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Italia

Referendum Sociali: silenzio elettorale, un diritto costituzionale calpestato.


Comunicato Stampa Campagna Referendum Sociali

Silenzio elettorale, le questure bloccano la raccolta firme per i referendum sociali.

Un diritto costituzionale calpestato, un grave danno alla democrazia.
 
 
Domenica 17 aprile si terrà il referendum sulle trivellazioni. E questo fine settimana segnerà anche il ritorno dei banchetti di raccolta firme per i referendum sociali su scuola, ambiente e beni comuni. Ci aspettavamo di continuare sulla scia della bellissima partenza di sabato 9 e domenica 10 aprile, quando in tutta Italia migliaia di cittadini hanno lasciato la loro firma sui nostri moduli. Invece in molte città questo non sarà possibile, a causa dei divieti delle questure di allestire i banchetti.
 
La motivazione è il "rispetto del silenzio elettorale", che però nel nostro caso non c'entra nulla. La direttiva del Ministero dell'Interno, da cui derivano quelle prefettizie, prevede per sabato e domenica "il divieto di comizi e riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta" e "ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali". Un'impostazione che ci lascia ampio margine di manovra per raccogliere le firme senza smentire la direttiva. Ma sono già moltissimi i casi in cui le questure cittadine ci stanno negando la possibilità di allestire i banchetti. Laddove le autorizzazioni non siano state rilasciate in precedenza, i prefetti decidono di non autorizzare alcuna iniziativa politica, pare su invito informale dello stesso Ministero dell'Interno.
 
I promotori dei referendum sociali intendono denunciare con forza questa grave lesione del diritto costituzionale. Impedire di raccogliere le firme necessarie a dare la parola agli italiani su temi così importanti come scuola, ambiente e beni comuni è un atto inaccettabile. E troviamo ancor più antidemocratico il fatto che questi divieti non poggino su circolari chiare e incontrovertibili. Il tempo a disposizione per raccogliere le 500.000 firme - a quesito - necessarie per richiedere i referendum non va oltre i 90 giorni. Considerando che, oltre al referendum di domenica, sono in programma anche le elezioni amministrative e i ballottaggi, ci resterebbero pochissimi fine settimana per far valere il nostro diritto costituzionale. E questo non possiamo accettarlo, né ora né nelle prossime occasioni.

Dove ce lo lasceranno fare, comunque, sabato e domenica saremo in piazza a raccogliere firme. Invitiamo chiunque abbia a cuore la democrazia e il futuro del nostro Paese a raggiungerci e a firmare per sottrarre scuola, ambiente e beni comuni alle strette logiche del mercato e del profitto. 
 
Roma, 14 Aprile 2016.
 
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Movimento per la scuola pubblica
Campagna "Stop devastazioni", per i diritti sociali ed ambientali
Comitato Sì Blocca Inceneritori
 

Incontro con Patrizia Gentilini, allarmante quadro nazionale e riscontro nella valle del Sacco.


Comunicato Stampa RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!
 
Incontro Pubblico con la dott.ssa Patrizia Gentilini e la dott.ssa Rosanna Palazzi.
Allarmante quadro nazionale e riscontro nella valle del Sacco.
 
 
Sabato 2 aprile scorso si è svolto, presso la Sala Aldo Ripari in Via degli Esplosivi a Colleferro, l'incontro pubblico dal titolo “Ambiente, Inquinamento, Salute: non c’è più tempo da perdere”, con la dott.ssa Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo, membro del Comitato Scientifico dell'Isde (Medici per l’Ambiente Italia) e la dott.ssa Rosanna Palazzi, Pediatra di base della ASL Roma G.

L'evento era collegato alla prossima manifestazione del 9 aprile contro l'ammodernamento degli inceneritori di Colleferro.
 
La manifestazione ha di mira la decisione della Regione Lazio che, con una recente Delibera, ha deciso di prolungare l'estensione dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) di questi ecomostri per i prossimi anni.
 
Nel suo prezioso intervento la dott.ssa Rosanna Palazzi, unico medico locale presente in sala, nonostante l'invito esteso a tutti i medici di base, ha fatto il punto sulla drammatica situazione sanitaria della valle, è partita dalla problematica della realtà orografica della stessa, ha ripercorso il vissuto industriale di Colleferro, causa dell'avvelenamento del fiume Sacco e delle falde acquifere, terminando con una panoramica sui risultati degli studi epidemiologici (studio Eras, Sentieri, ecc) sul nostro SIN (Sito di Interesse Nazionale).
 
L'intervento della dott.ssa Gentilini ha messo in evidenza l'importanza dell'ambiente sulla salute dell'uomo e la necessità di nuovi approcci precauzionali per la salvaguardarla, soprattutto nei bambini. Attraverso studi internazionali, ha inteso dimostrare come l'infanzia di oggi sia seriamente danneggiata da centinaia di sostanze tossiche che, inalate e ingerite, stanno provocando ciò che ha definito una transizione epidemiologica, l'aumento cioè di patologie degenerative che stanno riducendo di fatto la speranza di vita di un bambino anche di 10 anni.
Si calcola che il 33% delle malattie infantili siano derivate da fattori ambientali modificabili.
Occorre rilevare per contro che i limiti di legge per la tossicità dei veleni vengono sempre stabiliti su un organismo adulto e che paradossalmente le Istituzioni sono sempre pronte a trovare un compromesso perché non siano le industrie a pagare il prezzo più alto. L'Italia, in base alle statistiche, risulta essere il Paese più malato rispetto all'Europa e agli USA, oltre a vantare il più alto indice di corruzione. 
 
La stima nel 2015 di malati di cancro è di 1 uomo su 2 e 1 donna su 3 con un'incidenza di cancro per i bambini del +2% contro l'1,1% dell'Europa e lo 0,6% degli USA. La stima per la fascia d'età 0/12 mesi è di un +3,2%.
Nelle zone più esposte a rischio inquinamento sono state trovate più di 300 sostanze chimiche nel cordone ombelicale come pesticidi, solventi, metalli pesanti, diossine, ecc., sostanze che danneggiano il cervello in via di sviluppo nel periodo prenatale causando la diminuzione del quoziente intellettivo, l'autismo e altre malattie degenerative.
 
L'Italia inoltre detiene il record europeo per morti ambientali per patologie legate al particolato prodotto dalle combustioni. Il particolato ultrafine (PM 10 e 2,5) penetra nei polmoni e apre a malattie anche neurologiche oltre che respiratorie, diabete, abortività e prematurità. Gli studi degli effetti sulla salute delle popolazioni che vivono vicino agli inceneritori hanno ampiamente dimostrato un incremento della mortalità soprattutto per cause respiratorie e cardiache e di cancro ai polmoni sul lungo periodo; nelle mamme un aumento della prematurità fino al 75%, dell'abortivita' spontanea fino al 30%; danni al cervello in via di sviluppo, un aumento sensibile dell'autismo, deficit cognitivi e disturbi comportamentali.
 
Questi dati, incontrovertibili, sono un preciso atto di accusa che dovrebbero orientare le scelte della politica nella direzione opposta. Invece, se nel 1994 un DM definiva gli “Inceneritori come industrie insalubri di classe I”, nel 2015 l'art.35 della Legge definita “Sblocca Italia” li definisce come "Insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente". 
 
La valle del Sacco come la terra dei fuochi?

Una domanda che spesso ci rivolgono e la risposta non è semplice; di certo si può dire che ci sono similitudini come con altri luoghi in Italia, vedi Taranto, Brescia e Bussi, in cui lo sviluppo industriale e la pratica indiscriminata del sotterramento di rifiuti ha evidenziato nel tempo ripercussioni sanitarie sulla popolazione. Tra i luoghi citati - i più menzionati sulle cronache nazionali -  esiste una relazione certa; chi ci vive ha più possibilità di contrarre tumori rispetto ad altri, di natura differente a seconda del contaminante sprigionato dalle attività industriali insistenti sia nel passato che nel presente. L'epidemiologia è una scienza dalle relazioni complesse: raccoglie ed organizza dati incontrovertibili che misurano l'impatto nei territori delle diverse patologie; permette di rilevare correlazioni tra patologie e determinati fattori di rischio presenti nell’ambiente, indirizzando la ricerca a scoprire gli effetti che gli inquinanti hanno sulla salute umana.
 
La storia dei siti inquinati ci racconta delle straordinarie resistenze opposte alla ricerca di queste catene causali, nonostante la relazioni tra inquinanti e patologie, spesso mortali, fosse stata evidenziata in modo incontrovertibile.
 
Siamo andati a fare un resoconto epidemiologico per la valle del Sacco riprendendo tutti gli studi finora effettuati e il risultato è estremamente allarmante. Le ricerche sono ben 8 e si sviluppano lungo tutto il corso del fiume, alcune di carattere generale a livello di area vasta, altre specifiche, localizzate su alcuni Comuni. 
 
I risultati del primo studio risalgono al 2006, un anno dopo l'istituzione del SIN. Le aree interessate erano circoscritte nei comuni di Colleferro, Segni, Gavignano e i risultati fornirono già allora una fotografia realistica di cosa stava subendo la popolazione. Tumori, ospedalizzazioni, ricoveri con numeri elevati superiori alla media regionale, solo per citarne alcuni.
 
In seguito lo studio iniziale è stato ampliato con quello sul betaesaclorocicloesano e successivamente con studi estrapolati sullo stato di salute della popolazione di Anagni e Ceccano, e quello specifico sui tumori infantili. Lo studio ERAS è uno studio a sè stante.
 
Tornando all’analisi della dott.ssa Gentilini ci preme sottolineare la situazione delle ospedalizzazioni riguardo alle fasce di età 0/14 anni e 15/19anni, che riprende lo studio sui tumori infantili e ne mette in risalto le criticità descritte.
 
Per i 0/14 anni si evidenziano eccessi di ricoveri di un +40% (maschi e femmine) per tutte le cause rispetto alla regione Lazio per l’area 1, per intenderci, Colleferro-Segni-Gavignano, e del +18% (maschi) e +26% (femmine) per l’area 2 su Anagni-Sgurgola-Morolo-Paliano-Supino-Ferentino.

I dati ancor più gravi nello studio del DEP Lazio del novembre del 2011 sono il +281% (femmine) per il tumore all’encefalo e il +174% (maschi) per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico. Per i 15/19 anni l’incidenza è maggiore nell’area 2 con un +172% (maschi) per i tumori maligni, un +756% (maschi) per il tumore all’encefalo, e un +15% (femmine) per tutte le cause. Il tutto con un cluster concentrato nell’area di Anagni.

I dati illustrano una realtà che tutti noi conosciamo per esperienza diretta. Una realtà che richiede una adeguata struttura di assistenza sanitaria indispensabile per un’opera di prevenzione, per individuare e curare le diverse patologie, che ci accompagni dalla nascita alla vecchiaia.
 
Chiediamo che all'ospedale di Colleferro -ultimo presidio sanitario anche per l'alta Ciociaria, dove tutte le strutture esistenti sono state chiuse- siano destinate le risorse necessarie, provvedendo alla riapertura dei reparti smobilitati o in via di chiusura. Tuttavia il servizio sanitario non deve essere la somma di strutture, ma un sistema articolato nelle sue diverse funzioni e diffuso sul territorio. Tutte le decisione che hanno portato alla chiusura delle strutture sanitarie devono essere riviste e deve essere ridefinita la distribuzione dei servizi sul territorio.

Una battaglia molto difficile ma che deve essere combattuta poiché, dopo i disastri delle passate gestioni, ci scontriamo con scelte strategiche di spesa pubblica ed investimenti a dir poco discutibili: mentre la regione Lazio taglia l’assistenza sanitaria contemporaneamente prevede di investire decine di milioni di euro in nuovi inceneritori di cui il territorio non ha bisogno!

 
Valle del Sacco, 6 aprile 2016

f.to
Associazioni e Comitati aderenti alla Campagna RIFIUTIAMOLI

Partono i Referendum Sociali


Comunicato stampa del 14 marzo 2016
 
PARTONO I REFERENDUM SOCIALI: SCUOLA PUBBLICA,
BLOCCA INCENERITORI, TRIVELLE ZERO E BENI COMUNI.
 
IERI PARTECIPATISSIMA ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA,
GIOVEDÌ 17 IL DEPOSITO DEI PRIMI QUESITI IN CASSAZIONE,
PER UNA PRIMAVERA DI DIRITTI E DI DEMOCRAZIA.
 
 
Partono i Referendum sociali per la scuola pubblica, per bloccare il Piano nazionale inceneritori, per l'opzione "Trivelle zero" in Italia e per la difesa dei beni comuni.
 
Ieri a Roma al Cinema Palazzo si è svolta una partecipatissima assemblea nazionale con centinaia di persone provenienti da tutta Italia che ha dato avvio alla nuova stagione referendaria.
 
Da giovedì prossimo 17 marzo si avvierà il deposito dei primi quesiti alla Cassazione per far partire  la raccolta delle firme con un evento unitario e diffuso il 9 e 10 aprile che darà vita alla campagna nazionale di mobilitazione che si chiuderà entro il 9 luglio prossimo.
 
L’obiettivo è superare le 500.000 firme necessarie per tutti i sei quesiti referendari già in campo, oltre quelli contro la privatizzazione dei beni comuni in via di definizione, per andare al voto nella primavera del 2017.
 
L'approvazione dei principali provvedimenti governativi, dalla Buona Scuola allo Sblocca Italia, con cui si è attaccato il ruolo della scuola pubblica, privatizzati i beni comuni e i servizi pubblici, aggredito l'ambiente, a partire dalle trivellazioni e da un autoritario aumento di nuovi inceneritori ed abbattuti i diritti del lavoro, ha innescato un crescente percorso di lotta che sostiene un opposto modello di sviluppo fatto di tanti comitati, movimenti, sindacati, associazioni che hanno iniziato ad incontrarsi in numerose assemblee sul territorio, da Bologna a Pescara, da Ancona a Napoli ed a Roma.
 
Si è pertanto formalizzata ieri l’alleanza sociale tra i movimenti per la scuola pubblica, per l'acqua bene comune, contro la devastazione ambientale che si oppone alle trivellazioni e contro il piano nazionale per vecchi e nuovi inceneritori che insieme chiedono di puntare ad una società “democratica” che investa sul valore della scuola pubblica, sulla sostenibilità ambientale e la difesa della salute pubblica, sulla gestione pubblica dei servizi locali, sul lavoro stabile e sul diritto al reddito che veda la piena attuazione del dettato costituzionale, e non il suo smantellamento.
 
L'iniziativa incrocia infatti il tema della democrazia e della sua espansione, che altro non è se non il rovescio della medaglia dell'affermazione dei diritti fondamentali. La nostra stagione dei referendum sociali, pur nella sua dimensione autonoma, vuole contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, con la convinzione che parlare di democrazia non significa ragionare puramente di architettura istituzionale ma del potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo che riguardano gli assetti della società.
 
Proprio perché non pensiamo che la nostra iniziativa sia autosufficiente e esaustiva delle battaglie in corso ci sentiamo fortemente impegnati per l'affermazione del Sì al referendum contro la prosecuzione indefinita delle concessioni in mare entro le 12 miglia del prossimo 17 aprile, così come nella preparazione e nella buona riuscita della manifestazione nazionale contro il TTIP prevista per il 7 maggio.
 
Per quanto riguarda il Jobs Act, provvedimento che ha la stessa matrice di quelli oggetto del nostro intervento, non rinunciamo né all'idea che, progressivamente, si possa costruire un intreccio sempre più stretto tra le questioni che oggi sono al centro dell'iniziativa e il tema del lavoro, né alla nostra autonomia di giudizio e di iniziativa anche su questo tema, una volta conosciuti gli eventuali quesiti referendari promossi dalla CGIL.
 
Si apre quindi una stagione di grande impegno sociale, che mobiliterà sui grandi temi della Costituzione materiale tante persone nei territori affermando un'altra idea di modello sociale e di democrazia.
 
L'intervento introduttivo completo all'Assemblea di Roma può essere letto qui:  http://wp.me/p78jxh-zx
 
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Movimento per la scuola pubblica
Campagna "Stop devastazioni", per i diritti sociali ed ambientali
Comitato Sì Blocca Inceneritori
 
 
INFO: Forum Italiano Movimenti per l'Acqua, Paolo Carsetti 3336876990
 

Valle del Sacco, il Ministero torna titolare del Sito di Interesse Nazionale


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco

SIN Valle del Sacco:

il Ministero torna titolare, ricostituzione delle speranze di bonifica o dello scaricabarile? 
 
 
In data 16 luglio 2014, a seguito del pronunciamento del TAR Lazio circa il relativo ricorso promosso dalla Regione Lazio, a cui si è aggiunta ad adiuvandum la nostra associazione, è stato di fatto reintegrato il Sito di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) della Valle del Sacco, depennato inopportunamente dalla lista dei SIN di competenza del Ministero dell’Ambiente in data 11 gennaio 2013 (e dunque transitoriamente declassato a Sito di Interesse Regionale). Pendendo l’esito di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, è stata dunque anche ristabilita la titolarità ministeriale del SIN, come riconosciuto dallo stesso Ministero dell’Ambiente in sede della riunione tecnica preliminare tenutasi in data 8 settembre 2014 (partecipanti: Regione, Arpa, Provincia FR, ASL RM G, ASL RM E; assenti: Provincia RM, ISS, ISPRA).
 
In occasione della sentenza del 16 luglio 2014, abbiamo espresso la speranza che ciò potesse tradursi con una certa celerità in concreti benefici socio-ambientali per la nostra Valle, inquinata a causa del disprezzo degli interessi industriali per la tutela della salute della popolazione e dell’inerzia (se non delle connivenze) delle pubbliche amministrazioni.
           
Ricordiamo la vicenda per sommi capi, non è facile per chi non la segue quotidianamente orientarsi in tale confusione.
 
Nonostante la Corte di Cassazione del Tribunale di Velletri avesse emanato nel 1993 l’obbligo di bonifica dei 4 ettari di area dell’agro colleferrino gravemente contaminata da discariche illecite prodotte dall’industria locale, la Regione Lazio, pur approntando un piano di bonifica, lo lasciava sulla carta.
 
Gli inquinanti determinavano alla fine la contaminazione dell’acquifero: isomeri del lindano (in particolare il beta-esaclorocicloesano), parenti del DDT, si rilevavano a più riprese a partire dal 2004 nello stesso fiume Sacco, fino al definitivo accertamento della presenza del contaminante nel latte bovino in area vasta. La Presidenza del Consiglio dei Ministri riconosceva con decreto 19 maggio 2005 lo stato di emergenza socio-economico-ambientale per l’area di 9 Comuni delle province di Roma e Frosinone, estesa tardivamente, in data 31 ottobre 2010, ad altri 11 Comuni del Frusinate, con estensione finale dell’area ripariale necessitante bonifica da Colleferro a Falvaterra (confluenza del fiume Sacco con il fiume Liri).
 
La suddetta area era gestita da preposto Ufficio Commissariale, il quale a nostro avviso operava positivamente in relazione alla messa in sicurezza d’emergenza della fonte della contaminazione, negativamente in relazione al risanamento agro-ambientale della fascia ripariale del fiume Sacco, anche per la sovrapposizione di competenze con la Regione Lazio e lo storno di fondi ministeriali già stanziati da parte del governo. Tale risanamento non è ancora iniziato, nonostante siano trascorsi quasi dieci anni dal riconoscimento dello stato di emergenza. Benché la bonifica non fosse conclusa, l’ultima proroga delle attività dell’Ufficio Commissariale scadeva il 31 ottobre 2012.
 
Nonostante l’area di pertinenza commissariale fosse già stata riconosciuta come SIN in data 2 dicembre 2005, il 31 gennaio 2008 il Ministero dell’Ambiente avviava l’istituzione di un ulteriore enorme SIN collegato, distinto però dall’area precedente e di propria diretta competenza, comprendente, in perimetrazione provvisoria, l’intero bacino imbrifero del fiume Sacco, per un totale di ulteriori 51 Comuni, al fine di appurare l’eventuale presenza di altre situazioni di inquinamento di interesse nazionale. L’incarico di sub-perimetrare tale vastissima area, al fine di identificare le aree rilevanti per attività di messa in sicurezza d’emergenza, caratterizzazione, bonifica e ripristino ambientale, veniva affidato, da convenzione tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio e ARPA Lazio, all’ARPA sezione di Frosinone, che lo concludeva in termini inadeguati e fallimentari, tanto da indurre il Ministero a non corrispondere l’ultima tranche del relativo finanziamento nell’agosto 2014.
 
Veniamo al presente. Le prime battute del neoricostituito SIN ministeriale sembrano seguire il solito copione: da un lato pochi uffici o meglio singoli tecnici coscienziosi e seri, cui va la nostra stima; dall’altro inefficienze amministrative, sovrapposizione di competenze e scaricabarile. In particolare, si profilano due ordini di questioni delicatissime da risolvere quanto prima.
 
1. La nuova perimetrazione del SIN. Paradossalmente, si è tornati indietro, dalla subperimetrazione alla perimetrazione. Si tratta cioè di riconsiderare daccapo la stessa definizione dei Comuni inclusi e relative aree. Ad esempio, il Comune di Ferentino, prima escluso dal SIN (ma presente nell’area emergenziale) dovrebbe rientrare nel SIN, in quanto la presenza di aree contaminate da amianto (ex Cemamit) rientra nei relativi parametri istitutivi. Naturalmente ciò rappresenta sulla carta l’opportunità di risolvere problematiche ambientali di grande rilievo. Non pare però si proceda come opportuno. La perimetrazione è stata affidata, come da riunione tecnica dell’8 settembre 2014, alla Regione Lazio;  successivamente dalla Regione ad ARPA. Quest’ultima pare non abbia ancora inviato la propria proposta di perimetrazione al Ministero, nonostante il tempo scaduto e ripetuti solleciti.
 
2. La certificazione del barrieramento idraulico definitivo della zona contaminata a protezione dell’acquifero di Colleferro. I relativi lavori, finanziati da ingenti fondi pubblici e privati (SE.CO.SV.IM.), sono stati diretti dall’Ufficio Commissariale. Tale barrieramento definitivo, ormai completato da circa 2 anni, non può entrare in funzione in quanto la Provincia di Roma si rifiuta di riconoscere la propria relativa competenza, che sembra chiaramente stabilita dalla normativa e che non ci sembra sia mai stata messa in discussione per gli altri SIN. Rimane dunque in funzione il barrieramento idraulico provvisorio, che naturalmente offre minori garanzie, e peraltro con autorizzazione formalmente scaduta. La ASL RMG ha più volte espresso preoccupazione per la situazione dell’acquifero comunale, in relazione alla mancata autorizzazione dell’entrata in opera del barrieramento idraulico definitivo e al mancato avvio della bonifica degli acquiferi sottesi ad alcune porzioni dell’area contaminata.
 
ASL RMG e RME chiedono inoltre, nella riunione tecnica dell’8 settembre 2014, che le attività di bio-monitoraggio sulla popolazione della Valle del Sacco vengano estese su una porzione più ampia del territorio, ricercando ulteriori sostanze inquinanti.
 
I primi vagiti del reintegrato SIN sembrano in sostanza riprodurre le dinamiche del passato, aggravate dagli odierni problemi che affliggono tutti gli enti pubblici e di controllo, privi di risorse e disorientati da continui provvedimenti legislativi al ribasso. La farraginosa sovrapposizione delle competenze e l’inerzia amministrativa sembrano potersi superare in primo luogo puntando su una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli enti locali, anche attraverso l’istituzione di forme più efficaci di coordinamento, e soprattutto sulla partecipazione ai processi decisionali delle associazioni territoriali, investendo inoltre sulla formazione di un’opinione pubblica consapevole. Viceversa, le associazioni non potranno fare altro che tentare di correggere le storture dell’azione amministrativa in sede giudiziaria.
 
 
Valle del Sacco, 02.11.14
 
 

CLICCA QUI per il verbale della riunione tecnica dell'8 settembre 2014
 

Oltre 160 adesioni alla Campagna Blocca lo Sblocca Italia


15-16 ottobre in piazza a Roma contro lo Sblocca Italia

Il 15 e il 16 ottobre prossimi oltre 160 tra comitati, organizzazioni sociali, associazioni e reti territoriali e nazionali attive su estrazioni petrolifere, infrastrutture energetiche, grandi opere, acqua e servizi pubblici locali, gestione dei rifiuti, bonifiche, salute e ambiente, saranno in piazza a Roma per una due giorni di presidio sotto il parlamento durante la discussione in aula per la conversione in legge del decreto Sblocca-Italia. 
 
Di seguito l'appello che convoca la manifestazione, l'elenco di tutte le realtà aderenti e i contatti cui rivolgersi per informazioni e ufficio stampa.
Marica Di Pierri - 348.6861204
Salvatore Altiero - 334.2270795
Paolo Carsetti - 333.6876990
Augusto De Sanctis - 368.3188739
 

  

Blocca lo Sblocca Italia”, difendi la tua terra!

Partecipa alla campagna contro il decreto che distrugge il belpaese

 

Mercoledì 15 e giovedì 16 Ottobre (ore 10-14) a Roma (P.zza Montecitorio) due giorni di presidio di comitati e cittadini davanti al Parlamento.

 


Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani. È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio. Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell'omonimo Parco Nazionale".

Si arriva al paradosso che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l'economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento.

Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva.

Nel Decreto la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all'economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti.

Le grandi opere con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l'esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli.

Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione accentrando il potere in poche mani ed escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio.

Il provvedimento si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità.
 
Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro-ambientale con forme di economia diffusa, dal turismo consapevole all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.

 

COSA PUOI FARE DA CITTADINO, COMITATO O ASSOCIAZIONE?

 

PARTECIPARE AL PRESIDIO A ROMA a Piazza Montecitorio, un sit-in “a staffetta” tra cittadini che difenderanno la loro terra per i giorni:

 

MERCOLEDI' 15 OTTOBRE, ore 10-14

GIOVEDI' 16 OTTOBRE, ore 10-14

 

INVIARE UN'EMAIL “BLOCCA LO “SBLOCCA-ITALIA” A PARTIRE DA MARTEDI' 7 OTTOBRE ai parlamentari. Vai a questa pagina per tutte le informazioni.

 

VAI ALL'EVENTO FACEBOOK DEL PRESIDIO "BLOCCA LO SBLOCCA ITALIA"https://www.facebook.com/events/362293050598523/

 

PER ADESIONI DI ORGANIZZAZIONI E INFORMAZIONI: nosbloccaitalia@gmail.com


Adesioni giunte ad oggi: Coordinamento nazionale NO TRIV, Forum Italiano Movimenti per l'Acqua Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, Abruzzo Social Forum, Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua, Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Associazione A SUD, Stop Biocidio Lazio, Taranto Respira, Peacelink, WWF Taranto, NO Carbone Brindisi, Confederazione COBAS, Ambiente e Salute nel Piceno, Comitato Stoccaggio Gas S. Martino (CH), Comitati Cittadini per l'Ambiente di Sulmona, Associazione Nuovo Senso Civico, Comitato No TAP, Coordinamento nazionale No Triv-sez Basilicata, Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata, Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, Onda rosa, comitatino di mamme e donne del centro olio (ENI) di Viggiano, No Triv Sannio, Altragricoltura, Comitato per la Difesa delle Terre Joniche, Rete Forum Ambientale dell'Appennino, Comitato No Powercrop Avezzano (AQ), Circolo culturale "Ambientescienze" – Cremona, Comitato No al Petrolio nel Vallo di Diano (SA), Comitato "No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili", Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni (Tortoreto, TE), Comitato Opzione Zero - Riviera del Brenta, Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro Storico di Brescia, Forum Ambientalista di Grosseto, Associazione Made in Taranto, Ola (Organizzazione lucana ambientalista), Rete dei comitati in Difesa del Territorio, Medicina Democratica Onlus, Associazione AmbienteVenezia, Cambiamo Abbiategrasso, Circolo culturale "AmbienteScienze" di Cremona, Comitato NO Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera, Comitato sardo Gettiamo le Basi, Radio AUT per l'antimafia sociale, Comitato NOil Puglia, Rete della Conoscenza, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato SpeziaViaDalCarbone (La Spezia), WWF Potenza e Aree Interne, MEDITERRANEO NO TRIV, Comitato Verità per Taranto, Comitato 12 giugno Familiari delle vittime del lavoro di Taranto, Associazione ambientalista “Clan-Destino O.N.L.U.S.”, Ass. Ravenna virtuosa, A.N.P.I. Sezione di Nova Milanese (Monza e Brianza), Assotziu Consumadoris Sardigna – Onlus. Comitato NO TUNNEL TAV Firenze, Ecoistituto del Veneto "Alex Langer", AmicoAlbero – Venezia, Movimento dei Consumatori, Collettivo Nonviolento Uomo Ambiente della BASSA - RE- Guastalla, L.O.C. - Lega Obiettori di Coscienza alle spese militari e nucleari, Milano, Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, Brindisi Bene Comune, ATTAC Italia, Associazione ZeroWasteLazio, Associazione Alternativa@Mente, Rete Campana della Civiltà del Sole e della Biodiversità, Coordinamento regionale dei comitati NoMuos, Osservatorio sulla Repressione, Fondazione Lorenzo Milani, Associazione RAP Molise, Coordinamento No Triv - Terra di Bari, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Mountain Wilderness Abruzzo, Associazione TILT!, Coordinamento Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, Legambiente Italia, Comitato FuoriPista, Associazione Bianchi Bandinelli, Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, Rete civica italiana, Consiglio Metropolitano Partecipato, Era Onlus - Associazione Radicale Esperanto, Laboratorio sociale "La città di sotto" – Biella, Associazione Rita Atria, L'Albero Vagabondo, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Fronte Sannita per la Difesa della Montagna, Forum Paesaggio Marche, perUnaltracittà-laboratorio politico Firenze, Associazione Oltre La Crescita, Comitato San Giorgio a Cremano, Coordinamento lavoratori autoconvocati - contro la crisi, Comitato La Difesa di Civitaluparella (CH), Fondazione Capta onlus, CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), Ass InFormazione InMovimento Legnano, Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese San Giorgio su Legnano e Canegrate, Movimento Legge Rifiuti Zero Legnano Altomilanese, Acqua Bene Comune per Legnano Altomilanese, Attac Legnano, Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, Quorum Zero Piu Democrazia per Legnano AltomilaneseConsulta per l'Ambiente di Ferentino, Associazione di Bed and Breakfast "Parco Maiella Costa Trabocchi" – Abruzzo, Action, CSOA La Strada, Federazione nazionale Pro Natura, WWF Forlì, Comitato Difensori della Toscana, Associazione”un Ponte per”, Movimento nazionale "Legge Rifiuti Zero", Greenpeace Italia, Assise di Bagnoli, Associazione Vivai ProNatura, Associazione Ecomuseo Borgo La Selva (Casole d'Elsa, Siena), Legambiente Circolo Le Cesane di Urbino, Sinistra per Urbino, Pro Natura Abruzzo, Comunità Emmaus Ferrara, Pro Natura Torino, Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani, Comitato InBosa, Comitato WWF Montello-Piave, Comitato acquabenecomune Planargia Montiferro, Associazione "La Casa del Nespolo”, Coordinamento Comitati Fuochi, Comitato NoTriv Val di Noto, Animalisti Italiani, Associazione LEM Italia, Coord. Agro Romano Bene Comune, Terra Nuova, mensile di ecologia, Centro Donna di Grosseto, ATTAC Grosseto, Associazione "Comitato SOS275", ISDE Campania, Comitato cittadini liberi della Valle Galeria di Roma – Malagrotta, Comitato di quartiere Roma (ex) XVI Pisana Estensi, Coordinamento Comitati Sardi, WWF Villorba (TV) Confederazione Sindacale Sarda-CSS; Associazione Posidonia Porto Venere (La Spezia); Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Pesaro-Urbino; Coordinamento provinciale Acqua Bene Comune ATO 1 Marche nord; Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ONLUS; Associazione Comitato quartiere Villanova di Falconara Marittima (AN); ONDAVERDE ONLUS - Movimento ecologista di Falconara Marittima (AN); Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante; Rete STOP BIOCIDIO Campania; Comitato Difesa Ambiente e Territorio di Spinea; Coordinamento Associazioni Area Grecanica - No Carbone; ISDE Medici per l'Ambiente Sezione di Napoli; Habitat World; Biennale habitat; Comitato contro l'autostrada Orte-Mestre, TR e provincia; Comitato Ferrara Città Sostenibile; Fondo anti diossina Taranto ONLUS; Associazione Musicale "La Chitarra di Massimo"; Gruppo spontaneo No Triv Salute e Ambiente – Cento"; Presidente Equorete, network dell'Ecologia Social; Comitato Acqua Bene Comune di Sala Consilina (Sa); Cagliari Social Forum; Comitato Ambiente Salute e Territorio (CAST Abruzzo), Associazione di quartiere Casalottilibera APS; Associazione Nazionale Comuni Virtuosi.

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