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L'azione popolare promossa dal Comitato residenti Colleferro e da Retuvasa per impedire il fotovoltaico insostenibile

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A TUTTI I CITTADINI DI COLLEFERRO
ULTIMA OCCASIONE PRIMA DEL 2041!

Visitate le colline romane, in località Piombinara, via Fontana degli Angeli, prima dell’insediamento di un

INVASIVO PARCO FOTOVOLTAICO DI 71 ETTARI

sotto il quale spariranno per 30 anni, dal 2011 al 2041!
 Il Comitato residenti Colleferro e la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) hanno presentato all’Amministrazione comunale, al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri di Colleferro, all’Amministrazione di Paliano, ai Presidenti della Regione Lazio e della  Provincia, alla Società Sedicesimasun srl titolare del progetto, un’AZIONE POPOLARE per la tutela di pubblici diritti e privati interessi per salvaguardare i valori espressi nell’art. 9 della Costituzione italiana che “tutela il paesaggio”
L’Amministrazione Comunale di Colleferro, in data 05.05.2010, in sede di Conferenza dei servizi, ha ritenuto di non dover esprimere il proprio “qualificato” dissenso e/o riserva rispetto al progetto di Sedicesimasun: “Intervento di realizzazione di impianto di energia elettrica e relative opere ed infrastrutture  connesse, alimentato da fonte rinnovabile fotovoltaica, da realizzarsi nel comune di Colleferro, loc. via Fontana degli Angeli, di potenza nominale pari a 24.057,00 kWp, denominato “Aria”, su un’area di 71 ettari, né ha rimesso la valutazione o decisione sulla questione ad altro organo di governo (Conferenza Stato – Regioni, ecc.), con grave pregiudizio dei diritti e degli interessi dei cittadini.
L’area, caratterizzata da un elevato valore di naturalità, in gran parte di proprietà di privati, continua ad essere oggetto di pesanti interventi da parte dell’Amministrazione comunale (come la discarica di Colle Fagiolara, il progetto TMB (trattamento meccanico biologico dei rifiuti) e SLIM (sistema logistico integrato multimodale).
Il parco fotovoltaico espropria tutta la comunità colleferrina della naturalità delle sue colline, che hanno un forte significato identitario; altera irrimediabilmente il paesaggio con il sacrificio di 71 ettari di terreno agricolo destinato a seminativo e/o pascolo; non utilizza aree già degradate; modifica la destinazione d’uso del suolo che si impoverisce,
Il parco fotovoltaico resterà in vita per circa 30 anni, ovvero fino al 2041 e produrrà cambiamenti dello stato ambientale: riduzione dello spazio naturale, consumo di risorse idriche, produzione di acque reflue e rifiuti vari, che altereranno la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo con grave impatto sull’ambiente sociale, sulla salute e sugli ecosistemi.
Senza contare il rischio di esposizione ai campi elettromagnetici generati da linee elettriche, compresa la linea di collegamento dell’impianto alla rete di distribuzione dell’energia elettrica.
Quando la tecnologia fotovoltaica è realizzata mediante impianti a terra su suoli liberi, o addirittura di pregio

NON È CONDIVISIBILE

 
La forte riduzione dell’attività fotosintetica e della biodiversità determinano un impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente, la cui conseguenza più evidente è l’emissione, anziché la fissazione, di CO2: risultato paradossale per una tecnologia che punta a ridurre le emissioni!
L’interesse pubblico generale impone all’Amministrazione di trovare una sintesi equilibrata ed efficace tra le diverse esigenze (produzione di energia pulita, risparmio energetico, salvaguardia dell’ambiente, sviluppo del territorio) evitando di compromettere irrimediabilmente beni primari non rinnovabili. Perciò

PRETENDIAMO

che i nostri amministratori comunali operino scelte corrette e consapevoli in funzione della difesa della salute pubblica e del suolo, della valorizzazione dell’ambiente e del territorio

PREANNUNCIAMO

la nostra volontà politica di difendere pubblici diritti ed interessi legittimi dei residenti (e non solo), qualora ad essi siano contrapposti interessi privati e/o siano posti in essere interventi a loro danno.
La normativa di rango comunale, provinciale, nazionale ed europeo in materia di tutela ambientale e del paesaggio rurale, e i principi ispiratori per la produzione di energia da fonte fotovoltaica, incentivano impianti di piccola taglia, per l’autosufficienza e l’autoconsumo, integrati nei tetti e nelle facciate degli edifici, con riutilizzo di aree già degradate
Il Comitato residenti Colleferro e Retuvasa ritengono il parco fotovoltaico, per le dimensioni e l’impatto ambientale, pregiudizievole per la collettività e invitano il Consiglio comunale a riesaminare con urgenza la questione rivedendone le dimensioni e la localizzazione

il rappresentante del Comitato residenti Colleferro
Ina Camilli
il presidente della Rete per la Tutela della Valle del Sacco
Alberto Valleriani

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