E’ una iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Frosinone.

Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo di Poste Italiane e Intesa San Paolo. Intervengono l’ On. Antonio Abbate, Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone; Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici; conduce la serata Valeria Altobelli.

“Buona Notte, San Tino” nasce da una idea di Ivano Giacomelli, per la regia di Federico Moschetti, scritto da Giovanni Laccetti e con la partecipazione amichevole di Andrea Roncato.

Secondo recenti dati elaborati dalla Regione Lazio e Anci, l’indebitamento medio delle famiglie di Frosinone è pari a 9.179,23 euro. Un recente studio condotto dal CNEL - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – colloca Frosinone e Provincia al 32^ posto per i reati di usura effettivamente denunciati. Inoltre, Frosinone risulta possedere un punteggio “rischio usura” medio - alto rispetto alla media nazionale ed è inoltre la Provincia con il più alto valore di indice economico - finanziario di rischio usura del Centro Italia.
“In un contesto di questo tipo – dichiara il Segretario Provinciale Codici Frosinone, Luigi Gabriele - il rischio usura per le famiglie è elevato. Rileviamo inoltre che l’usura è anche un fenomeno culturale ed è proprio con la cultura che intendiamo combatterlo”.
Il cortometraggio “Buona Notte, San Tino” racconta una storia vera, la nostra storia, quella di una associazione che quotidianamente lotta accanto alle vittime di usura. La vicenda narrata è quella di un ristoratore, che caduto nella rete degli strozzini si rivolge ad una associazione antiusura, che aiuta la vittima ad uscire dalla trappola, supportandola emotivamente e tecnicamente. Il ristoratore ha problemi economici e in un momento di sfogo si confida con il barista, ovvero il “gancio” che si offre di aiutarlo e gli presenta un amico, tale Argenziano, un consulente finanziario che si scopre avere dei legami con un direttore di banca. La vittima entra nel vortice dell’usura e non sa come venirne fuori e l’associazione antiusura rappresenta per lui una via di uscita. Il film è una critica alla società contemporanea nel suo complesso e in particolare ad un certo tipo di approccio dell’“antiusura” poco incisivo e più orientato alla spettacolarizzazione. Attraverso le vicissitudini del ristoratore, lo spettatore acquisisce consapevolezza delle problematiche e delle difficoltà che una vittima, caduta nella morsa dell’usuraio moderno, si trova ad affrontare. Nella parte finale, un inciso alla rete di rapporti di cui gode oggi l’usura organizzata. Il corto, ideato per un pubblico trasversale, vuole trasmettere un messaggio allo spettatore, evitando la spettacolarizzazione del dramma e affrontando in maniera asciutta e cruda la vicenda umana della vittima e di chi, cercando di aiutarla, ne subisce l’impatto.

Comunicato Stampa Codici Frosinone


LA GIUNTA POLVERINI APPROVA LEGGE SUI PRODOTTI A KM 0

La Provincia FR, 30.1.11, p. 5

La Giunta regionale del Lazio, presieduta dal presidente Renata Polverini, ha approvato la proposta di legge dell'Assessorato alle Politiche agricole e alla Valorizzazione dei prodotti locali per promuovere il consumo dei prodotti agricoli a chilometri zero.

«La Regione - spiega Polverini - ha voluto fortemente questa legge che, attraverso uno stanziamento di 6 milioni per il triennio 2011-2013, intende garantire una maggiore sostenibilità ambientale dei sistemi di produzione agricola e offrire ai consumatori una maggiore trasparenza sui prezzi insieme a un'adeguata informazione sull'origine dei prodotti. Il provvedimento - aggiunge - prevede l'introduzione dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei cibi in vendita, la disponibilità del venti per cento degli spazi riservati alla vendita diretta nei nuovi mercati e, inoltre, l'incentivazione dell'utilizzo di prodotti regionali nella ristorazione collettiva e ospedaliera, pubblica e privata, e la promozione dei Farmer's market nelle piazze cittadine". Per l'assessore alle Politiche agricole Angela Birindelli "in questo momento di crisi economica globale è importante che vi siano delle norme tese a dare una mano alle nostre imprese e a sostenere i produttori locali. Si tratta di un provvedimento molto atteso anche da un crescente numero di consumatori che vogliono acquistare prodotti freschi, naturali e del territorio».

 

PM10 A FROSINONE, ANCORA SULLA MANIFESTAZIONE ALLO SCALO, DA FROSINONE BELLA E BRUTTA

La denuncia
Testimonianze dalla manifestazione

 

FROSINONE. MARINI: «CI MUOVEREMO CON DELLE ORDINANZE BEN PRECISE PER MANDARE VIA TUTTI I MEZZI»

La Provincia FR, 30.01.11, p. 6 - di Alessandra Celani

‘Via il parcheggio degli autobus del servizio extraurbano del Cotral da piazzale Kambo (Scalo). Difendiamo i nostri figli dall'inquinamento, difendiamo i nostri polmoni'. E' il grido di aiuto lanciato ieri mattina dai residenti del quartiere Scalo che hanno sostato per ore, con tuta bianca e mascherina al volto, davanti la stazione ferroviaria per protestare il loro disappunto nei confronti di una situazione non più tollerabile. L'iniziativa che porta il nome di Luciano Bracaglia e che si è avvalsa delle collaborazione di Legambiente, Wwf, Società operaia del Mutuo Soccorso, la Consulta delle Associazioni e tanta gente comune, aveva come obiettivo, centrato, quello di aprire un dialogo con l'Amministrazione comunale per trovare insieme misure alternative alle azioni già messe in campo contro l'inquinamento. Presenti ieri con il sindaco Michele Marini, gli assessori all'Ambiente Francesco Raffa, alla Polizia Municipale Maurizio Ciotoli e ai Servizi sociali Massimo Calicchia e alcuni consiglieri comunali, che hanno ascoltato e raccolto le istanze dei cittadini. Alla manifestazione ha partecipato anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico che hanno chiesto l'istituzione di un biglietto integrato, per evitare il doppio pagamento del servizio extraurbano ed urbano.

«Gli autobus che arrivano, stazionano e ripartono da tale parcheggio, è composto da vecchi automezzi che, per scaldare i motori e ricaricare i compressori, prima della partenza, vengono tenuti in moto per lunghi ed inspiegabili periodi». Ha sottolineato uno dei promotori dell'iniziativa Luciano Bracaglia. «Tale attività che si protrae per diverse ore del giorno e per un consistente numero di automezzi, produce enormi quantità di inquinanti che contribuiscono notevolmente, ai superamenti dei valori di PM10. Considerando che tale parcheggio si trova in pieno centro abitato e che il modo improprio con il quale viene utilizzato, potrebbe creare seri danni alla salute degli abitanti dello Scalo e dell'intera città, se ne chiede il trasferimento nel già esistente deposito di proprietà Cotral di Via Fontana del Melo, utilizzando lo Scalo solo come punto di passaggio, per la salita e la discesa dei passeggeri. Nel primo mese del 2011 sono stati rilevanti dalla centralina dell'aria, sita nel quartiere Scalo, 20 sforamenti. Nel 2010 108. Frosinone è la seconda maglia nera Frosinone dopo Torino».

Il sindaco Marini incalzato dalle domande dei residenti del quartiere si è così espresso: «Una battaglia quella di trasferire gli autobus nel deposito Cotral, di via Casale, fatta 20 anni fa. Io stesso scesi in strada, per partecipare alla fiaccolata, al fianco del comitato di quartiere all'epoca presieduto da Umberto Celani. Oggi questi autobus devono sparire dal parcheggio. Esistono delle ordinanze che devono essere rispettate.

Il problema dell'inquinamento è tipico di tutte quelle città, come Torino, circondate dalla zona industriale. A questo si deve aggiungere il traffico veicolare ed il trasporto urbano.

E' vero anche che Frosinone sconta la vicinanza di comuni come Ferentino, Alatri, Ceccano… che vivono lo stesso problema.

L'Amministrazione si è comunque mossa con una serie di interventi mirati come l'ascensore inclinato. Senza dimenticare l'apertura della superstrada che ha notevolmente alleggerito il traffico sulla Monti Lepini. Ci stiamo impegnando a trovare i fondi, quelli che abbiamo non sono sufficienti a coprire l'intero importo dei lavori, per la realizzazione di due diagonali viari per evitare il passaggio in città di chi esce dall'autostrada. Il primo lotto è funzionale stiamo trovando altri fondi. Ed ancora il blocco del traffico anche se ritengo debba essere su modello milanese, vale a dire concordato con i paesi limitrofi. A settembre realizzeremo cinque stazioni (Scalo,Madonna delle Neve, Campo Zauli, Ascensore inclinato, Villa Comunale) di bike sharing mettendo a disposizione della città 50 biciclette».

L'assessore all'Ambiente Raffa: «I dati dell'Arpa sono difficilmente attaccabili anche se rispetto alla media, le azioni che abbiamo messo in campo, hanno certamente contribuito a cambiare tendenza. Stiamo in queste ore predisponendo un'ordinanza in grado di rispondere al piano regionale. Per quanto riguarda lo spostamento degli autobus Cotral dalla stazione, l'Amministrazione non può che essere favorevole. E' questa una battaglia che condividiamo. E' tra gli obiettivi dei prossimi mesi».

 

ANAGNI, BANDO RIFIUTI, ADICONSUM NON CI STA

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24

Gara per la Nettezza Urbana, Adiconsum diffida il Comune. La gara per la gestione del servizio di Nettezza Urbana, alla vigilia della scadenza fissata al 31 del corrente mese di gennaio, somiglia al "gioco delle tre carte".

Quantomeno, per la originale quanto poco comprensibile sequenza delle cifre: 210, 140, 70. I numeri multipli sequenziali, corrispondono infatti a: importo mensile dell'appalto (210), importo fatturato mensilmente dalla ditta (140), e somma realmente percepita (70). Parlare di misteri non è esagerato, né inappropriato.

Adiconsum Anagni ha chiesto all'amministrazione comunale delucidazioni sulla materia, ma nonostante l'attesa dei fatidici trenta giorni, non ha ottenuto risposta. Negli uffici di San Giorgetto insistono nel ripetere "stiamo predisponendo gli atti per la nuova gara", ma i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, dichiarano di non essere a conoscenza di probabili (anzi, dovute) modificazioni del capitolato. La proroga decisa ed annunciata, assolutamente d'obbligo visto l'imminenza del 31 gennaio, non può essere concessa senza appendici sostanziali, che tengano conto del servizio "differenziato" avviato da poco e tuttora in rodaggio.

Ed un capitolato che si rispetti, è bene che venga condiviso dalle forze politiche e rappresentative della società anagnina. Secondo Adiconsum Anagni, l'evidente stato debitorio del Comune nei confronti della ditta De Vizia, rischia di inficiare la procedura, significando pure il rischio, o meglio la certezza, di un ricorso nella ipotesi di assegnazione a terzi. Tra le bocche cucite degli addetti ai lavori, trapelano dubbi sull'operato dei tecnici: può essere effettuata la trattenuta degli importi relativi allo smaltimento (consegna dei rifiuti a Colfelice), che l'ente ha dichiarato di voler versare direttamente; ma perché pagare a metà la fattura, se la stessa è già decurtata della somma in questione?

E oltretutto, perché il Comune deve riconoscere somme a Colfelice, quando può essere creditore di tutti gli enti responsabili della situazione di Radicina? Il rischio che ci si affidi ad "apprendisti stregoni", è piuttosto reale.

 

PERCOLATO NAPOLETANO, E PERCOLATO DI RADICINA; IL PRIMO NEL MARE, IL NOSTRO NELLE FALDE ACQUIFERE

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24

Percolato napoletano, e percolato di Radicina; il primo nel mare, il nostro nelle falde acquifere. Quando si seguono questioni delicate come trattamento e smaltimento di rifiuti, è inevitabile trovarsi di fronte a disparità di considerazioni e valutazioni. In questi giorni tiene banco la vicenda del "percolato" campano finito in mare; è costato la libertà e anche molto altro, a personaggi noti ed illustri.

E probabilmente costerà il futuro ad imprenditori e loro dipendenti.

I rifiuti sono una cosa seria, a Napoli come ad Anagni; e non solo perché una buona parte delle schifezze prodotte all'ombra del Vesuvio, sia finita sul nostro territorio. La discarica Radicina, la cui storia abbiamo raccontato con dovizia di dettagli, è spuntata tra i castagni anagnini nel 1997; e da allora, ormai 14 lunghi anni, nessuno ha mai curato la verifica del percolato.

È chiaro che le balle di rifiuti accatastate in quantità enormi, abbiano prodotto ettolitri di veleno scuro e denso; la trascuratezza degli enti preposti al controllo ed allo smaltimento, è stata accertata dalle ammissioni di chi, vestendo un camice bianco, qualche mese fa dichiarava "non ne sapevamo nulla!".

A seguito dei nostri articoli qualcosa si è mosso; ma pare che la ditta che avrebbe dovuto curare e smaltire, sia fallita, e tutto ricadrebbe sui poveri eredi di papa Bonifacio. Eredi di tanta gloria secolare, ma pure dei veleni più recenti. La bonifica di Radicina, sempre che sia possibile effettuarla, spetta agli enti superiori (Stato, Regione, Provincia), ma all'orizzonte non si vedono spiragli.

 

 

TERMOVALORIZZATORI. TUTTI I PRO E I CONTRO

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24

Come parlare di rifiuti senza citare la termovalorizzazione? Molti i cittadini interessanti all'argomento e altrettanti i rappresentanti istituzionali che ieri l'altro hanno partecipato al convegno organizzato dal coordinamento delle associazioni della Valle del Saccon e intitolato "Gli inceneritori e i conseguenti danni sulla salute e sull'ambiente". Tra i relatori Giovanni Ghirga, medico facente parte dell'associazione "Medici per l'ambiente", Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Anna Fava, della società di Studi politici di Napoli ed esperta nella gestione dei rifiuti, e Vanessa Ranieri, presidente del WWF Lazio. Presente anche il dottor Carlo Noto,

primo cittadino, e il Colonnello Antonio Menga, comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, già comandante del Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma.

I relatori hanno illustrato quelli che a loro parere, sono i grandi pericoli per la salute rappresentati dagli inceneritori e le anomalie amministrative specifiche di alcuni impianti della zona, con interventi efficaci ed incisivi. Purtroppo, in tema ambientale, é necessario oggi però un più opportuno approfondimento su ogni singolo caso. La materia è troppo delicata per essere trattata con approssimazione.

 

ANAGNI. VIAGGEREMO CON L’AUTO ELETTRICA

La Provincia FR, 30.01.11, p. 25

Frutto della collaborazione tra un pool di eccellenze come la Energy Resources e la WT Motors, della LogosTech di Latina, per la progettazione e con la supervisione del Polo della Mobilità Sostenibile della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma, "Elettra", la nuovissima minicar a batteria che potrebbe essere messa in commercio già dalla prossima estate, è attualmente in fase di sperimentazione e di messa a punto ottimale presso i circuiti dell'Isam di Anagni;

"Al momento, è in fase di avanzata messa a punto una struttura ad assorbimento di energia per la parte anteriore e posteriore del mezzo, in modo da dare una maggiore protezione agli occupanti in caso di urto - spiegano i tecnici dell'istituto diretti dall'Ing. Filippo Moscarini, amministratore unico dell'Isam di Anagni - la scelta della propulsione elettrica comporta il vantaggio di poter sistemare il pacco batteria sul pianale, abbassando il baricentro e migliorando la stabilità.

La microcar Elettra potrebbe essere realizzata sia in configurazione quadriciclo leggero, con motore elettrico a trazione anteriore da 4 KW, sia in configurazione pesante, con trazione 4x4 ottenuta montando un secondo motore elettrico da 8 KW sull'assale posteriore". Il primo prototipo marciante potrebbe essere pronto per l'estate 2011.

Una volta avviata la distribuzione commerciale, la nuova Elettra prevede un'offerta completa della vettura con la colonnina di ricarica e il carport fotovoltaico. Ancora un importante risultato, dunque, per il circuito di Anagni, il più antico centro italiano di formazione che vanta, con i suoi 50mila mq, il piazzale più esteso d'Italia, per un totale di superficie occupata pari a 160mila mq comprendente anche un impianto per prove di crash dal vero ed un circuito molto tecnico, lungo circa 2mila metri. 

 
Patrica, sequestrato dalla Forestale un impianto depurazione privato

Ecco la notizia quotidiana 30.01.11
Gli agenti del N.I.P.A.F. (Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale) del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, coordinati dal Vice Questore aggiunto Giuseppe Lopez, nella giornata di ieri, nel corso di un servizio di controllo con i tecnici dell’ARPA Lazio ad un impianto di depurazione privato a Patrica in località Vadisi, hanno accertato che il piazzale antistante in corso di realizzazione, era privo del permesso di costruire, quindi abusivo. I forestali hanno posto sequestro il piazzale di circa 1.000 mq. e il titolare della ditta è stato denunciato all’A.G. per violazione alle norme urbanistiche.

 

IL TAR DEL LAZIO NON HA ACCOLTO IL RICORSO DELLA PROVINCIA DI FROSINONE AVVERSO LA DECISIONE DELLA REGIONE DI NOMINARE IN PROPRIO LA COMMISSIONE VENATORIA

La Provincia FR, 30.01.11, p.10

Il Tar del Lazio non ha accolto il ricorso della provincia di Frosinone avverso la decisione della Regione di nominare in proprio la Commissione venatoria. Ora l'ente di piazza Gramsci annuncia ricorso al Consiglio di stato. In una nota dall'amministrazione provinciale di Frosinone spiegano:

«Il Tar del Lazio non ha accolto il ricorso della Provincia di Frosinone contro la Regione Lazio volto a stabilire le competenze per la nomina dei componenti la Commissione provvisoria per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio. Contro questa decisione la Provincia di Frosinone ha già annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato.

In precedenza la Regione Lazio aveva impugnato e poi ritirato l'impugnazione dell'atto con il quale la Provincia di Frosinone aveva nominato i membri della Commissione venatoria essendo questa in scadenza di mandato. Nel frattempo, e prima del giudizio del Tar, la Provincia di Frosinone aveva provveduto a nominare i nuovi membri ed ha, dunque, allo stato attuale una propria Commissione in carica.

La Provincia di Latina, che come quella di Frosinone, ha nominato la sua Commissione, non avendo impugnato presso il Tribunale Amministrativo del Lazio l'atto di nomina effettuato dalla Regione Lazio, e avendo ancora in carica la Commissione venatoria, non ha ancora subito gli esiti della decisione del Tar che saranno, comunque, i medesimi. E nelle stesse condizioni si trova anche la Provincia di Roma che, come Frosinone e Latina, reputa di avere le competenze per nominare i membri della Commissione venatoria».

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